Estate 2016 I Le nostre cartoline musicali

Che cos’è l’Estate se non l’associare ai nostri viaggi, alle vacanze la giusta colonna sonora? Abbiamo chiesto ad alcuni membri della nostra redazione di mostrarci le loro cartoline musicali, nella speranza di suggerivi fin da subito qualche ottimo consiglio musicale (tra presente e passato), affinché il ritorno alla “normalità” non sia così traumatico.

Belgio, Anversa: la perla delle Fiandre dal cuore separato dal passaggio del fiume Schelda. Dopo averla ammirata in tutto il suo splendore artistico e culturale fatto di Cattedrali, Grote Markt, Rubenshuis e quartieri come Zoet, una splendida mattina di limpido sole d’Agosto mi sono spinto oltre il Linkerover, ovvero verso la zona della città situata oltre la Schelda, sul suo versante sinistro. Uno scenario bellissimo, fatto di gradevolissimi bar allestiti nelle vecchie “custodie” delle barche e strutture incredibili come l’Het Havenhuis, l’edificio principale della Havenbedrijf Antwerpen, la società principale che gestisce il porto della città. Un perdersi in un luogo incredibile accompagnato dalle melodie di Out Of Our Minds, secondo disco solista di Melissa Auf del Maur, bellissima e rossissima bassista ex Hole e Smashing Pumpkins. In quella zona affascinante di porti, navi e sbocchi verso il mare ho risentito una sorta di richiamo ad uno scenario piratesco, vichingo e il secondo disco della Auf del Maur era la soluzione ideale. Cori lontani, riff taglienti come lame, ballate dolenti e cavalcate rock a fondersi nei riflessi del fiume e nell’eco del passato e delle vecchie rotte marinaresche. Una passeggiata da rifare il prima possibile.

Alessio Belli

«Basilicata… Coast to coast!» Ho risposto esattamente così a tutti coloro che, una volta tornata dalle vacanze, mi rivolgevano la più classica delle domande : «E tu invece? Cosa hai fatto quest’estate?» Subito i loro volti venivano colorati da espressioni di curiosità e sbigottimento… Sì perché in quanti avrebbero scelto di trascorrere così le proprie ferie? Io e altre tre mie amiche, insostituibili compagne di viaggio. C’è da dire però che il coast to coast lucano è diventato in realtà molto noto e praticato… Solo che in teoria dovrebbe essere fatto a piedi, in pratica io e le altre per una serie di motivi abbiamo optato per una comoda C4. Vabbè, diciamocelo… Abbiamo un buon quantitativo di follia dentro di noi, ma non tale da farci camminare per le strade roventi della Basilicata nel cuore di agosto. Dal Tirreno allo Jonio in cinque giorni, andando a “passo” abbastanza spedito ma tale comunque da consentirci di godere appieno e respirare le meravigliose bellezze della regione. Il fondale turchese di Maratea che ti ipnotizza e ti incanta… Le infinte e selvagge distese del Parco del Pollino che, credetemi sulla parola, tolgono il fiato; la speranzosa natura del Lago del Pertusillo da cui farsi riossigenare ed estasiare, la bellezza granitica di Matera…Il mio variopinto cuore musicale ha deciso che tali immagini si sposassero benissimo con una playlist composta da Agricantus, Eugenio Bennato con i suoi ritmi vivaci e pigmentati con i colori del sud, passando poi per l’ onirico ambient dei Deep Forest e degli Enigma. Ma ovviamente era d’obbligo “Basilicata is on my mind” di Rocco Papaleo che apre il brano affermando che… «La Basilicata esiste, è un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi».
E io ci credo!

Veronica Campagnoli

D’estate l’ascolto può diventare distratto, saltuario, in riva al mare poi tutto è concesso, anche battere il tempo con la gamba mentre lo stabilimento di turno passa a volumi imbarazzanti quel pasticciaccio di hit multiculturali senza tempo che profumano di sale. Ecco, questa attitudine me la sono portata anche a casa, alzando il livello di qualità ma pur sempre rimanendo in zona “compilation spericolata d’agosto”. Ho ascoltato molto una raccolta curata dalla fantastica Soul Jazz Records chiamata “Boombox 1 – Early Independent Hip Hop, Electro and Disco Rap 1979-82″. Il titolo dice già molto ma dentro c’è ancora di più: 17 pezzi incendiari che raccontano il lato più funk e disco dell’hip hop, quello per l’appunto riferibile alla fine degli anni ’70 dove le basi spesso e volentieri erano fatte con i sintetizzatori e le drum machine e le canzoni erano piene di “rap” già nel titolo. L’estate non è ancora finita, affrettatevi all’ascolto!

