Giuda @Monk Club 22/10/2016

Un altro party live scandito dai colpi rock and roll firmati Giuda! E’ stata una meravigliosa serata di musica; ecco il nostro report e le nostre foto!

Giuda: ovvero quando il rock è una festa. Un divertimento, un coinvolgimento semplice, diretto, istintivo, proprio come la loro musica. Quel concentrato hard-rock e glam capace di farti muovere dopo due accordi e qualche passo di batteria. Oramai non è più una novità. È dal 2007 che la band romana infuoca il palchi d’Italia e d’Europa con questa miscela irresistibile. Niente di nuovo o di rivoluzionario dicono i detrattori, ma io cito qualcuno che di rock ci capisce il quale dice: “E’ solo rock’n roll ma ci piace!” E anche parecchio.

Eccoci allora pronti a scatenarci sulle note dei loro brani per lo Speaks Evil Tour che fa tappa sabato 22 al Monk di Roma. Un locale già pieno, con tanta gente assiepata fin da subito sotto il palco per vedere gli ottimi opening di Holiday Inn e Human Race.

Poi è il loro turno e la festa comincia. Danilo Valeri (batteria), Lorenzo Moretti (chitarra), Antonio Sebastianelli (basso), Michele Malagnini (chitarra), Daniele Tarea (batteria) e Tenda (voce) entrano sul palco coprendo la scritta Giuda rossa alle loro spalle. Ci siamo. I battiti della batteria entrano subito in circolo, i riff delle chitarre colpiscono in un attimo come al solito e Tenda è già scatenato. Lui si che è un performer, un cantante che con le sue movenze, le espressioni e la grinta sa catalizzare la scena e fomentare i presenti. Non ce ne sono molti a Roma di questo periodo…

Come vi dicevo, una festa, un divertimento: bellissimo e appagante vedere i presenti letteralmente presi dalle note, pronti ad ogni canzone a farsi sollevare, a pogare, ad urlare contro i Giuda i brani suonati. Un party scandito da “Working Class Man”, “Mama got the Blues” ,”Wild Tiger Woman”, “Roll The Balls” e “Saturday Night’s Alright For Fighting”. Roma così riabbraccia il suo gruppo rock più rappresentativo, sperando di avergli fatto capire quanto siano sempre amatissimi a casa loro.

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