Carmine Tundo | Il surreale Nocturnae Larvae Volume Uno

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Dopo il suo progetto d’esordio Romeus, Carmine Tundo – già frontman de La Municipàl – torna con un concept album.
La nostra visione del suo ultimo e onirico lavoro.

Basta osservare la copertina di Nocturnae Larvae Volume Uno per capire che non sarà cosa facile ascoltare le 13 tracce del nuovo disco di Carmine Tundo. Il nero domina la sagoma di un uomo (probabilmente il cantante stesso) con la faccia da cavallo e circondato da un fumo bianco/grigio. Tra le mani regge qualcosa di misterioso, forse le sue ansie.

L’atmosfera onirica trasporta l’ascoltatore dentro un vortice di sogni, incubi e paure del cantante salentino. Un concept album che racchiude un unico tema, quello fatto di allucinazioni ipnagogiche, notti insonni e realtà distorte, rappresentate da un suono elettronico che pervade l’intero lavoro.

La prima traccia, “Prime larvae”, parte lentamente come se volesse immergere l’ascoltatore all’interno di quella particolare atmosfera, ma a piccoli passi. Poi, ad un tratto la musica incalza. Ora chi ascolta dovrebbe essere già abituato a quel suono, ed entrare man mano nel mondo oscuro di Carmine.

Siamo pronti, possiamo continuare a scoprire l’electro-indie dell’artista con il singolo “Lychaon”. I suoi fantasmi notturni sono tornati:

«Distorti/Non ci amiamo più/ Piove così forte/ Affoghi/ dentro agli occhi blu»

Terza traccia, “Come i Maya”: un testo paranoico, in riferimento alla paura della morte. Ci ricorda che «siamo come l’aria», che prima o poi non ci saremo più su questa terra, destinati all’estinzione. Come i Maya, appunto.

Si continua con “Gemelli”, in cui la parte iniziale dà un presagio di pericolo; “Esili” con un suono che sembra quasi distorto, rovinato, disturbato. Poi “Venti secondi di io”: il titolo chiarisce benissimo ciò a cui il cantante vuole arrivare. Segue “Odnut Enimrac” (la lettura al contrario del suo nome), quasi come se fosse la continuazione della traccia precedente: una voce femminile parla in lingua francese, per poi lasciare spazio a una musica elettronica confusa, potente.

“A volte tu nella mia testa” allude a qualcosa o qualcuno di esterno alla sfera inconscia del cantautore; con “Formiken” sembra di stare in un film horror; “Noha” è un brano interamente strumentale con un pianoforte di sottofondo, che emana accordi sinistri. Successivamente, “King of trap”: il titolo rimanda ad un senso di claustrofobia, forse una trappola d’amore.

La chitarra acustica di “Le nostre guerre perdute” spezza il suono elettronico dei precedenti brani e ci riporta all’album d’esordio della sua band d’origine, fino a che l’album non si conclude con “La neve del diciassette”, un featuring con La Municipàl stessa – ovviamente insieme alla sorella Isabella Tundo.

Nocturnae Larvae Volume Uno è una vera e propria filastrocca macabra, composta da 13 piccole parti cupe e profonde. Il primo volume di una trilogia con cui Carmine Tundo punta al suono delle parole piuttosto che al significato stesso: un modo terapeutico per buttare fuori le sue paure, il suo passato più oscuro, ma soprattutto la paura di sé stesso.

Nocturnae Larvae Volume Uno è uscito il 29 giugno per Discographia Clandestina.

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