Maurizio Narciso

In un’estate caratterizzata perlopiù da un tizio coi baffetti che incitava la gente ad andare a comandare (ma che cosa?), per fortuna in Italia sono usciti anche degli ottimi dischi e ci sono stati tantissimi festival lungo tutto lo stivale, e ad uno di questi, il Siren Fest di Vasto ho avuto l’onore di conoscere ed ascoltare la bellissima Joan Thiele, il cui omonimo ep, uscito il 10 giugno per Universal, ha fatto da colonna sonora alla mia estate. Non c’è stata Peroni che abbia bevuto sotto il sole, castello di sabbia che abbia visto distruggersi o turista tedesco bruciarsi le spalle senza l’incantevole voce di Joan (al secolo Alessandra) nelle cuffie. Joan Thiele ep è il trampolino di lancio per una carriera magnifica, ne sono sicuro. Canzoni come “You & I” ed “Heartbeat” hanno accompagnato perfettamente il mio mood estivo, un lento e disilluso incedere verso il tramonto, verso il primo mojito della notte o l’ultimo del giorno. Un dolce e melodico pop, senza alcuna pretesa di raccontare chissà quali grandi verità sulla vita o sulla morte, ma in grado di prenderti per mano e soffiare via la malinconia. Il singolo “Taxi driver” non a caso, ti scorta in maniera letterale lungo questo tragitto che non è la vita, ma più propriamente l’arco di una lunga giornata passata sotto l’ombrellone o al bar con gli amici.

Attilio Giuliani

Alcuni di noi riservano nelle ferie estive delle aspettative goliardiche e luccicanti, che comprendano possibilmente paesaggi di mari cristallini, abbronzature caraibiche e festini in spiaggia. Tutto meraviglioso, ma questo per me è stato un anno impegnativo, quindi non sognavo altro che la pace della solitudine montana, immersa nella natura con la speranza di disintossicarmi dalla caotica quotidianità romana.
La meta prescelta è stata la Slovenia, meraviglioso paese facilmente accessibile sia per le distanze, tutto sommato non eccessive, che per le tasche. Difatti ci si trova abbracciati in panorami quasi identici alle nostre Dolomiti ma con un turismo d’impatto meno aggressivo.  Il viaggio è stata una vera e propria avventura, affrontata dall’inizio alla fine in sella al mio Pandino di 12 anni che ha sofferto un po’ ma non mi ha delusa. Ovviamente per tanti chilometri percorsi era necessaria una degna colonna sonora che accompagnasse lo spirito con cui sono partita. Ho trovato quindi perfette le nordiche melodie indie dei Novo Amor, in particolare “Alps”, singolo dal titolo perfetto visti i luoghi in cui mi trovavo. Mi hanno decisamente cullato durante tutta l’estate, facendomi immergere nello stato di serenità fluttuante tanto agognato.
I cangianti, freschi e delicati suoni di Novamerica, col suo omonimo album, mi hanno invece aiutato ad affrontare quel momento catartico rappresentato dalla mattina, quando tutto è ottimistica promessa, ci illuminiamo d’immenso, ma possibilmente senza correre, grazie. Ho lasciato spazio anche ad alcuni vecchi ed imperituri amori, quelli che ovunque vai, qualsiasi cosa accada, sono lì. Nel cruscotto della macchina, tra il gilet fosforescente e l’assicurazione accuratamente accartocciata Led Zeppelin, Lucio Dalla, Springsteen e soprattutto Dire Straits. Loro no, non possono mai lasciarmi. Nemmeno per amore delle foreste più rigogliose e delle cascate più scroscianti me ne riuscirei a separare

Francesca Romana Abbonato

 

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