Directions, il nuovo disco di Massimo Giangrande

Era la seconda volta che andavo a un concerto di Massimo Giangrande e sapevo che la qualità sarebbe stata alta, cosicché ho acquistato il disco anche prima dell’esibizione.

Directions viene dopo Apnea, che fu un album eccezionale.
I ritmi restano comunque languidi, malinconici e rilassanti.
Chi tace acconsente
era uscita in anteprima per una raccolta di brani intitolata Gibilterra land uscita a giugno con XL, di cui è possibile il download gratuito. La neve di Eva, il pezzo di punta,è stata parte della colonna sonora del film Viva l’Italia, presente nelle sale cinematografiche italiane fino a poco fa e perciò nota al pubblico presente al Rising love venerdì scorso. Si udiva la gente cantare anche durante Il Mestiere Di Vivere, il brano più conosciuto di Giangrande e durante Across the Universe, sentito omaggio a John Lennon che, fino a poco tempo fa, fu un vero e proprio inno del centro sociale Angelo Mai.

I musicisti Biagioli, Santisi e Zanonzini sono perfetti e, per l’occasione, Gabriele Lazzarotti esegue le linee di basso scritte e suonate nel disco dallo stesso Giangrande.

Alla fine arriva anche il bis con Come il cuore leggero e Con gli occhi chiusi.

La maggior parte dei testi di Directions è in lingua inglese.

Directions è disseminato di citazioni: Un attimo di gioia riprende un verso di Lover, you should’ve come over di Jeff Buckley e lo modella in “Darei tutto il mio regno per un ultimo bacio sulla tua schiena”, la divertente Le poisson dans l’eau si allontana qualche secondo dal francese per citare Bella ciao, Love won’t tear us apart stravolge il senso del celebre titolo dei Joy Division cambiandone una parola, Bad dream compie forse la medesima azione con Nice dream dei Radiohead.

E’ pregevole il pezzo strumentale Ménilmontant, che prende il nome da una stazione della metropolitana parigina.

 

A.P.

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