Live report: The Flying Madonnas@Circolo degli Artisti

Flying MadonnasSono una persona di scarse pretese: se c’è buona musica, tutto funziona bene e nessuno tenta di toccarmi il fondoschiena mentre mi avvicino alla prima fila, per me un live è riuscito. Se al tutto si aggiungono anche scoperte piacevoli, alzo l’asticella senza remore.
Arrivo verso le 22.30 al Circolo, giusto in tempo per incrociare fortuitamente i componenti dei Flying Madonnas, mentre una limpida bionda scorre in un bicchiere di plastica. Un po’ indefiniti i pensieri: Jack, il chitarrista, lo collego a due album niente male con i Soul of The Cave, Fritz, il batterista, a quell’idea niente male che erano i Dedalo in Fuga.
Sciacquo la nebbiolina del ricordo con un sorso di birra e mi godo gli Howbeatswhy, che aprono la serata, allo stesso modo di chi riceve una gradita sorpresa: il “piccione rosa” plana leggero nelle mie orecchie, alternando correnti ascensionali acustiche a vuoti d’aria sintetici, con qualche colpo di coda psych-rock. Qualcuno mi dà di gomito, ricordandomi i DISPO e io alzo le mani.
Il cambio di palco è abbastanza rapido, appena il tempo per inquadrare visivamente i quattro componenti dei Fliyng Madonnas assieme; convengo con un tizio che mi chiede il nome del complesso che effettivamente se lo son saputi scegliere bene.
Le Madonne Volanti sono una realtà recente nel panorama romano, eppure li trovo molto ben amalgamati sul palco, a regalare un apprezzabile caos sonoro di forme belle: gli aficionados ringraziano dal basso, divertendosi. E se non mi ricordavo di Mattia Frattari, ci pensa lui a imprimermi la situazione in testa, a suon di synth affascinanti e una bella architettura elettronica, incanalata nelle ottime linee di basso di Andrea di Stefano, che danno profondità all’insieme. Chitarra e batteria si prendono l’onere di sostenere cambi di tempo interessanti e soluzioni musicali veloci come un viaggio in acido, ma di quello pesante. A riprova che la psichedelia può essere un modo di cazzeggiare estremamente serio. O il contrario, vedi i titoli delle canzoni, piuttosto liberi senza i vincoli di un testo cantato. Vedi Bruxismo o Cristo Rave, tanto per rimanere in tema.
Con tanto spirito cristiano, la band regala ai fedeli ondeggianti un paio di bis ben piazzati, all’ultimo dei quali “nessuno ha mai applaudito” secondo Jack. Mah, sarà. Per quel che mi riguarda, durante il live di mani battere ne ho sentite parecchie. E non erano solo le mie.

F.S.

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