Ecco il primo EP dei Dog Byron, aspettando dicembre…

Oggi recensirò un album, anzi, un EP, che ho ricevuto a domicilio molto tempo fa. Mi scuso in anticipo per il tempo che ho impiegato per farmi una idea chiara di questo prodotto ma non è stato affatto facile.
Il primo EP dei Dog Byron (Max Trani, voce e chitarra, Marco de Ritis, basso e batteria, Alessio Magliocchetti Lombi, lap steel guitar), completamente autoprodotto, è sicuramente il prodotto di tre musicisti preparati, con gusti musicali disparati. Cinque pezzi ben registrati, questo è il loro lavoro. E si fanno ascoltare.
La prima canzone, Faraway, a mio parere presenta tutti i pregi e i difetti dei Dog Byron: arrangiamenti curati alla perfezione, davvero, bellissimi. Le chitarre psichedeliche, la voce sporca, tutto perfettamente bilanciato. Cosa manca? Semplice: completezza. Per suonare insieme da appena un anno, in realtà, il loro è davvero un ottimo lavoro, ma i pezzi mancano di qualcosa, si fanno ascoltare tutti, ma nessuno ti entra in testa come un martello pneumatico. Le atmosfere blueseggianti e malinconiche si trasformano – troppo facilmente – in ritornelli indie rock, e questo, a me, non piace molto. Però c’è molta potenzialità: i pezzi sono belli, i musicisti sono bravi, e se anche l’occhio vuole la sua parte l’artwork dell’album gliela da. Sebbene secondo me il primo pezzo è il più riuscito, leggendo ed informandomi ho visto che Washing Machine è considerato il manifesto della band (essendo anche il primo ad avere un video ufficiale, nonché il tema dell’artwork dell’EP)
Non saprei dire se mi è piaciuto questo disco, per questo non sapevo come recensirlo, però ho tanta voglia di sentire cosa sono in grado di combinare dal vivo, quindi sicuramente un effetto su di me lo ha avuto, e al di là di tutto, è comunque senza dubbio uno dei lavori più rilevanti – soprattutto per l’originalità degli arrangiamenti – nel panorama degli indipendenti a Roma di quest’anno.
Come al solito – ma forse è solo una mia piccola mania – non riesco a capire perché un gruppo del genere non inserisca un tastierista, che sia sul blues, che sulla psichedelica, potrebbe dare un tocco in più. Insomma, l’EP dei Dog Byron è consigliato. A dicembre – come ci anticipa lo stesso Trani – uscirà un secondo EP. Considerando che il primo è stato una bella prova, forse le nuove canzoni confermeranno il sound di questa band dandogli più completezza. Mentre aspettiamo nuove canzoni, che vi piaccia o meno, Dog Byron è un EP valido: meno di 20 minuti di musica che non vi pentirete di aver comprato, in ogni caso. Mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensate, se trovate una chiave di lettura che a me è sfuggita, lasciate un commento qui sotto!
F.B.

Autore: Dog Byron
Titolo: Dog Byron
Etichetta: Autoprodotto

TRACKLIST
1 – Faraway
2 – Washing Machine
3 – So Keen
4 – Black Man
5 – Summer Afternoon Lullaby

DOG BYRON
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Youtube (Max Trani) 

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