Matthew S | L’esordio con First, tra dance e malinconia

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Selezionato da MTV nel 2015 come Best New Generation, Matteo Scapin aka Matthew S è DJ, producer, sound designer e docente di produzione. Il suo album di debutto First, uscito lo scorso 15 giugno sotto l’etichetta torinese INRI, contiene sei tracce e due remix del brano “DiscoBall”, firmati da Amparø e lovewithme.

Selezionato da MTV nel 2015 come Best New Generation, Matteo Scapin aka Matthew S è DJ, producer, sound designer e docente di produzione. Il suo album di debutto First, uscito lo scorso 15 giugno sotto l’etichetta torinese INRI, contiene sei tracce e due remix del brano “DiscoBall”, firmati da Amparø e lovewithme.

Il disco si apre con “Touch”, caratterizzata da ritmiche e suoni mai scontati e una linea vocale (interpretata da Leiner Riflessi – ex Dear Jack) ben fatta; si può dire che il brano riesca nel suo intento e rimane impresso fin dal primo ascolto. Nota di merito anche al video (a cura di Daniele Sciolla), nel quale i loop visuali e i forti richiami all’arte pop assecondano il ritmo del brano e ne risaltano le trascinanti caratteristiche psichedeliche.

La seconda traccia, “Disco Ball”, è invece più malinconica e straniante ed è costruita su forti contrasti melodici: incastri ritmici incalzanti si relazionano con zone dominate dal pianoforte, e danno vita ad un brano dall’atmosfera decisamente più sentimentale. Ecco che si passa a “Raindrops”, dal sapore retrò e quasi latino: è più aggressiva, e forse risulta essere il brano meno riuscito dell’album; non si allontana dai canoni tradizionali del “dancefloor” e finisce per non regalare mai un vero picco d’interesse. Al contrario, “Humor” è una delle tracce più riuscite di First; in questo brano Matthew, abile a riecheggiare sonorità già note ma senza mai banalizzarne il risultato, crea un ambiente malinconico alternato ad una ritmica incalzante e ben stratificata. La quarta traccia è “Don’t bring me down”, risultato di un pensiero musicale efficace ben coniugato alla voce femminile di Ivye (voce dei Landlord), ma che risente forse della mancanza dei tratti caratteristici degli altri brani, e sembra rimanere isolata dal contesto generale dell’album.

Con “Island”, invece, il producer veneto riesce là dove il brano precedente non era riuscito: la numero sei è una traccia dal risultato decisamente più interessante anche grazie alla timbrica marcatamente rock della cantautrice vicentina Tullia, che ne arricchisce la resa finale.

“Discoball”, nel remix di Amparø, è privata dei suoi “alti e bassi” ed è resa molto più soft, diversamente da quello di lovewhithme, nel quale a dare il senso del remix è il cambiamento radicale dell’incedere ritmico del brano. “Inside”, la bonus track, non aggiunge nulla di nuovo all’album. Vero è che conferma ancora una volta la natura stilistica del producer: suoni retrò, ambientazioni malinconiche sostenute da una ritmica efficace e una melodia non banale.

Ecco che First mette davvero in luce la spiccata capacità di Matthew S di recuperare, e far interagire, sonorità vintage a suoni più moderni. Il primo album dell’artista veneto trova i suoi picchi nelle produzioni strumentali (nonostante emergano con più difficoltà quando vengono accostate a una voce – eccezion fatta per “Touch”).

Peccando forse nella ricercatezza ritmica, che non tiene il passo con una timbrica convincente, Matthew S mostra con First la possibilità di crescere musicalmente. Il fatto che si tratti di un album di debutto, ma che non lo sembri quasi per nulla, lo rende ancora più interessante.

First è uscito il 15 giugno per INRI.

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