DISCO | Fast Animals and Slow Kids – Alaska

WW020CD_gatefold1

Forse quello che manca alla Musica, in questi tempi, da noi, è un gesto di coraggio. Una manifestazione di sincerità, la voglia di dire qualcosa di diverso in modo diverso. Sì, è chiaro che c’è ancora grande e buona musica a cercarla, però manca qualcosa.

Credo che nessuno faccia in Italia quello che fanno i Fast Animals and Slow Kids, e non mi riferisco al mero piano musicale, quanto alla creazione di uno spazio identitario attraverso la musica.

Un grande album, storicamente, è un album che si inserisce in un dato momento e lo descrive: descrive tanto una generazione, quanto un proprio moto dell’anima. Son convinto che Alaska, terzo album per la band, faccia questo, cristallizzi i disagi di una generazione attraverso una confessione personale.

Musicalmente, sia chiaro, se uno iato stilistico e temporale c’era stato da Cavalli a Hybris, questo si avverte in misura assai minore per quel che concerne Alaska, che si rivela essere in definitiva il fratellino minore di Hybris.
Tendono a sparire i ritornelli, in favore di una forma-canzone atipica, modulare: Alaska si propone come un unico percorso concettuale e musicale per la band, che percorre in dieci tracce un’immersione negli angoli più oscuri della loro anima.
E quest’Alaska mentale è una terra oscura, gelida e solitaria.

Brani intensi e poco consolatori, le dieci tracce vertono sulla ricerca di un senso e di una speranza, che una volta persa per sempre lascia spazio all’unione fraterna tra gli sconfitti.

L’Overture sembra volerci dare il benvenuto all’interno dei confini di questa landa desolata, dandoci quasi un avvertimento: ci stiamo addentrando nella selva oscura dell’Io, in un crescendo lento di archi che si deforma in rumore, fino ad arrivare all’orlo del burrone; da lì ci si lancia in picchiata verso Il mare davanti, e non si finisce più di sprofondare.

La voce di Aimone, sempre in bilico tra l’urlo di rabbia e quello di frustrazione, è alla perenne ricerca di un appiglio che gli permetta di non annegare, in una semi-suite di disillusione (Come reagire al presente), incomunicabilità ed inettitudine (Coperta), incapacità nei rapporti e tradimenti (Te lo prometto, con un geniale intermezzo barocco) e sfrontata caparbietà (Calci in faccia), fino all’esasperazione totale (Con chi credi di parlare, dallo struggente finale, e Odio suonare).

Seppure gli elementi musicali rimangano gli stessi di Hybris, il disco si rivela essere molto meno accessibile rispetto al precedente, composto da brani oscuri, perennemente proteso in esplorazioni sonore di stampo art rock, non lesinando in violini, violoncelli, pianoforti né tantomeno in fughe ed esplosioni strumentali e gli ormai classici stop-ad-go della band.

Unica eccezione sonora, la spiazzante Il vincente, atta smorzare la tensione dinamica se non quella emotiva, che si dilata fino ad esplodere nel trittico conclusivo di Grand final, per chiudere il cerchio e al contempo ricominciarlo, lasciando tutto questo malessere sospeso nell’iconico coro finale “sarai uno di noi“, vero messaggio alla base dell’idea FASK.

Se oggi più che mai il grande artista sembra doversi per forza nascondere dietro una dramatis persona posticcia e spesso irritante, Aimone canta e urla con la sincerità dell’uomo pronto a gettarsi dal ciglio di un burrone.
Quella paura che attraversava Hybris in Alaska viene affrontata ma non sconfitta, perché impossibile da cancellare: l’unica soluzione è assorbirla, farla diventare parte di noi.

Alaska è un’unica canzone fatta di più canzoni: canzoni che si inseguono tra loro, che si incastrano come tessere di un mosaico, come grani di un rosario, preghiere per una vita migliore, senza paure e senza più dolore.
Insieme.

Riccardo De Stefano

_____________________

WW020CD_gatefold1ALASKA
Fast Animals and Slow Kids

Woodworm, 2014

1. Ouverture
2. Il mare davanti
3. Come reagire al presente
4. Coperta
5. Te lo prometto
6. Calci in faccia
7. Con chi pensi di parlare
8. Odio suonare
9. Il vincente
10. Grand Final

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *