Flume @Circolo Magnolia 21/06/2016

flume milano

Sono andato a sentire Flume al Circolo Magnolia di Milano, ed ecco ciò che ho scritto a riguardo

E niente. Alla fine non ho resistito e mi sono lasciato sopraffare dal lato oscuro delle banche d’affari. Nell’arco di dieci giorni mi sono trovato a cambiare vita. Mi sono trasferito a Milano. Ma non temete, amici miei. Questo non vuol dire che vi abbandono, ma che sono andato a conquistare il vento gelido del Nord! E come poter dare il via alle danze se non con un bel live report?

E infatti lo scorso 21 giugno sono andato alla first-ever data italiana di un artista che ad oggi pare stia dettando i canoni di un certo tipo di elettronica. Sono andato a sentire Flume, live al Circolo Magnolia. E’ stata la seconda volta per me al Magnolia, e devo dire che, per la stagione estiva, è quel tipo di locale che ogni città che si rispetti dovrebbe avere. Una grande isola felice piena di musica, cibo e bevande. Peccato solo per il livello dei decibel…

Ma veniamo al live. Sarò molto diretto e onesto. Sarà perché sono un profano e forse non ne capisco nulla, ma Flume non mi è piaciuto. Mi reputo una persona dalla mentalità fin troppo aperta e sono sempre curioso verso le cose che non conosco, ma il tipo di musica che fa Flume proprio non mi gusta. Un misto di dubstep, downtempo e trap a mio avviso senza anima. Un susseguirsi di soli drop (spesso senza bassi, ma questa è una se non la caratteristica del tipo di musica in questione) e pause, drop e pause, drop e pause che se avesse avuto la cassa in quattro quarti non sarebbe stato troppo diverso dalla dinamica di un set di David Guetta, per esempio. Non lo so. Non mi è sembrata una musica ricercata e fine. Ci sono rimasto male perché, dal poco che conoscevo, reputavo Flume un grandissimo artista. Insomma, la base di “Drop the Game” (ft. Chet Faker l’ha fatta lui, cavolo!), “You & Me”, “Holding On” e qualche altro brano sono signori tracce. E invece no, “live” ha perso tutto il suo charme e la mia attenzione. D’altro canto, un immenso applauso gli si deve per gli incredibili visual ed i bellissimi (ma bellissimi) giochi di luce. La combo visiva è stata veramente di un altro pianeta e, forse, è stata la componente che mi ha fatto resistere fino al bis.

In ogni caso, cari amici romani e non, vi invito a tenere sott’occhio la programmazione del Circolo Magnolia (che trovate qua). Come detto, è forse il posto definitivo per le serate ed i concerti estivi, e la programmazione stessa è davvero una bomba.

Da Milano per ora è tutto, a voi la linea.

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