Lucia Manca | Un Maledetto e Benedetto Odi et Amo

Lucia Manca - Maledetto e Benedetto

È uscito oggi il nuovo disco della cantautrice salentina Lucia Manca:
si tratta di Maledetto e Benedetto, arrivato a distanza di sette anni dal primo omonimo album.

Per parlare dell’album Maledetto e Benedetto di Lucia Manca in teoria basterebbe poco.
Per le musiche, due parole: synth pop.
Per i testi, qualche riga di Catullo.

Dunque, ecco la recensione:
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Traduzione:
Odio e amo. Forse mi chiedi perché lo faccio.
Non lo so, ma sento che accade e mi tormento.

Se Catullo nel I secolo A.C. viene ricordato per questo concetto che ha fatto la fortuna della musica pop, lo deve anche alla perfezione micidiale e immediata della sua sintesi, ora vergata a lettere d’oro nella storia della letteratura. Oggi vale lo stesso: l’immediatezza è una dolorosa necessità. Io, pubblico, ho poco tempo e troppa fame; tu, artista, hai pochi secondi per piacermi tantissimo. Dunque, è necessario far arrivare subito il messaggio: è un maledetto e benedetto odi et amo, e non (chessò) un lorem ipsum. In questo aspetto il disco di Lucia Manca va liscio come l’olio, perché ci sono pezzi che al primo ascolto attirano, al secondo conquistano, e al terzo è subito Miami Festival.

In superficie potremmo parlare di retromania anni 80, tra Matia Bazar e Loredana Berté. Ma da ora in avanti lascerei da parte il “recensionese”. Ci sono altre cose che mi hanno incuriosito, e hanno evitato che derubricassi l’album a normale onda Indie/ItPop e rispondessi a Elisa di Cheap Sound con un paraculissimo “scusa ma non ho tempo per scriverne” come succede altre volte con dischi di altri fenomeni.

Nella voce di Lucia Manca c’è qualcosa di particolare, più maledetto che benedetto, più odi che amo, una corda rotta a un certo punto della vita, una sorta di cicatrice, di quelle che si vedono ma, invece di togliere bellezza, aggiungono un fascino magnetico. Non so cosa sia e non vorrei andare sul personale, ma basta ascoltare la sua voce di velluto nel primo album e poi ascoltarla ora per immaginare che qualcosa è successo. Solitamente da una donna ci si aspetta che il canto, leggero ma preciso, accarezzi le curve e voli in alto, e dolcezza e sensualità anche nel tedio e nel tormento. Tutte qualità che Lucia Manca ha in abbondanza. Ma ora lascia l’impressione di una turbolenza dentro, un carisma bipolare che tiene in ostaggio l’equilibrio di chi la ascolta.

Altra cosa che rende particolare questo album è che si tratta di un affare tra donne: Lucia Manca che lo compone e lo canta, Matilde Davoli che lo produce. Questo vale anche per i video usciti: Daniela Ferraro realizza “Maledetto”, Gloria Ciceri anima le grafiche di “Bar Stazione”, Lucia Lorè dirige “Eroi”, una canzone che ritornando a Catullo potrebbe evocare “Lesbia”, la donna da lui amata.

«Ma quale paranoia / Qui viviamo tutti nella gioia / Tra mutualismo e gli amori extrasessuali / E le piante non sono tutte uguali / O se ti chiedi chi sei / O se mi chiedi chi sono / O se ci chiedi chi siamo / O se mi chiedi chi sono / Vieni vieni vieni vieni a far l’amore insieme a noi / Siamo tutti quanti degli eroi»

Rimane infine un dettaglio che non sono riuscito a chiarire. Apprendo che Lucia ama i Tennis, e sono contento che ci sia qualcuno oltre a me che conosca questo interessante e misconosciuto duo retro pop di Denver. Inoltre è stata remixata da Indian Wells, il quale si è scelto questo nome ispirandosi al torneo di tennis californiano. Cerco un terzo e decisivo indizio che la colleghi al tennis – lo sport più bello del mondo, in cui il punteggio zero si chiama “love”, e del quale amo fortissimamente tutto… Ma non riesco ancora a trovarlo. Chissà se mi arriverà un feedback in proposito.

Lucia Manca
Ph. Lunatica Lab

Maledetto e Benedetto è uscito il 4 Maggio 2018 per Malinka Sound/Peermusic e verrà presentato il 25 Maggio al Miami Festival a Milano.

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