Dove ascoltare musica a Roma

Come non inserire una sezione tutta dedicata ai locali che fanno musica a Roma in una webzine che tratta proprio di tutto ciò che passa nelle orecchie della Capitale?

Solo per voi, la nostra personale lista di luoghi preferiti, al dettaglio, dove poter ascoltare ottima musca e non solo:

– Akab

Nel ’92 una vecchia falegnameria di Testaccio diventa il luogo dove abbattere la metaforica e ingombrante balena bianca del mainstream. Akab lo chiamano, in onore di quello zoppo ammazza balene figlio di Melville.
Quattro anni più tardi, esattamente sotto l’ex falegnameria, in luogo di una stalla, l’architetto Aldo Capalbo progetta e realizza il Cave. Di lì a poco, i locali unificati da una scala interna e un giardino esterno, diventano il cuore di un nuovo grande movimento artistico che si snoda tra musica, fotografia, pittura, cinema e letteratura.
Prende il nome unico di Akab e mentre al piano superiore si lavora per accrescere il vivaio musicale nostrano (tra i tanti Giorgia, Alex Britti, Samuele Bersani, Max Gazzè, Marina Rei, Niccolò Fabi) sotto si susseguono mostre e proiezioni fino allo scoccare della mezzanotte. Il nuovo giorno veniva salutato da quella musica che, di lì a poco, sarebbe dilagata a macchia d’olio per tutta la Penisola: personaggi come Gilles Peterson, Giancarlino e Patrick Forge importavano l’Acid Jazz.
Da quei giorni nulla è cambiato, lo spirito famelico di novità e la ricerca trasversale tra le varie arti è ancora la caratteristica principe del cuore artistico di Testaccio.

Lati negativi: il parcheggio!

Akab,

via di Monte Testaccio, 69 (zona Testaccio)

www.facebook.com/akabroma

– Big Bang

Il Big Bang di Testaccio ha cominciato a farsi sentire con veemenza nell’ambito dell’indipendente romano da un po’. Attraverso stretti corridoi labirintici, cosparsi di noccioline americane, la sorpresa è tanta quando ci si trova nella grande sala concerti atta a ospitare quasi più di un centinaio di persone. Con un palco non alto e un’acustica affatto male, un giardino esterno piacevole e un bar di gradevoli bariste e cocktail molto carichi, il Big Bang è, a oggi, uno tra i locali di musica live più importanti nei pressi del Monte dei Cocci.

La pecca? Il tesseramento non rientra, esattamente, nella nostra categoria di ‘economico’.

Big Bang,

via di Monte Testaccio, 22 (zona Testaccio)

 www.bigbangroma.org 

 – Black Market

Uno dei pochi locali di musica dal vivo del Rione Monti, il Black Market si distingue, oltre per la ricercatezza dell’ambiente, aperitivi esclusivi e un ottimo bar per cocktail, mescita vini, birre artigianali e caffetteria, anche per la ricercatissima selezione musicale. Grandi nomi dell’indipendente, e non, si sono dati il cambio sullo stretto palchetto rigorosamente acustico e decisamente esclusivo. Una location veramente suggestiva, attraente e alla moda.

La pecca? I live cominciano alle 20.00 e non vanno oltre le 22.30.

Black Market,

via Panisperna, 101 (rione Monti)

 www.black-market.it 

– BlackOutRockClub

Da anni sinonimo di ‘alternativo’, il BlackOut è, veramente, il lato ‘altro’ della Capitale.
Sull’alto palco della grande sala laminata, i live di numerose band che non riuscireste mai ad ascoltare in nessun locale di queste dimensioni, per lo meno a Roma.
Famoso per le scelte più hard, da quelle più semplicemente riferibili a movimenti Dark, fino al Metal, Brutal e le più vicine correnti Emo-core (nonostante la più che recente simpatia il giro dell’indie), il BlackOut offre una ‘multietnicità’ musicale non indifferente, come nessuno dalle nostre parti potrebbe mai.
Concerti diversissimi l’uno dall’altro, le disco-rock più dure e mercatini giapponesi la domenica nello splendido giardino: il BlackOut non è solo un locale, una sala concerti, una discoteca, è un luogo di ritrovo per molte più persone di quanto ci si aspetti.

La pecca: decisamente lontano delle classiche zone della movida capitolina. Ma, ripensandoci, è un punto di forza!

