Carl Brave | Le Notti Brave senza Franco

carl brave

Esce oggi per la Universal Notti Brave, debutto solista del romanissimo Carl Brave – che interrompe momentaneamente il fortunato sodalizio con Franco126.

La recensione che state per leggere non sarà quella del disco Francobolli di Franco126, e vi spieghiamo subito il perché.
Primo, perché è un disco che non esiste.
Secondo, perché il duo rivelazione dell’anno – artefice del pluridecorato Polaroid – si chiama Carl Brave X Franco126 e non Franco126 X Carl Brave.

È una provocazione, ma non senza un fondo di verità: siamo proprio sicuri che tutti quanti abbiano capito che Notti Brave è l’esordio da solista di Carl Brave senza il fidato Franco, e non un semplice seguito di Polaroid? Se da una parte non mettiamo in discussione l’estro creativo del signor Carlo Coraggio – che di Polaroid, così come di questo disco, è anche il produttore – dall’altra come non immaginarsi che alla Universal non siano brillati gli occhi alla notizia che, del duo dalle uova d’oro, fosse proprio lui quello ad avere un disco di inediti pronto?

Siamo nell’era dove una buona comunicazione ti fa il grosso del lavoro, e comparire per secondo nel nome del prodotto porta indubbiamente i suoi svantaggi: saranno innumerevoli quelli che nel corso dell’ultimo anno hanno usato “Carl Brave” per dire “Carl Brave X Franco126” ed è probabile che, per motivi che prescindono dai meriti artistici, il nuovo disco di Carl Brave generi più hype del nuovo disco di Franco126.

Quella di Francobolli poteva quindi essere una bella storia, ma non è la nostra.
Questa è la storia di Notti Brave, un disco che altro non è se non un grandissimo inganno in cui noi, testata che si propone di trattare di musica indipendente e ipoteticamente rivoluzionaria, siamo stati i primi a cadere:
Notti Brave è un disco che esce con la Universal, non la più indipendente tra le etichette;
Notti Brave è un disco che cavalca un’onda, lanciata sì da Carl Brave stesso (e da Franco126!), ma motivo sufficiente a renderlo non il più rivoluzionario tra i dischi.

Eppure siamo qui a parlarne, perché quando proprio un anno fa Polaroid usciva per Bomba Dischi ridefiniva ulteriormente il concetto di musica indie, e in fin dei conti è molto difficile staccarsi dall’idea che Notti Brave non ne sia in alcun modo il prosecutore.

E infatti tutta quell’estetica radical-chic che ha reso Polaroid così unico e accessibile la ritroviamo, ma in maniera talmente accentuata da risultare quasi parodistica: la “Polaroid” che diventa “Fotografia”, le “Lucky Strike” che diventano “Camel Blu”; l’immaginario del quotidiano romano che fa da protagonista tra un “Pub Crawl” in zona Campo de’ Fiori, i tornelli della metro scavallati e i circoli Arci (e se prima si andava in vacanza all’ “Argentario”, ora ci si ritrova al “Parco Gondar” di Gallipoli); fiumi di Chardonnai, Pinot Grigio e Rosée preferiti alla birra che al massimo è una «cerveza»; un tripudio di iphone, note vocali, «faccine», squilli, hotspot e i «messaggi da ubriaco poi cancellati».

Anche dal punto di vista musicale le canzoni sono rimaste quelle, con più autotune (un anno dopo, l’autotune tira molto di più): 3 minuti e poco più per brano, ritornelli cantabilissimi che non sono mai più di due, basi che sono un po’ trap e un po’ pop, un po’ suonate e un po’ no.

Notti Brave è una macchina da guerra per fare miliardi, vuole cavalcare un’onda ma allo stesso tempo farne uno tsunami, e per farlo gli bastano le prime 4 tracce: “Professoré” apre il tutto e senza indugio identifica immediatamente il target di pubblico, che è femmina e giovane;

«Vorrei vederti arrossire con il tappo di un Pinot / Pedalarti in un risciò / Accartocciare i tuoi fuseaux … ola, non voglio andare a scuola»

si passa subito all’artiglieria pesante quando su “Fotografia” subentrano direttamente da RDS Francesca Michielin e Fabri Fibra (due nomi scelti non a caso: sono mainstream, ma ultimamente molto ben visti dalla comunità “indie”), salvo che con “Camel Blu” – che ha un intro quasi identico a quello di “Pellaria” – la Universal torna a essere Bomba Dischi perché a cantare il ritornello c’è Giorgio Poi, e tutti a dirsi quant’è bella la musica indipendente; a far tornare la calma su “Parco Gondar” ci pensa Coez, inspiegabile mediatore tra questi due mondi così diversi, ma forse poi non così tanto diversi.

Basterebbe, eppure più avanti nel disco troviamo anche Gemitaiz e Emis Killa a rappresentare la scena “rap” italiana, e ancora Frah Quintale dalle retroguardie indipendenti, Pretty Solero sul versante trap.

Tutto questo per dire che nessuno tra questa miriade di featuring in realtà aggiunge veramente del suo, ma la grandiosità di Notti Brave sta più che altro in questa enorme sfilata volta ad ammassare milioni e milioni di like provenienti da ambienti apparentemente eterogenei, ognuno col suo alfiere dell’hashtag.

Al netto di tutto questo Notti Brave è comunque un disco che per natura non può risultare sgradevole da sentire. Forse è troppo lungo, ma è destinato in ogni caso a generare inni e a riempire i palazzetti: del resto riciclare ed esasperare meccanismi funzionanti ne può intaccare il fattore novità, ma non il funzionamento effettivo, e Carl Brave ha sicuramente sfornato un album che vuole essere non tanto nuovo quanto pragmatico. Proprio per questo, a qualcuno piacerà anche più di Polaroid.

In tutto ciò, c’è anche un pezzo con Franco126 (“La Cuenta”), anche se non distingui bene l’uno dall’altro.
Forse in realtà Franco non c’è davvero, o forse c’è sempre stato:
stavamo già ascoltando Francobolli e non ce ne siamo resi conto?

Notti Brave è uscito l’11 maggio 2018 per Universal.
Carl Brave X Franco126 saranno in tour quest’estate e suoneranno a Rock in Roma il 12 luglio.

 

 

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