Glastonbury Festival | breve storia di un festival leggendario

Dopo l’annuncio dei nomi dell’edizione 2016 ripercorriamo anche attraverso le locandine la storia del famoso festival di Glastonbury

 

Come vuole la tradizione, l’ultima settimana di giugno vede, anche quest’anno, ripetersi il puntuale appuntamento con il Glastonbury Festival.

Ieri, 29 marzo, il sito ufficiale ha reso nota l’intera e ricchissima line up dell’imperdibile evento, fissato quest’anno dal 22 al 26 giugno 2016.

Dopo la comunicazione dei tre headliner – Muse, Adele e Coldplay – l’organizzazione de festival tira fuori una valanga di grandi nomi, tanto da far concorrenza all’attesissimo “Primavera Sound” di Barcellona.

Tre colonne piene di colori contengono ingredienti capaci di catturare l’attenzione degli amanti di vari generi musicali: rock, noise rock, post punk, fino all’elettronica.

LCD Soundsystem, Beck, Grimes, M83, James Blake, Vince Staples, Mac DeMarco, The Last Shadow Puppets, Skepta, Foals…per citarne alcuni.

La manifestazione musicale di punta dell’estate rock britannica, nonchè uno dei festival più antichi ancora in attività, punta in alto per l’edizione 2016. A favorirne l’interesse generale è anche la sospensione dello stesso per l’anno prossimo, come comunicato da Emily Eavis, figlia di Micheal, storico patron del festival.

Si faranno le cose in grande, quindi, sui campi della Worthy Farm di Pilton, storica location nel Somerset.

In pochi conoscono però la storia di questo festival, una storia dal sapore hippie che vede la prima all’indomani della morte di Jimi Hendrix, nel 1970: il “Pilton Pon, Blues & Folk Festival” ospitò 1500 persone con un biglietto di una sterlina. Fu l’anno che vide ospiti principali i Tyrannosaurus Rex, meglio conosciuti come T.Rex.

L’anno successivo il festival, più grande e gratuito, si tenne in corrispondenza del solstizio d’estate ed ottenne visibilità nazionale con il nome di “Glastonbury Fayre“. Su progetto di Andrew Kerr e Arabella Churchill, è importante ricordare qust’edizione per la prima edizione del palcoscenico noto come “Pyramid Stage“, realizzato da Bill Harkin e costituito da un’impalcatura ed un rivestimento metallico. Il festival, interamente finanziato dai sostenitori e fautori dei suoi ideali, abbracciò una tradizione medievale di musica, ballo, poesia, teatro e intrattenimento leggero e spontaneo.

Portato avanti con lunghe pause negli anni ’70, furono gli ’80 a vedere il festival trasformarsi (salvo un paio di pause) in un evento a cadenza annuale.

Fu nel 1981 che Micheal Eavis prese per la prima volta le redini della situazione organizzando il festival congiuntamente con la campagna di disarmo nucleare.

Negli anni successivi l’area dedicata ai bambini (già prevista nel programma di Arabella Churchill) divenne il punto di partenza per la nuova fondazione benefica “Children’s World“, e nella stessa edizione l’utile del festival fu quasi interamente donato alla CND (Campagna di Disarmo Nucleare).

Negli anni, lo scopo benefico della manifestazione divenne sempre più rilevante, tanto da riuscire a effettuare numerose donazioni a favore di numerose organizzazioni quali Greenpeace, Oxfam, WaterAid e molte altre.

L’interesse nei confronti del festival crebbe, grazie all’impegno sempre più ingente da parte degli organizzatori e ai nomi di spicco della line up che diventavano sempre più allettanti, fino a che nel 1985 la necessità di spazi più grandi per ospitare la manifestazione portò all’acquisto dei terreni adiacenti alla Worthy Farm.

Il 1990 fu il 20esimo anniversario della nascita del festiva, che divenne “Glastonbury Festival of Contemporary Performing Arts“, nome che ancora oggi conserva.

Tra annate piovose e altre più secche, la risposta del pubblico verso il Glastonbury ha continuato a crescere a dismisura, tanto da raggiungere il soldout da qualche settimana a poche ore.

Ricordiamo il 1997, con una manifestazione che, dopo un anno di pausa, tornò in scena più grande che mai grazie alle sponsorizzazioni di The Guardian e BBC, ospitanto sul palco i Radiohead in una delle loro migliori performance. Degna di nota anche l’edizione del 1999 con i R.E.M. tra gli headliner.

Dall’inizio del nuovo millennio, l’appuntamento procede nella sua ascesa, tanto da continuare a essere considerato uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti dei festival musicali sparsi tra Europa e Stati Uniti.

Dal 2000 è stato infatti allestito un nuovo palcoscenico detto “Pyramid” (dall’esempio del ’71), introdotto insieme ad altre nuove peculiarità quali il Glade e il Left Field. E’ questa l’occasione per il ritorno di David Bowie su questo palco, già esibitosi proprio nel ’71.

 

Da ricordare l’edizione del 2007, guidata da Björk, Artic Monkeys e The Killers (per la quale quasi 140.000 biglietti sono andati esauriti in meno di due ore), ma potremmo soffermarci a parlare di tutte le ultime edizioni.

Viste le buone premesse, anche quest’anno ci aspettiamo un Glastonbury ricco di ottima musica, curiosi di leggere report e foto dei fortunati presenti. Sì, perchè, come previsto, anche stavolta i biglietti sono andati immediatamente soldout.

Ci toccherà, a questo punto, aspettare il 2018!

Per ingannare l’attesa abbiamo deciso di selezionare per voi alcune delle locandine più significative, per line up o per grafica.

Guardando i nomi si direbbe che tutti i grandi, almeno una volta, abbiano calcato quel palcoscenico!

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *