Giovanni Truppi | Poesia e Civiltà oltre l’amore

Giovanni Truppi

Giovanni Truppi è tornato: Poesia e Civiltà non è solo un album, è un segnale forte.

I colleghi di Rockit titolavano «Vi lamentate dei cantautori senza contenuti e poi non ascoltate Giovanni Truppi» e noi non possiamo far altro che sottoscrivere.

Dall’ultimo contatto avuto con la sua mente aliena – Solo Piano  sono passati due anni: Giovanni Truppi è tornato, e lo ha fatto con un album che difficilmente dimenticheremo. Poesia e Civiltà il cui titolo rimanda ad una sintesi perfetta di quello che è l’anima del disco – non solo non ha deluso le nostre aspettative, ma le ha solleticate e spiazzate, completamente.
Undici brani, che si dividono questa grande e ricca torta di 48 minuti – senza spingere e senza ingannarsi.

«La poesia e la civiltà sono i punti cardinali verso i quali tendono tutti gli elementi di questo lavoro (gli argomenti delle canzoni, il lessico, gli arrangiamenti e la produzione), la scelta del titolo scaturisce da qui. Nel mettermi al servizio di questi due principi ispiratori ho sentito l’esigenza di abbandonare il linguaggio dei miei lavori precedenti e di costruirne uno nuovo, che rimandasse a una scrittura più classica e meno anarchica e spigolosa»

L’unica oltre l’amore” è stato il singolo che ha teso la mano verso chi aspettava Truppi da tempo.
Accompagnato dal bellissimo videoclip realizzato dall’illustratrice Valentina Galluccio, questo brano è una presa di posizione, una riflessione poetica, ma anche una ricerca critica. Si parla  dell’empatia come risultato della riflessione che Truppi fa pensando a cosa possa unire le persone, oltre l’amore, che riesca a resistere alle mutazioni: vestire i panni dell’altro per capire chi siamo noi; l’identità che trova la forza di definirsi, rispecchiandosi nell’altro. Difficilmente, oggi, siamo in grado di identificare un brano che riesca a farsi spugna di definizioni come queste, e proprio per questo, Giovanni Truppi, può permettersi di collocarsi qualche gradino sopra a molti altri.

Non c’è una traccia, che sia una, che non evidenzi la grande capacità comunicativa di Truppi. Poesia e Civiltà evidenzia la crescita di questo artista e un bagaglio culturale non indifferente, che vanno a incidere fortemente sul peso del disco. Un album ironico, romantico, lungimirante e visionario, dal punto di vista musicale e testuale. Non dimentichiamoci, infatti, che le note che escono dalle mani di questo cantautore hanno lo stesso valore della sua penna: Truppi è un pianista e un chitarrista formidabile, ed è riuscito a trovare un linguaggio musicale parallelo al suo modo di scrivere.

Influenzati da padri del cantautorato come De André, Battiato e De Gregori, i testi di Truppi raccontano di una miriade di personaggi surreali ma vicini a noi: timidi, incompresi, a volte tristi e a volte esaltati, anche dalle piccole cose. L’umanità, è un altro tema caldo che viene plasmato come un vaso d’argilla fresca, addomesticato dalle mani sapienti di questo brillante artigiano della musica.

Poesia e Civiltà è un album che possono e devono ascoltare tutti. In macchina, a lavoro, sulla metro, per strada: ascoltare se stessi, e riflettere sulla propria identità, non necessita di luoghi precisi. Trovare un proprio posto nel mondo è difficile, ma Giovanni Truppi ci sta riuscendo.

Poesia e Civiltà è uscito il 22 marzo per Virgin Records.

Intervista a Giovanni Truppi

Giovanni Truppi @Monk 05/11/2016

 

 

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