Fast and ready con i Beats Me!, video premiere

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Punk: parliamone.
Il Punk è quella specie di zona, né calda né fredda, storicamente più che rilevante, musicalmente non sempre presa in considerazione ma che, scavando scavando, si ritrova, sempre, a essere alla base della cultura musicale anche di artisti che, dalla fine degli anni ’70 in poi, magari, se ne allontanano completamente.
Il Punk, quello originale, è stata una rivoluzione, forse La Rivoluzione.
Il Punk, quello originale, lo riduco sempre ai Sex Pistols e a quell’unico Never mind the bollocks.
Rettifico, scusate: non parliamo del Punk. Sarebbe lungo e assumerebbe i caratteri di una lezioncina noiosa (sebbene interessantissima) con continui riferimenti alla storia, società e politica britanniche, economia mondiale, etc.
Pensiamo, invece, al fatto che il Punk, come riferimento musicale, difficilmente, oggi, lo si ritrova ripreso nel suo nucleo centrale, quello più profondamente originale.
Mi spiego: quanto è più semplice trovare gruppi che si ispirano a entità musicali come Joy Division e Killing Joke (per non parlare di Smiths e Nirvana) piuttosto che ai nudi e crudi Sex Pistols?
E non parlo di gruppi ‘revival’, gruppi che palesemente ‘scopiazzano’ sound, arrangiamenti, voce e modalità di scrittura in un’utopica speranza di ritorno del Punk originale (gruppi per i quali ho la stessa, se non minore, considerazione che ho delle cover band); parlo di band che hanno come nucleo centrale quei suoni, quelle sonorità, quello stile che poi evolvono.
Più semplicemente: non band che riprendono i Joy Division, i quali ripresero i Sex Pistols, ma band che riprendono i Sex Pistols per fare un lavoro simile a quello dei Joy Division.
Direste: “E’ anacronistico, la musica deve andare avanti, è sbagliato guardare troppo indietro nel tempo”. Vi direi che, sì, non avete tutti i torti. Ma vi dico, anche, che riprendere ‘l’antico’ in una contemporaneità diversa da quella degli anni ’80 e ’90 può portare a sorprendenti risultati.

Tutto questo discorso era, fondamentalmente, teso a prepararvi alla band che sto per presentarvi, un power trio romano dai colori decisamente vivaci resi a tratti oscuri da punte di nuovo Garage e contesti urbani: sono i Beats Me!.
I Beats Me! non sono né nuovi né vecchi, sono in giro da un po’, ma il loro primo disco è appena uscito (Out of the Box, 2012). I Beats Me! fanno Punk (diavolo se fanno Punk!) e, come vi accennavo prima, lo rivisitano, lo ri-evolvono, lo commistionano continuamente con il già citato Garage, ma anche con tanto Powerpop e consapevolezza musicale contemporanea che li porta, spesso, a scelte di sound naturali, ma tutt’altro che facilmente intuitive.
Non vi parlerò del disco, tanto meno della band, piuttosto del loro ultimo video clip, Fast & Ready, alla cui anteprima sono stato invitato la settimana scorsa.
La video première è stata organizzata dallo studio Hangloose il 7 Marzo scorso in una piccola sala cinematografica del Pigneto: il Kino, con aperitivo offerto per amici, fan e stampa.
Dopo una breve (e molto Rock) presentazione, i tre Beats Me!, Simone Ceccano, Andrea ‘Ox’ Giglio e Alessandro Di Cristanziano, lanciano il video.
Girato interamente negli angusti spazi del box della band, per la regia di Nils ‘Spielberg’ Astrologo, il filmato è più che divertente, con tagli veloci, pochi visi e molti strumenti, confusione, fumo, zombie e un Darth Vader, il tutto in una tensione claustrofobica più allucinata che allucinante. Ottima la fotografia confusionaria (Tommaso ‘Cameron’ Cassinis), la scelta delle luci e del soggetto, insomma: un video divertente e più che simpatico che rende in modo ottimale la velocità del pezzo.
La stessa sera ho avuto il piacere di conoscere i ragazzi: tre persone divertentissime e fantasticamente disponibili a una chiacchiera e una birra assieme. Credo sia la band più ‘Rock’ che io abbia mai conosciuto di persona!
Poco altro da dire: grande band, gran pezzo e gran video, molto bella la festa di presentazione.

Ultimo appunto: Beats Me! ospiti ad ALT!, RadioKaosItaly, venerdì 16 Marzo alle ore 17.00, da non perdere davvero!

 

 

 

P.S: Ok, a un certo punto c’era Robocop…

 

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