Eleanor Friedberger @Quirinetta 10/11/2016

Quante emozioni possono venire fuori da una donna accompagnata solamente dalla sua voce e dalla sua chitarra elettrica? Tantissime, se l’artista in questione si chiama Eleanor Friedberger.

Il palco del Quirinetta è sgombro. Solo qualche amplificatore, uno sgabello, un’asta per il microfono, lasciando così spazio alla bellezza della musica di Eleanor Friedberger. La cantautrice dell’Illinois, altra metà dei grandi Fiery Furnaces insieme all’altrettanto talentuoso fratello Matthew, è giunta al terzo – bellissimo – disco solista New Wiev e finalmente anche il pubblico romano ha la possibilità di conoscerla dal vivo, al Quirinetta di Roma.

L’atmosfera è serena e attenta, magari facilitata dalle comode poltroncine in cui si può ammirare al meglio il live della Friedberger. La cantante è di ottimo umore e parla frequentemente con il caloroso pubblico presente. Parla di quanto sia bella Roma, di quante meraviglie nasconda questa città e della facilità di distrarsi ad ogni passo. Parla della “novità” di questo set in solitaria e anticipa spesso con gustosi aneddoti i brani che eseguirà.

La scarnezza musicale del live esalta ai massimi livelli il talento puro e potente di  Eleanor Friedberger. Fender Stratocaster al collo uno per uno i brani scuotono l’aria del Quirinetta e ipnotizzano e affascinano i presenti. Nonostante alcuni problemi di voce raccontati dalla stessa cantante, la performance non risente minimamente e possiamo ascoltare in un unico meraviglioso flusso i pezzi più belli dei tre album solisti della Friedberger: Last Summer, Personal Record e il già citato New Wiev.

Non mancano ovviamente le chicche dei Fiery Furnaces e alcune cover molto interessanti, come “I Was A Strager” del Maestro Smog (aka Bill Callahan) e quelle di alcune colleghe molto stimate dalla cantante, come Angel Olsen e Cate Le Bon.

Supportata “solamente” dalla bellezza della sua voce unica e indimenticabile e dalla forza dei suoi brani (resi ancora più diretti e essenziali) Eleanor Friedberger ha regalato un live che pochissime artiste si possono permettere. Dico pochissime, giusto per tenere un minimo margine di dubbio…

Setlist:

He Didn’t Mention His Mother

When I Knew

I Was a Stranger(Smog cover)

Your Word

Early Earthquake

I Am the Past

Evergreen (The Fiery Furnaces song)

Sweetest Girl

Scenes from Bensonhurst

Because I Asked You

All Known Things

Benton Harbor Blues (The Fiery Furnaces song)

Does Turquoise Work?

A Long Walk

Stare at the Sun

I’m Gonna Run (The Fiery Furnaces song)

Love Is Not Love (Cate Le Bon cover)

My Mistakes

Cathy With The Curly Hair

One-Month Marathon

Shut Up Kiss Me (Angel Olsen cover)

Foto di Francesca Romana Abbonato

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