Fine Before You Came | Il Numero Sette

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Il numero Sette è il titolo del nuovo lavoro dei Fine Before You Came, band Milanese con esperienza quasi ventennale nel panorama indipendente italiano, edito da La Tempesta. Un album decisamente d’impatto.

È sempre bello ascoltare un disco registrato con il cuore in mano, soprattutto in un periodo in cui chi fa musica bada più alla forma che alla sostanza. Sin dal primo ascolto ho avuto la sensazione che Il numero Sette fosse stato elaborato di getto, trascrivendo su carta pensieri nudi e maturi, frutto di situazioni che riguardano la vita reale. Ciò che ne esce fuori è un’opera che esprime varie condizioni dell’animo umano e della società in cui viviamo. Il cambiamento, il dubbio e la paura sono solo alcuni degli argomenti trattati dai FBYC, attraverso delle liriche avvincenti ed un sottofondo musicale noir, per certi versi teatrale. Batteria, basso e chitarra sono capaci di riempire vuoti e spazi prestando attenzione soprattutto alla dinamica, cosa che consente di cogliere lo sviluppo e l’anima di ogni singolo pezzo. Con questo sfondo musicale il cantato si comporta egregiamente, grazie ad un timbro totalmente adatto all’ambiente dell’album, che ricorda a tratti quello di Miro Sassolini in Siberia, celebre album dei Diaframma.

L’atmosfera post-rock del disco si mescola con sonorità dure e scandite, coerenti con la buona dose di scetticismo presente nei testi. In “Ultimo giorno”, ad esempio, si parla della vigliaccheria che spesso si presenta nella società moderna, dove è sempre più facile scagliarsi contro chi sbaglia, magari dietro uno schermo, e «son tutte le seconde le pietre a venire», ovvero pochi hanno il coraggio di uscire allo scoperto prima che lo abbia fatto già qualcun altro. “Sequel”, seconda traccia dell’album, descrive una condizione di insicurezza così complicata da tramutarsi in malessere e addirittura impotenza («Ancora una volta non sono per niente sicuro, soprattutto di me» o «Ma se me lo chiedi ci torno con te»). In “Come pecore” si concentra la più alta dose di scetticismo nei confronti del genere umano, abituato a cacciare fuori nuove convinzioni che hanno reso il mondo «un mondo peggiore» non considerando che «la verità è che il più grande di noi non è che un microbo». La variazione di questo pezzo mi piace da matti, come molte altre cose presenti nel disco, che dal punto di vista del sound spacca tutto; l’alchimia instauratasi tra i vari componenti si percepisce e non poco.

Il numero Sette entra subito dentro i suoi ascoltatori e probabilmente è stato questo l’obiettivo dei FBYC, che hanno sin da subito reso disponibile l’album in free download, scaricabile qui. La band inoltre è ritornata a suonare dal vivo e starà in tour fino a fine maggio, trovate più informazioni sulla loro pagina Facebook. Sperando di poter ascoltarli dal vivo, faccio i complimenti ai Fine Before You Came per l’ottimo lavoro!

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