Fast Animals and Slow Kids | Forse non è la felicità

Ciao a tutti noi siamo i Fast Animals and Slow Kids e veniamo da Perugia.

Chi segue la band umbra sa bene che questa è la frase divenuta slogan con cui Aimone, Jacopo, Alessio e Alessandro si sono presentati sin dagli inizi e a loro volta congedati nel Febbraio 2016, dopo l’ultimo fortunatissimo tour per l’album Alaska: un arrivederci dal sapore molto straniante, considerato che la sensazione di vuoto maturata nel pubblico sembrava figlia di quella che in primis aveva fatto trasparire il gruppo stesso, lasciando tutti quanti con l’interrogativo “e adesso?”.

Se quindi da una parte stupisce che i FASK siano di ritorno sulle scene appena un anno dopo, non rimaniamo invece sorpresi che lo facciano con la medesima frase e con un disco le cui note di chiusura, ad accompagnare i versi «Forse non è la felicità ciò che cerco, ma un percorso per raggiungerla», sembrano sintetizzare un percorso di maturazione intellettuale di cui l’album vuole renderci partecipi.

Forse non è la felicità è il nuovo lavoro dei Fast Animals and Slow Kids ed è prima di tutto un disco riflessivo, dove le sonorità sono conseguenze dei contenuti stessi.

Il primo brano “Asteroide”, oltre a conservare l’epos caratteristico delle aperture dei precedenti due album, sembra andare mano nella mano con la title-track posta in chiusura, nell’intento di riassumere il processo di consapevolezza che si sviluppa nei brani seguenti. Quello che succede in mezzo è un susseguirsi di conflitti interiori che vedono protagonisti il tempo (argomento non estraneo ai FASK, basti pensare a singoli di punta come “A Cosa ci Serve” e “Come Reagire al Presente”) che da nemico diventa quantomeno antieroe, una vena malinconica che gradualmente si tramuta in accettazione, e un amore logoro sullo sfondo. A creare la vera atmosfera del disco sono però le immagini utilizzate per raccontare tutto ciò, di matrice più che mai naturalistica: troviamo le montagne, i fiumi del Montana, l’oceano, le querce, il cielo e i temporali, a dare vita a degli scenari a metà tra “Into the Wild” e “The Revenant” (a questo proposito, la canzone “Forse non è la felicità” diventa una sintesi audio-visiva perfetta se ascoltata in accompagno al relativo video).

Le musiche sono in linea con quanto appena descritto: pur trovandoci di fronte ad un album decisamente rock, Forse non è la felicità è un disco meno arrabbiato e più cantato rispetto ai precedenti, in cui la voce è in primo piano nel mix e si muove attraverso suoni per lo più spaziosi. Ma ci sono anche i Fast Animals and Slow Kids più classici, su pezzi come “Capire un errore” e “Ignoranza”, mentre “Giorni di gloria” e “Fiumi di Corpi” strizzano l’occhio al punk-rock tradizionale. A livello compositivo, continua a sorprendere la capacità del gruppo di avvalersi di strutture atipiche e armonie mai banali, ma di riuscire comunque a rendere familiare ogni brano, grazie a tutta una serie di “check point” melodici che vanno al di là dei singoli ritornelli.

Il ritorno dei Fast Animals and Slow Kids è quindi un’esperienza da godersi a pieno, che convince tutti e li riconferma come una delle band più importanti ed interessanti del panorama rock indipendente.

Il gruppo sarà a Roma il 10 Febbraio presso il locale Na Cosetta per una tappa instore, e il 25 Marzo al Monk con il tour vero e proprio.

Forse non è la felicità è uscito oggi, 3 Febbraio 2017 per Woodworm.

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