Electric Super-cazzutissimi-Fuzz!

Porca puttana!
Non potrei iniziare in maniera diversa la  recensione che mi appresto a scrivere ora, alle 2.30 di notte del 27.11.2011. Sono andato via proprio adesso da un concerto che (finalmente) mi ha fatto tornare a casa felice e soddisfatto di aver lasciato 5€ ad un gruppo di cui non avevo la più strapallida idea per quello che potesse fare. Conoscevo solo Alessio Lucchesi, già militante nei Junkie Storm, e sinceramente, mi sono fidato della sua presenza.

Entro nel Margot, localino (ino ino) di via dei Volsci, San Lorenzo, Roma. Il posto è veramente piccolo ma già stracolmo di gente prima ancora che il concerto degli Electric Superfuzz (Dario, Alessio, Dodo) fosse iniziato, tanto che per i primi due pezzi non riesco a vedere neanche lo spazietto dove la band suona. Detto tra noi, miei cari lettori, sti cazzi! Appena hanno iniziato a suonare, mi sono detto “ok, stasera mi diverto”, ed è stato assolutamente così. Nessun gruppo emergente ha avuto su di me un impatto tanto forte almeno da quando sentii per la prima gli About Wayne al Crossroads. E, così, sta notte, su due piedi, azzardo anche la seguente affermazione: gli Electric Superfuzz, per quanto mi riguarda, sono decisamente più fighi e cazzuti! Un rock’n’roll grosso, potente, nuovo e singolare che mi ha letteralmente lasciato di stucco. Tra l’altro, signori e signore, tutto ciò SENZA basso! Basta infatti un semplice pedale octave per trasformare – quando serve – la chitarra di Alessio in un mix potentissimo di chitarra e basso che, si, fanno ovviamente la stessa cosa, ma la fanno dannatamente bene. Per non parlare della batteria. Domenico Migliaccio è un fottuto assassino che vuole vedere morti i suoi set di piatti e “tamburi”. Perfetta; una parte ritmica davvero invidiabile. Precisa ed ottima in tutto! Infine le voci: i back vocals sono eseguiti dal già citato A.L., ma il cantante vero è proprio degli Electric Superfuzz è Dario Ramaglia. Anche a lui non gli si può dire nulla, nè chitarristicamente, nè – men che meno direi – vocalmente parlando. Il suo è quel classico timbro fatto apposta per il genere ceh si suona. E’ una voce rock, roca e potente che comunque conclude a meraviglia il gran bel quadretto che si è dipinto questo gruppo. Anche considerandoli complessivamente, hanno un gran bel impatto visivo; sono assolutamente adatti a fare la musica che fanno.
Unici tre appunti che posso fare:
1) occhio alle intonazioni nelle parti cantate insieme su due piani diversi: se uno dei due va per conto suo purtroppo si sente
2) c’è stata una canzone che proprio non mi è piaciuta (purtroppo non so il nome), che mi è sembrata davvero tanto commerciale ed a sè rispetto al complesso dei pezzi
3) CHE CAZZO MI RAPPRESENTA LA SECONDA TRACCIA DELL’EP QUANDO AVETE DEI PEZZI CHE SPACCANO IL TRIPLO?!

Scherzo, siete un botto fighi!

Yeah, M.C.

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