BlackOutRockClub, (zona Casilina)

via Casilina, 713

 www.blackoutrockclub.com

– Brancaleone

Il Centro Sociale Brancaleone nasce nel 1990, in seguito all’occupazione di una palazzina abbandonata da oltre dieci anni di proprietà del Comune di Roma. Dopo diverse traversie legali, tra cui la promozione, a cura del Brancaleone stesso, del Coordinamento Cittadino Centri Sociali e Associazioni, finalmente, nel 1996, la palazzina sulle rive dell’Aniene viene data in concessione all’associazione. Totalmente autofinanziato, il Brancaleone lavora su diversi fronti e ha in seno una multitudine di iniziative legate da un’unica parola d’ordine: indipendenza. In virtù di ciò, il profondo palco della sala nera, ha ospitato le più differenti guest, nazionali e non, dal Rock all’Elettronica. Indimenticabili i live set dei Cyberpunkers agli albori e Pink is Punk.

Problemi frequenti: nonostante le due sale, spesso, il locale è pieno fino a scoppiare.

Brancaleone,

via Levanna, 11 (zona Montesacro)

 www.brancaleone.it

– Circolo degli Artisti

Fiore all’occhiello dei live club capitolini, il Circolo degli Artisti, avrebbe una storia troppo lunga anche a sintetizzarla in questa pagina.
Tra le sue mura i movimenti artistici romani si sono susseguiti nella più totale naturalezza e spontaneità, è sufficiente varcare la soglia del grande giardino esterno, osservare il cocchio all’entrata o le sculture in ferro battuto lasciate lì. Un luogo sempre più funzionale ogni anno che passa, provvisto di diversi bar, una pizzeria, una paninoteca e una griglieria oltre che, recentemente, di una piccola tabaccheria proprio all’ingresso.
Inutile parlare del cartellone musicale, sempre più esclusivo e internazionale, a scorrere i nomi si perderebbe la testa! Grandi anche le iniziative per le arti ‘altre’: mostre fotografiche, proiezioni uniche, teatro, mercatini di tutti i tipi, insomma, il Circolo degli Artisti è, assolutamente, a oggi, il top dei live club della Capitale.

Pecca: il parcheggio, ma chi primo arriva meglio alloggia.

Circolo degli Artisti,

via Casilina Vecchia, 42 (zona Pigneto)

 www.circolodegliartisti.it

– Circolo degli Illuminati

Da non troppo tempo di voce grossa, con eventi decisamente alla moda a suon di casse potenti e ospiti di alta levatura, il Circolo degli Illuminati è tra i più giovani locali della ‘città della disco’, situato proprio sulla sua principale arteria.
Djset esclusivi e live che colpiscono per la selezione, non troppo per la qualità del suono. Anche il bar non è il massimo ma, credeteci, non serve la serata giusta per divertirsi!
Spesso e volentieri, per i grandi eventi, collabora con il vicino Ametista, aprendo ambedue i giardini e creando un ampio spazio, sovente sede di potenti dj set.

La pecca: è guerra aperta per i posti auto, tra quelle poche strade i locali di levatura non si contano su una mano.

Circolo degli Illuminati,

via Libetta, 1 (zona Ostiense)

 www.circolodegliilluminati.it

– GOA

Musica elettronica a Roma vuol dire GOA e il GOA è la musica elettronica di Roma.
Di storia decennale e ospiti da far rizzare ogni vostro singolo pelo, lo storico disco-club romano nasce da un viaggio, per l’appunto, a Goa, un paradiso ancora inesplorato dell’India Occidentale degli anni ’90, e dal tentativo di ricreare la musica multietnica e ormai globale di quegli anni: la Goa trance. Il tentativo fu più che riuscito e da anni, il piccolo locale (primo tra tutti quelli dietro i mercati generali di Ostiense) dall’impianto pauroso, propone musica elettronica d’eccellenza, la migliore che si possa mai trovare su suolo capitolino. Particolare anche l’ambiente, decisamente ricercato e fuori dal comune, e le diversissime serate in programmazione: dall’House music più classica alla Trance, Techno fino alle più nuove tendenze.
Una vera goduria per tutti coloro che la musica elettronica la sentono, la vivono, la amano.

La pecca: spodestata, per alcuni grandi eventi, dal più grande e potente Spazio Atlantico. Peccato.

