Ettore Giuradei: contaminazioni e personalità per cercare la “Repubblica del Sole”

Fra gli artisti partecipanti al “sondaggio” di Rockol sull’artista promessa/rivelazione dell’anno, vi troviamo Ettore Giuradei.
I cantautori italiani da ormai troppo tempo sono divisi in due correnti principali: quelli che dicono “amore” e quelli che dicono “bandiera rossa” (o meno spesso “faccetta nera”). Sebbene di facciata Giuradei appartenga a quei cantautori che impregnano la musica di ideologie, sarebbe riduttivo parlarne solo in questo senso.
La Repubblica del Sole, uscito a fine 2011, è il terzo lavoro in studio del cantautore bresciano. Immaginate un cantautore in grado di prendere tutto il lavoro fatto negli ultimi trent’anni da tutti i cantautori italiani e farne uno stile tutto suo. Eccolo.
Fra le canzoni divertenti con a volte sarcasmo nonsense alla Gaetano, influenze teatrali alla Gaber, arrangiamenti movimentati che a tratti (vedi Sbatton Le Finestre) ricordano un Capossela, l’utopia come in De André, la politica alla Silvestri (Paese), e non sapete quante contaminazioni potreste trovare in questo album.
Tutte queste influenze, rendono quella di Giuradei, sulla carta, una scommessa su uno stile totalmente nuovo ma memore di tutto quello che è stato. E in effetti, si sente che c’è il tentativo di fare qualcosa “di più”. Però i tempi non sono ancora maturi.
Parlo da ignorante (i primi due lavori del cantautore non li ho sentiti), ma effettivamente il disco scorre, si fa piacere, interessa, però quando finisce, non lascia la magia. Le canzoni (notevoli, oltre alla title-track, anche Strega ed Eva), non restano in testa e non viene voglia di riascoltarne una in particolare.
A mio parere il dato più interessante di questo disco non sono i testi, come tutta la critica ha sostenuto in coro. E’ vero, i testi godono di un sarcasmo da cantautore sopraffino, sono ben scritti, hanno una metrica ben studiata e molto incalzante, ma non sono quelli che lasciano il segno nell’album, non quanto gli arrangiamenti almeno.
Questo è un disco, davvero, ben suonato. Anzi, e soprattutto, SUONATO. Non ha bisogno di artifici e produzioni fastose, i musicisti (Marco Giuradei, fratello di Ettore, al pianoforte, finalmente riscoperto a grande strumento d’accompagnamento quale è, Danilo Di Prizio alla chitarra, Giulio Corini al basso, e Alessandro Pedretti al basso) bastano per l’album intero. Veramente, un grande lavoro d’arrangiamento (e anche nel suono curato dal fonico Domenico Vigliotti) che rende La Repubblica del Sole un buon disco, cosa che, altrimenti, non sarebbe stata.
Votarlo come artista promessa/rivelazione dell’anno mi sembra esagerato, anche perché è già parecchio che Giuradei è nel giro, ma sono sicuro che di questo cantautore si sentirà parlare molto nel prossimo futuro!
In bocca al lupo,
F.B.

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Autore: Ettore Giuradei
Titolo: La Repubblica del Sole
Etichetta: Novunque/Mizar Records

TRACKLIST

1 – La Repubblica del Sole
2 – Strega
3 – Piedi Alati
4 – Sbatton Le Finestre
5 – Eva
6 – Paese
7 – Il Vicino
8 – 4 Matrimoni
9 – Sensazioni
10 – Macchina Cocaina

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