Gotye: l’australiano che (non) rivoluzionerà il pop: Making Mirrors

Making Mirrors

C’è stata una canzoncina che di recente – e piuttosto a sorpresa – ha sconvolto le classifiche di tutto il mondo: Somebody That I Used To Know, di Gotye featuring Kimbra.
E allora mi sono chiesto, come immagino molti di voi: chi cacchio è questo?
Gotye, al secolo Wally De Backer, è un musicista belga (naturalizzato australiano, specifica Wikipedia),classe 1980, con due album alle spalle prima dell’ultimo, che si chiama Making Mirrors.

Non avevo intenzione di recensire questo album perché se il singolo effettivamente stesse avendo un ottimo riscontro, l’album non si era piazzato di prepotenza nelle classifiche, il che è molto spesso sintomo di un artista premiato forse da un po’ di fortuna per un unico brano.
Making Mirrors, prodotto dallo stesso Gotye, coadiuvato al mixer da Francois Tetaz, insieme allo stesso De Backer e a Lucas Taranto uno dei musicisti coinvolti nelle registrazioni, edito da Island Records (Universal), è stato registrato in Australia nell’home studio del cantante, ricavato da una stalla.
Quello che ne esce è esattamente il contrario del pezzo di punta. Non è un album semplice, pacato, dai suoni ricercati e soft. Al contrario è un disco già sentito, che porta avanti un tipo di pop vecchio, stanco, noioso e, soprattutto, rumoroso. È senza dubbio un album che potremmo definire post Mylo Xyloto. Ovvero un disco dove le canzoni sono nascoste dal casino, un album decisamente vittima di overproduzione, dove le canzoni cercano di essere ricordate tramite facili coretti poco più che da stadio.
Non so nulla di Gotye, dei suoi dischi precedenti e di quale percorso abbia seguito per arrivare a questo scempio. Il suo è un disco inutile e inascoltabile, e il successo che ha avuto il singolo rispetto al disco è esemplare e, a parer mio, un buon segnale per quello che riguarda il mondo della musica, a partire dal mercato che forse sta sviluppando un palato un pochino migliore rispetto al passato.
Peccato per Gotye, che ci aveva fatto sperare, ma alla fine la cosa migliore del suo disco è il singolo  (comunque sopravvalutato) e l’artwork del cd stesso, in digipack, curata da Frank De Backer.
F.B.

Autore: Gotye
Titolo: Making Mirrors
Etichetta: Island Records

TRACKLIST
1 – Making Mirrors
2 – Easy Way Out
3 – Somebody That I Used To Know (feat. Kimbra)
4 – Eyes Wide Open
5 – Smoke and Mirrors
6 – I Feel Better
7 – In Your Light
8 – State Of The Art
9 – Don’t Worry, We’ll Be Watching You
10 – Giving Me A Chance
11 – Save Me
12 – Bronte

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4 Comments

  • La pressopochezza e la disonestà intelettuale di questo articolo è allucinante.
    …a partire dal titolo:
    “Gotye: l’australiano che (non) rivoluzionerà il pop”

    per continuare con questo:
    “Non avevo intenzione di recensire questo album perché … l’album non si era piazzato di prepotenza nelle classifiche”

    per arrivare a questo:
    “Non so nulla di Gotye, dei suoi dischi precedenti e di quale percorso abbia seguito…”

    Ora, pensa pure che abbia voluto attaccarti personalmente….
    …la verità è che indicandoti quei “passi” ho solo voluto farti riflettere (su cosa, dovrai arrivarci da solo).
    La seconda verità, è che: avendo il massimo rispetto per chi fà conoscere la musica indipendente, ho tralasciato di stroncare un articolo (che come ho detto sopra) è di una disonestà intellettuale (ma parlerei più di ignoranza musicale) allucinante.

    Affinchè il tutto non si riduca all’attacco di un fan, preciso che: NON sono un fan di Gotye.

    Saluti, www66

  • e io ci rifletto…

    Non vedo perché avrei dovuto prenderla sul personale, non mi sento esente da critiche, né credo di sapere chi tu sia, quindi di personale c’è ben poco!

    Non capisco però dove vuoi andare a parare. Io dico che il disco è brutto (e a quanto pare lo credi anche tu). Tu hai preso alcune frasi accusandole di disonestà intellettuale quando penso siano tutto il contrario: sto criticando un disco, posso dire quello che voglio, ma per onestà intellettuale aggiungo che “non so nulla di Gotye”, che oltre questo di lui non avevo sentito nulla. Più onesto di così… D’altronde se recensisco un disco indipendente ci può stare di rivolgermi agli “addetti ai lavori”, ma qui siamo sul pop. Ci sono miliardi di persone che sentono il singolo e comprano il disco, e magari prima vogliono vedere che ne dicono su internet. Io senza tanti giri di parole do tutto quello che posso: sei impressionato dal singolo? Non comprare il disco perché non ne vale la metà.

    La prima frase (non avevo intenzione ecc…) credo che tu l’abbia fraintesa. Non mi fido di un disco solo perché è in classifica. Quello che volevo dire è che quando in classifica c’è un singolo e l’album fatica a vendere – nel mondo del pop – c’é qualcosa che non va. Per onestà intellettuale, comunque, l’ho comprato e ascoltato più volte.

    Avrei capito se avessi criticato magari il modo in cui l’ho criticato, se mi avessi fatto notare qualcosa del disco che mi è sfuggito, ma così non capisco dove vuoi arrivare.
    Più ci rifletto, come mi hai suggerito, più trovo la tua critica sterile.

    Ti ringrazio per il rispetto per chi fa conoscere la musica indipendente, è una cosa che fa sempre piacere! (soprattutto se commenti un articolo che parla di musica non indipendente!!).

    L’ultimissimo punto, finisco giuro, è che molto immodestamente ti devo contraddire: io e l’ignoranza musicale abbiamo ben poco in comune…

    A presto,

    effebbì

  • PS Sui titoli sono un disastro, lo so… comunque quello che intendevo dire è che ce n’è di pop buono di questi tempi, purtroppo non passa dalla musica di Gotye!

  • La non argomentazione (quella che tu chiami “sterile”) viene dal fatto che, mentre scrivevo, mi chiedevo:
    ma….. ha espresso un suo giudizio personale oppure ha fatto una recensione?

    …e ancora ora, non ho capito, perchè dici:
    “sto criticando un disco, posso dire quello che voglio…”
    Assolutamente, si! …trattandosi di gusto personale.
    Daltronde, il tuo gusto (riferito all’artista in questione), lo si capisce già dal titolo.

    Se invece era una recensione, i termini che ho usato (ignoranza musicale, pressopochezza e disonestà intelettuale) erano riferiti al modo in cui hai stroncato album e artista, ammettendo di non saperne niente.

    Una recensione (se “recensione” voleva essere) non si fà così e non si dice ai lettori “non comprate il disco”.
    …il lettore lo informi sull’artista/band non sui tuoi gusti.
    ……ma ora sembra che io voglia fare il professorino.

    Ti ho solo voluto spiegare da dove venivano i termini che ho usato; immodestamente, non sono avvezzo a usare termini a caso.

    Criticata “la forma”,
    rimango volutamente “sterile” su album/artista perchè il tuo articolo (volutamente o no) dice:
    Gotye fà schifo – non comprate il disco – …perchè lo dico io.

    ….quindi perchè dirti cose diverse ?!?

    Saluti www66

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