GOA,

via Libetta, 13 (zona Ostiense)

 www.goaclub.com

– Init

Il vicino incazzato del Circolo degli Artisti, o almeno così ci piace vederlo, la più lunga che larga sala dell’Init offre spettacoli decisamente degni di nota, specie negli ultimi tempi, ora che le tendenze della direzione artistica si muovono molto più su un indipendente meno duro che nel passato (ad alcuni può piacere, ad altri no).
Di acustica splendida, bel palco rialzato e ampio spazio davanti al bar; possiamo dire di aver scoperto, in mezzo alla folla durante i nostri sabato sera, diverse nuove promesse dell’indipendente rock ed elettronico. Notevole.

Problema: dipende dalle serate, se vi dice male la macchina non la piazzerete mai!

Init,

via della Stazione Tuscolana, 133 (zona Pigneto)

 www.initroma.com

– Lanificio 159

Un’officina d’arte, questo è il modo più semplice, veloce ed esaustivo di descrivere il loft su triplice livello della ‘Pietralata bene’, con vetrata direttamente sulla parte più nascosta del Parco dell’Aniene.
Pensare, poi, che è il polo lavanderia riconvertito dell’ormai ex Lanificio Luciani, rende ogni minuto nel locale più suggestivo.
Inutile annoverare i grandi artisti che hanno calcato l’alto palco, ma, possiamo dirlo, non ci si aspetterebbe mai un’intimità del genere da un luogo così importante: sistematico, a metà del concerto vi verrà il dubbio se il concerto si stia svolgendo nel salone di casa vostra o in un locale.
Decisamente ottimo bar (!).

Pecca: difficilmente troverete una serata con alta affluenza, ma se la Sfortuna vi assiste, scordatevi di respirare.

Lanificio 159,

via di Pietralata, 159a (zona Pietralata)

www.lanificio159.com

 – Locanda Atlantide

Lo spazio concerti più grande della storica San Lorenzo è una grande sala a tinte scure e ampio palco ligneo con uno spazio bar laterale non troppo funzionale. Non lo annovereremmo tra i luoghi più comodi di Roma, ma, sicuramente, tra i più capienti: oltre quattrocento persone che respirano, ballano, cantano e bevono in serenità.
Notevole cartellone anche per lei, la Locanda, dopo un passato raggiante, cala di proposte e qualità, almeno fino alla stagione 2011/2012 quando, con l’arrivo di nuove forze e l’acquisto di un nuovo spazio (quasi il doppio di quello originale), riacquista, a tratti, la storica notorietà registrando live che vanno oltre il ‘tutto esaurito’ e sorridendo, ancor di più, alle arti altre (teatro, fotografia, cinema). Impianto non eccezionale.


La pecca:
scordatevi di stare seduti. Scordatevelo.

Locanda Atlantide,

via dei Sabelli, 22b (zona San Lorenzo)

 www.locandatlantide.com

– Le Mura

Le Mura, o  ‘la L’, anche se, fondamentalmente, è costruito a ferro di cavallo, deve il suo nome alla sede del locale stesso: di fronte alle mura Labicane, nella zona Ovest di San Lorenzo.
A primo impatto non stupisce un granchè come locale, ma regalatevi del tempo per esplorarlo. L’arredamento non vi colpirà in modo particolare, forse (eccezion fatta per la fantastica libreria in fondo alla sala e il calciobalilla nascosto), ma il bar è sicuramente da annoverare tra i migliori di Roma e, fidatevi, la selezione musicale è degna del migliore dei buongustai. Con collaborazioni continuative ed effettive (non ‘appena accennate’ come la maggior parte dei locali a Roma) con alcune tra le migliori organizzazioni di eventi ed etichette capitoline, Le Mura annovera fior fior di ospiti ed eventi veramente esclusivi, ergo: tenete d’occhio la programmazione.

La pecca: locale piccolo e abbastanza scomodo, se si superano i duecento ingressi.

Le Mura,

via di Porta Labicana, 24 (zona San Lorenzo)

 www.lemuramusicbar.com

– Music Inn

Qua si è fatta la storia, quella vera. Il Music Inn nasce nel 1971 a opera di Pepito e Picchi Pignatelli e diventa, in un decennio, la vera e autentica casa del Jazz non solo capitolino, ma italiano.
I maggiori jazzisti tra i ’70 e gli ’80 passati per l’Italia, se hanno avuto la fortuna di fermarsi a Roma, hanno suonato su quel piccolo palco, in quella piccola grotta dove, nel fumo, nella pietra, la musica densa si svolgeva nell’aria, sui visi degli ascoltatori. Dopo una fase di silenzio, in seguito alle tragiche morti dei gestori, il Music Inn torna alla vita e a fare la storia grazie all’opera del sassofonista e direttore artistico Marcello Allulli , con chiare tendenze di recupero della tradizione commistionata alla voglia di dare voce alle nuove proposte, le nuove promesse.
Anche a chi il Jazz non lo mastica troppo, consigliamo fortemente il Music Inn. Consigliamo di percorrere i labirintici corridoi in pietra, trovare un posto a sedere, ordinare un buon vino o un’ottima birra artigianale e gustarsi chiunque stia suonando. Un’esperienza fuori dal tempo e dallo spazio che catapulta ogni avventore in un universo musicale fuori dal comune..

Pecca: ambiente piccolo e spazi angusti, decisamente non consigliato a claustrofobici o similari (siete metri sotto terra).

Music Inn,

via dei Fiorentini, 3 (rione Ponte)

 www.musicinn.eu

– Muzak

Dalle ceneri del Metaverso nasce il Muzak, locale poliedrico con live set qualitativamente molto alti.
Dal Rock al Blues, dal Jazz al Punk più crudo fino all’elettronica più spinta, spaziando tra Techno, Drum’n’Bass, Nu Funk e sperimentale. Uno dei locali dove, la musica elettronica indipendente, la si sente davvero. Diverse e interessanti, anche, le serate dedicate all’Hip Hop nostrano e non.

La pecca: bar non eccellente.

Muzak,

via di Monte Testaccio, 38 (zona Testaccio)

 www.muzakroma.it

– Rashomon

Immaginate un cubo nero. Entrate ogni week-end e ogni volta vi viene proposto un artista diverso, una musica diversa, con qualità sempre, perennemente, più che alta. Se siete in cerca delle nuove tendenze e frontiere dell’elettronica la vostra meta non può non essere il Rashomon. Molto spesso più precursore delle mode che attento follower, il Rashomon si distingue per l’attenzione della direzione artistica, sempre alla ricerca del nuovo, orecchie aperte su tutto e su tutti, senza distinzione. Decisamente consigliato a tutti coloro che non vanno a ballare, ma vanno ad ascoltare.

La pecca: la qualità della clientela è strettamente dipendente dai giorni.


Rashomon,

via degli Argonauti, 16 (zona Ostiense)

 www.rashomonclub.com

1956714_283235635167935_1153125184_o– Pierrot le Fou

Siamo a Rione Monti, cuore pulsante della Roma popolare, covo di hypster e del frangente radical chick della Capitale.
Tra vinerie, piccoli locali e paninoteche bio, spicca tra tutti il Pierrot Le Fou, storico pianoterra di via del Boschetto. Il posto non è grande, ma passato il piccolo ingresso bianco con tanto di specchio lungo tutta la parete e scritta gigante Pierrot Le Fou, si arriva nella zona ‘drink’, con uno splendido bancone ligneo dove si servono tra i migliori cockatil del Rione (speciale il Vodka Cetriolo).
Pochi passi più in là, poi, si apre la zona live, con un altro grande specchio a parete in fondo che riflette il curioso arredamento, le esposizioni dei migliori artisti capitolini sparse ovunque per la sala e il piccolo palco, che ha visto avvicendarsi in tre anni di attività le migliori band della scena indipendente ed emergente della città.
Fondamentalmente l’espressione ‘sembra che stanno suonando a casa mia’ nasce qui, al Pierrot le Fou di Monti, locale particolarissimo, senza dubbio intimo, e sede di diversi esclusivi live acustici e sfiziosi dj set. Godersi un concerto qua sorseggiando uno splendido cocktail è un’esperienza, decisamente, da fare.

La pecca: cinquanta persone sono il massimo che il piccolo locale può reggere.

Pierrot le Fou,

via del Boschetto, 34 (Rione Monti)

www.facebook.com/pierrot.lefou

Traffic
-Traffic

La storica sede dell’indipendenza romana degli anni zero si trasferice, qualche anno fa, da via Vacuna a Quarticciolo, ingrandendo il locale, mantenendo alcune frequentazioni ma calando, decisamente, in affluenza. Con un glorioso passato di band di spicco, il Traffic, oggi, è una sala ampia il giusto, con un piccolo palco ligneo, un ottimo impianto e un bar non troppo sopra le righe. Notevole, tuttavia, la direzione artistica, di stampo, sempre e comunque, innovativo, alternativo e, ultimamente, indipendente.

La pecca: è, veramente, lontano da qualsiasi cosa.

Traffic,

via Prenestina 738, (zona Quarticciolo)

 www.trafficlive.org