Vasco, Fossati, Guccini: la musica è stanca?

Cosa sta succedendo alla canzone italiana? Sembra che di questi tempi tutti quelli che sono stati grandi stiano cercando di salvare la pellaccia finché sono in tempo. Si stanno ritirando tutti. All’italiana, è ovvio, lasciando aperte un sacco di porte per il futuro, e annunciando le “dimissioni” sempre alla vigilia di ultimi tour, ultimi album o ultimi concerti, assicurandosi delle belle pensioni con i sold out.
La moda l’ha lanciata Masini, nel 2001, che solo dopo il flop di Uscita di Sicurezza, a mio avviso uno dei suoi dischi più riusciti, annunciò il ritiro dalle scene a causa della nomea di portasfiga – che già aveva ucciso Mia Martini – salvo poi ripensarci due anni dopo e aprire una fase della sua carriera di cui molti non sentivano il bisogno, sfornare svariati dischi di “nuove versioni” o live e vincendo il Sanremo dei “casi umani” di Tony Renis. Ora, gode di una buona e tiepida fama nel pubblico di Radio Italia sfornando dischi senza infamia e senza lode da fin troppo tempo.
Poi è stato il turno di Vasco. Per ricordarci che faceva anche della musica oltre ai “clippini” su Facebook e i riconoscimenti lampo di figli tornati a recriminare dopo trent’anni, ha detto di essere stanco, che a sessant’anni non si può più fare la rockstar (lo spiegasse a Mick Jagger, con i suoi leggins attillati rosa shocking, non farebbe un soldo di danno). Risultato? Gli ultimi concerti tutti sold out, con il minimo impegno (vedi la nostra recensione di Vasco all’Olimpico) ed ora già sappiamo che potrebbe continuare in studio e perché no qualche concerto. E quindi, anche lui, alla fin fine, sta sempre lì.
Arriva poi il momento di Ivano Fossati. Beh, qui il livello di sicuro si alza, dopo Rossi e Masini, ma anche lui ha fatto la gran mossa: nuovo disco (Decadance) e ultima tournée, compiuti sessant’anni, dichiara alle stampe: “Il mio è un mestiere privilegiato – dichiara –, ma da qui a cinque anni non credo di poter aggiungere qualcosa alla mia musica”. Anche lui non chiude le porte: “Non abbandono la musica” dichiara, ma ammette che se dovesse scrivere canzoni non lo farebbe in vista di un nuovo disco o di nuovi concerti. Decadance, intanto, vende più di quanto si potesse immaginare e il tour è sold out. Non che io voglia dire con questo che i (mezzi) ritiri siano una cosa disonesta, ma è statisticamente provato che i soldi più grandi arrivano quando il concerto o il disco è “l’ultimo”.
Infine, eccoci al pettegolezzo di oggi, è il turno Guccini. Lui un’età ce l’ha davvero (70) e confessa: “probabilmente chiuderò con i concerti. Sono un po’ stanco di fare concerti ma nel contempo mi piace ancora moltissimo. Il pubblico è sempre numerosissimo ed eccezionale. E’ solo che faccio sempre più fatica. Forse ne farò qualcuno in meno di concerto. Forse farò un disco e lo presenterò con qualche esibizione. L’età suggerisce prima o poi di smettere. Non posso continuare sino alla fine. Diciamo che è una decisione in bilico”. Anche lui non chiude le porte ai lavori in studio, o a qualche esibizione random, e nel frattempo si prepara a due concerti che sicuramente non deluderanno al botteghino, anche perché “l’ultimo” è a Bologna, città che sicuramente non si farà pregare di dare l’ultimo saluto al cantautore.
Viene da pensare cosa tenga a questo punto in vita la carriera di De Gregori che a guardarlo sembra essere il più vecchio di tutti, così mi chiedo dove Bennato, ormai sessantacinquenne, trovi la forza per lottare contro la mancanza di vena creativa e il benservito che gli han dato le case discografiche, per non parlare di Battiato che cantava La Musica è Stanca nell’83, ma sembra non demordere. Non ci sono più gli “stravecchi” di una volta, come Paolo Conte (lui fra un po’ andrà per gli 80) ancora in attività o come Califano che per fermare l’attività ha aspettato di rompersi tre vertebre alla tenera età di 72 anni, o come tutti quei miti degli anni ’60 che rivivono negli specialoni di Carlo Conti e vanno per sagre durante il resto dell’anno, primo su tutti, Edoardo Vianello.
Anche i R.E.M. sono stati presi dal morbo dei cantautori italiani, ma invece che aprire le porte a un futuro in forse, si sono fatti notare per le foto di nudo integrale di Michael Stipe sul web.
Insomma, così per concludere, il mondo dello showbiz alla fine non li lascerà andare questi cantautori, diciamo che è una grande trovata pubblicitaria, e che io so, che da qualche parte un giorno, dove non si saprà, dove non l’aspettate, Guccini ritornerà!
F.B.

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