Giorgio Poi @Quirinetta 24/03/2017

Un buon concerto che vale due certezze

Le belle notizie sono due: riapre il Quirinetta dopo un periodo di interruzione che è già acqua passata; Giorgio Poi è qui per restare.

Questi due assunti – a ben vedere – sono riconducibili allo stesso discorso generale che ci suggerisce che la musica in italiana sta bene; anche se poi ci si lamenta sempre o si tende ad essere ingenuamente esterofili per partito preso. Stiamo vivendo un presente fatto di locali che hanno la forza di rialzarsi anche quando le condizioni paiono avverse, di festival sempre più caratterizzati dalla qualità della proposta e non dai soliti-nomi-acchiappa-folla-generalista e di tanti musicisti (non solo nell’ambito dai confini sfumatissimi dell’indie-rock-pop ma anche in quello del jazz, dell’elettronica o della sperimentazione sonora in senso lato) che vale la pena di seguire con entusiasmo. Insomma, se si riesce a guardare senza pregiudizi al proprio prato è davvero difficile non vederlo verde – si può fare sempre di più, questo è chiaro, anzi sarebbe un errore non farlo, ma vi invitiamo anche a uscire di casa e frequentare i club, gli auditori e i teatri della nostra penisola senza partire per forza prevenuti.

A proposito dell’essere prevenuti, forse non lo sono stati gli spettatori che venerdì scorso hanno assistito all’esibizione di Giorgio Poi che ha di fatto ha riaperto la stagione concertistica del Quirinetta con un tutto esaurito come non lo si vedeva da tempo.

Il musicista di origini novaresi che tolto una “t” alla sua ragione sociale – all’anagrafe è Giorgio Poti – ha dato alle stampe da poco più di un mese Fa Niente: un disco delizioso che in appena 33 minuti (nove brani) riesce a raccontare la nostra quotidianità con gusto e giusta dose di amarcord, citando Lucio Battisti e Vasco Rossi (ma anche tanti altri, sta all’ascoltatore fare il gioco dei rimandi musicali) e immergendo l’ascoltatore in un’atmosfera “sospesa” da noia domenicale.

La prova live ci incuriosiva non poco, quindi siamo arrivati al Quirinetta in anticipo; meno male perché è salito sul palco puntualissimo con in braccio la sua chitarra, sulla sua destra il bassista – che non si è fermato mai a contrasto con la figura più posata dello stesso Poi – e alla sinistra la batteria. E’ stata una jam-session curata in ogni minimo particolare, densa di vocalizzi, con quel tono nasale che lo caratterizza, e pure con una grande componente di groove – molto più di quanto ci saremmo aspettati – scoprendo come i pezzi (eseguiti tutti quelli dell’album ma opportunamente dilatati nelle parti strumentali) siano sì condotti dalle parole del frontman ma ancora di più dal ritmo, che ci ha catapultati in una balera degli anni ’70. E’ un gioco pop, il suo, ma è perfettamente in linea con la voglia di essere malinconicamente leggeri; di creare quadretti musicali di vita così a fuoco da potervi sovrapporre i nostri di ricordi. Succede su disco ma ancora di più dal vivo.

Se proprio dovessimo trovare un limite a questa formula, diremmo che l’esecuzione è stata molto “composta”, così fedele all’originale da perdere un po’ di quella sorpresa che i live solitamente riservano – da questo punto di vista sono state assai gradite le cover eseguite: “Aurora” de I Cani (davanti ad un Niccolò Contessa intravisto tra il pubblico) e “Mare D’Inverno” di Loredana Bertè. C’è stato il tempo anche per una bozza di un nuovo pezzo, che potete ascoltare attraverso la nostra pagina facebook.

Quando Poi lascia il palco nessuno ne ha abbastanza e al gradito rientro concede un bis; a testimonianza della voglia del nostro di non rischiare nulla e di attenersi scrupolosamente ai brani preparati – ma va bene così, e il pubblico ri-canta a squarciagola “Acqua Minerale”. Usciamo soddisfatti anche noi, con la convinzione che di Giorgio Poi se ne sentirà parlare – a ragione – sempre di più.

Vi lasciamo con il momento più atteso – per chi scrive – della serata, quello in cui è stata eseguita “Niente Di Strano” in una speciale versione dilatata di ben otto minuti.

Foto di Elisa Scapicchio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *