Girls Names + Weird Live@Le Mura

Martedì 3 novembre: poteva essere un tranquillo martedì d’autunno, ma non lo è stato. Fortunatamente. Poteva essere una giornata da concludere con la partita alla tv, magari una veloce sbirciata al catalogo Netflix ancora gratuito, e poi a letto presto. Solo che Roma offre degne alternative. Come la serata live organizzata a Le Mura: Weird. a fare da opening ai Girls Names. Una doppietta notevole, presenza obbligatoria.

Quando iniziano i Weird. sono da poco passate le dieci e trenta e in una concentrata mezz’ora abbiamo modo di gustarci la sentita performance del trio romano. Hanno da poco rilasciato il loro secondo – e bellissimo – album A Long Period Of Blindness e la serata a Le Mura è anche il pretesto per vedere in anteprima il video del secondo singolo Dead Wax: a mio avviso il pezzo capitale della secondogenita fatica discografica. Se nel disco le atmosfere shoegaze riescono a cullare e scuotere l’ascoltatore in modo ben calibrato, dal vivo i Weird. puntano molto di più all’impatto violento delle chitarre e dei loro effetti. Una scelta riuscita. Il pubblico apprezza e inizia a scuotersi per i Girls Names.

La band di Belfast ha da poco pubblicato l’ultimo album Arms Around A Vision e lo sta trionfalmente portando in giro per l’Europa. Dopo le tappe francesi e la precedentemente serata italiana di Torino, ecco finalmente il gruppo fermarsi a Roma. Per il sottoscritto è stato impossibile non esaltarsi innanzi a Arms Around A Vision: da grande suddito della wave mi sono letteralmente entusiasmato nell’ascoltare questo disco che sfiora la vera eccellenza. Con Arms Around A Vision i quattro nord-irlandesi trovano la quadratura del cerchio, fondendo tutte le passate vocazione – post-punk, shoegaze, noise e una venatura di psych – in una miscela irresistibile: se strumentalmente i rimandi al dark storico sono lampanti, altrettanto brillanti sono i tentativi di essere estremamente moderni e freschi. Ascoltate Retience”, prima traccia del lavoro, e ne avrete riscontro immediato. Forte di una fruizione così euforica, la conseguente visione live è stata un’esperienza altrettanto felice.

Il primo riflesso è quello scenico, visivo: nelle loro mosse, negli atteggiamenti avvolti dal buio del locale, i Girls Names sono l’estrapolazione dei Joy Division. Lo sguardo sgranato e fisso del cantante e chitarrista Cathel Cully, gli isterici e continui movimenti del chitarrista Philip Quinn, la compostezza quasi immobile del batterista Gib Cassidy e la totale fusione tra persona e strumento da parte della bassista Claire Miskiminn. Anche se lei visto il look mi ricorda di più Kim Deal. E non è un male, affatto.

Superata la panoramica estetica eccoci sopraffatti dalla musica. Non si può rimanere fermi davanti alla performance e poco a poco gambe, braccia e testa seguono i battiti di pezzi fantastici come “A Hunger Artist”. I Girls Names sono di poche parole e tanta musica: qualche breve “Grazie Roma” da parte di Cully, dalla scocciata di nastro nero chitarra elettrica al collo, e poi testa bassa sugli strumenti. Le linea di basso della Miskiminn arrivano direttamente nel petto e sono la spina velenosa capace di farti esaltare.

A lungo andare, avendo apprezzato moltissimo l’impatto limpido e diretto di pezzi quali “Dysmorphia” (e ovviamente anche quelli del precedente e amatissimo The New Life), le lunghe code con cui hanno voluto chiudere i brani hanno leggermente fatto calare l’entusiasmo. Rimaniamo comunque nella sfera del grandissimo concerto, chiuso addirittura – coerentemente – con la cavalcata di dieci minuti di “The New Life”. Tutti contenti.

Che dire, Le Mura e New Life Promo hanno organizzato davvero una serata niente male. Weird. e Girls Names con il loro stile e la loro musica hanno avuta la colpa di renderla musicalmente indimenticabile. Bene: a quando il prossimo martedì tranquillo?

Di Alessio Belli

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