Fast Animals and Slow Kids + Lags @Monk 25/03/2017

Avevamo lasciato i Fast Animals and Slow Kids poco più di un anno fa intenti a congedarsi a tempo indeterminato, salvo poi averli ritrovati sabato scorso in quello stesso Monk per un sold-out  annunciato già nel pomeriggio.

L’impressione a caldo è che la tappa romana del tour per l’ultimo disco, Forse non è la felicità, possa essere stata una delle ultime volte su questo tipo di palco per i Fast Animals and Slow Kids, poiché non è affatto difficile immaginarli, di qui a breve, in location ancora più grandi, visti i sold out consecutivi fin qui collezionati a poche date dall’inizio del tour.

Il seguito dei Fast Animals and Slow Kids, infatti, è in continua crescita e sicuramente non è solo merito del fatto che si ha a che fare con dei grandi musicisti, ma anche e soprattutto con delle grandi persone. Sarà perché il frontman Aimone Romizi non manca mai di sottolinearlo a parole nel corso di tutto il live, ed è impossibile non notare come ogni singolo membro del gruppo dia tutto se stesso dall’inizio alla fine, e come questo, in fin dei conti, non sia altro che una forma di incredibile rispetto verso i propri fan. Perché la parola d’ordine a un concerto targato Fask è “umanità” e, nonostante il carattere fondamentalmente aggressivo e violento della musica proposta, c’è qualcosa di estremamente accomodante nell’atteggiamento della band, che porta chiunque stia assistendo allo spettacolo a sentirsi parte di un qualcosa di più grande e di conseguenza partecipe dei continui e crescenti successi.

Al di là della vena epico-romantica, quello di sabato è stato prima di tutto un concerto di musica suonata bene, a volumi alti e dai bpm elevatissimi. Lo dice quasi subito Romizi che nel corso della serata ci sarà una sola lenta (che poi si rivelerà essere la bellissima “Il Vincente”) e non si sprecano le battute del tipo «ora ci riposiamo un attimo» per poi partire con canzoni tiratissime quali “Capire un errore” o “Il Mare Davanti”.

Con Forse non è la felicità sono le stesse sonorità dei Fask a essere diventate più “grandi” e adatte alle arene piuttosto che ai club, e non stupisce che  Aimone Romizi, Jacopo Gigliotti (basso), Alessandro Guercini (chitarra) e Alessio Mingoli (batteria) siano per questo tour accompagnati dal tuttofare Daniele Ghiandoni alle tastiere, chitarre e cori.  Un’aggiunta che ripaga senz’altro, visto che il nuovo disco (eseguito quasi per intero nel live) viene riprodotto in maniera fedelissima. D’altra parte, se si era detto che in quest’album avevamo visto dei Fast Animals più riflessivi, meno arrabbiati e più “cantanti”, tutto questo salta all’orecchio in maniera meno ovvia durante il live, considerato che dalla prima all’ultima canzone il pubblico non si ferma mai e il pogo è incessante.

La scaletta è dedicata in gran parte all’ultimo disco – tanto che il live prevedibilmente si apre con “Asteroide” e si chiude con “Forse non è la felicità”, rispettivamente prima e ultima traccia dell’ LP– ma c’è molto spazio anche per il penultimo lavoro Alaska, e per gli immancabili cavalli di battaglia di Ybris “A cosa ci serve”, “Maria Antonietta” (l’esplosione iniziale è sempre la mia parte preferita del live) e “Troia”. Si continua invece con la politica di ignorare completamente il primo lavoro (targato Appino) Cavalli, finito forse troppo facilmente nel dimenticatoio. L’apertura del concerto è stata invece affidata agli scoppiettanti Lags, in forza alla To Lose La Track records, che nello scomodo ruolo di apripista si sono difesi fin troppo bene.

Il concerto dei Fast Animals and Slow Kids quindi non sorprende, nel senso che da un gruppo che ha realizzato l’ennesimo disco convincente non ci si poteva aspettare altro che un live convincente. Quando Aimone nel finale chiede al pubblico di fare al gruppo un ultimo grande applauso,  è impossibile non pensare “ma che cosa sa facendo, non si richiedono gli applausi!” eppure il secondo dopo ci si ritrova a urlare più forte che mai, e il risultato finale è spiazzante e non sa per nulla di artefatto: sabato venivamo tutti da Perugia, perché eravamo tutti i Fast Animals and Slow Kids.

Setlist

Asteroide

Giorni di gloria

Calci in faccia

Combattere per l’incertezza

Fiumi di corpi

Tenera età

Ignoranza

Il mare davanti

Montana

Capire un errore

11 giugno

Il Vincente

Troia

Maria Antonietta

Coperta

Annabelle

Encore:

Come reagire al presente

A cosa ci serve

Forse non è la felicità

 

Foto di Luisa Ricci

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