Fabio Cinti | Forze Elastiche

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Torna a distanza di due anni (escluse le breve parentesi orchestrali ed elettroniche) il cantautore ciociaro, con un nuovo e particolarissimo album, in cui nuove sonorità indie e pop-rock si intrecciano al cantautorato italiano, ma soprattutto, si esplorano i diversi strati dell’animo umano in un collage artistico ben congegnato.

Con cinque album e un Ep alle spalle, Fabio Cinti ha da poco pubblicato per l’etichetta Marvis LabL Forze elastiche, che si presenta esteriormente con un particolare di una foto di Giuseppe Palmisano in cui vengono mostrati corpi nudi.

La copertina del cd ci fornisce un indizio su cosa troveremo nelle venti tracce che lo compongono ma anche una chiave di lettura, o, per meglio dire, di ascolto. Nel suo sito il cantautore ha riportato una conversazione avvenuta tra lui e il suo produttore artistico Paolo Benvegnù: “Prima di iniziare insieme l’avventura dell’album, gli ho chiesto: «Cosa farai con me, Paolo?» E lui: «Ti renderò evidente, così che tutti finalmente ti possano vedere»”.

Il disco può essere dunque interpretato come il racconto di un’anima messa a nudo e delle forze contrastanti che si agitano al suo interno.

Ma cos’è precisamente che il lavoro svolto da Fabio Cinti e dal suo supervisore d’eccezione ha reso evidente?

Prima di tutto la grandissima sensibilità musicale e artistica del cantautore, capace di passare con agilità da un genere all’altro e di reinterpretare in maniera originale numerose contaminazioni. Per quanto riguarda le influenze, le figure da citare, soprattutto per i brani “Quadriglia”, “Cosa hai fatto per meritarti questo” e “Son tornate a fiorire le cose”, sono quelle di Battiato e di Morgan, con i quali Cinti ha collaborato in diverse occasioni negli anni passati.

La ricercatezza testuale e l’eleganza degli arrangiamenti ci mostrano anche l’immagine di un cantautore che ha fatto della raffinatezza la propria cifra stilistica. Gli esiti più alti in tal senso sono “La gente che mente”, forse il brano più riuscito, di cui è stato pubblicato pochi giorni fa un video altrettanto riuscito; “L’isola”, picco poetico e magico che divide l’album a metà; “Wait for the winter, unico brano originale in inglese (l’altro è una cover di Peter Gabriel), e “Cadevano i santi”, impreziosito dalla grande voce di Nada.

Una parte del testo di “Perturbamento”, singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, recita così: «No, non essere così distante, non prepararti al temporale, lascia che ogni goccia ti colpisca, sarà un sollievo poterti asciugare». Fabio Cinti, con le canzoni di “Forze elastiche”, ci scarica addosso una pioggia fitta e densa, una scarica elettrica di emozioni e significati e riesce allo stesso tempo a fornirci un ombrello rivestito di suoni e parole per poterci riparare.

2016 (Goodfellas)

 

Di Elisa Frioni

 

 

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