Rock In Roma: i Dream Theater dal vivo con il nuovo batterista!

Quest’estate a Roma suonano praticamente tutti. Un concerto al giorno, un grande concerto al giorno. Questo rende la vita un po’ complicata a noi che cerchiamo di goderci un po’ di sana indie ma che non vogliamo certo perderci grandissimi eventi.
I Dream Theater tornano a Roma. All’Ippodromo delle Capannelle Petrucci & co si presentano per la prima volta nel nostro paese con un nuovo batterista: Mike è il nome, e fin qui non cambia nulla, ma di cognome fa Mangini.
Ma andiamo per gradi: i gruppi d’apertura, Anathema e Gamma Ray, ovviamente, me li sono persi causa ritardi vari, comunque sia, se hanno aperto il concerto dei Dream Theater, va dato loro tutto il rispetto del caso!
Dopo una breve pausa, alle 21:45 – incredibilmente puntuali – salgono sul palco cinque dei musicisti tecnicamente più dotati degli ultimi anni: John Petrucci, John Myung, James LaBrie, Jordan Rudess e il sostituto di Mike Portnoy, Mike Mangini. Il pubblico – tanto pubblico ieri all’Ippodromo – è caldo, li accoglie più che bene, e i Sognoteatro gli regalano più di due ore di grande musica. Un concerto per molti versi particolare (la presenza del nuovo batterista, la scaletta inaspettatamente ricercata, priva di quasi tutti i pezzi di punta della band), e, come tutti i concerti del gruppo metal prog più famoso del mondo, tecnicamente incriticabile. Petrucci e compagni sanno cosa devono fare, in ogni momento. Sono assolutamente dei virtuosi del loro strumento e del loro genere di cui sono – a tutti gli effetti – fondatori.
Detto ciò, a volte la perfezione della forma non basta: la musica c’è, il suono c’è, c’è il genere, c’è la voce, c’è il nuovo batterista che non fa sentire la mancanza di Portnoy, qualcosa però manca. I Dream Theater sono dei virtuosi, e sono stati dei visionari nell’ambito dell’heavy metal e del rock progressive, ma cosa ne rimane ora? Un gruppo di eccezionale tecnica, ma forse non tanto di più. Non sono d’accordo con chi sostiene che siano freddi sul palco, ma, certo, un concerto così lungo fa della band un fenomeno, come se i musicisti fossero in vetrina e gli spettatori fossero limitati a vedere la loro eccelsa bravura. Non c’è verve e non c’è più quella fame di novità che c’era nel periodo della loro ascesa, ormai il loro è un genere collaudato, quindi, potrebbero rimettersi in gioco nei live pensando ad uno show diverso, cosa che fanno, al contrario, per ogni lavoro in studio.
Il nuovo batterista è certamente all’altezza della situazione e per dimostrarcelo LaBrie ha lasciato solo Mangini con (l’esigente) pubblico romano; il batterista ha regalato un bellissimo solo di batteria che è stato forse – nonostante, lasciatemelo dire vista la rarità di errori banali nel caso di questi musicisti, abbia rischiato di perdere la bacchetta, “lisciando” un colpo – il momento emotivamente più alto di tutto il concerto. Mike Portnoy aveva un altro stile e un’altra storia, ma Mangini ha appagato appieno Rock In Roma, tanto che è stato fra i più applauditi alla fine dell’esibizione. Sugli altri che dire? Petrucci e l’irremovibile Myung sono delle colonne portanti della musica degli ultimi vent’anni, Rudes (che nel maxischermo è rappresentato come cartone animato) è uno spettacolo vivente e LaBrie è l’elemento aggiunto di una formazione musicalmente perfetta.
Il potenziale di questa formazione è, a venticinque anni dalla sua formazione, ancora grandissimo, resta solo da sfruttarlo al meglio. Comunque vada, i 47€ del biglietto se li meritavano tutti!

After Show

Come è noto, i pionieri del metal progressive, sono molto disponibili con i fan, tanto che si sono fermati verso l’una con qualche fan rimasto, per firmare autografi e rispondere alle domande. Mangini e Petrucci hanno intrattenuto conversazioni a lungo con i fan, mentre Rudes e Myung si sono limitati a firmare autografi e a qualche battuta di circostanza. Ovviamente noi di Cheap Sound Review eravamo presenti e abbiamo strappato qualche domanda a John Petrucci e al nuovo batterista Mike Mangini.
F.B.

I VIDEO DELLA SERATA
Il concerto: 123
Intervista a Mangini e Petrucci

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