Intervista agli Hot Head Show: un’esperienza!

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E’ il primo sabato di novembre, per l’esattezza il 3 novembre. Sabato come tanti per molti, non per noi, non per me almeno.
Sabato 3 novembre è la seconda data del mini tour italiano di una delle band più assurde e fantastiche che io abbia mai sentito in vita mia (da ringraziare lo staff di 2Many Nights e, in particolare, i ragazzi di UfO per questo). Sono inglesi, sono in tre, di nobili natali e con influenze che vanno dal Punk al Jazz, esattamente così come lo sto scrivendo. Punk – Jazz.
Hot Head Show signori: dei giganti.
Se non li avete mai sentiti prima d’ora, c’è un perchè: l’assurdità, in loro, dilaga. Non ho una parola o un concetto esatto per descrivervi la band o la loro musica, piuttosto un’immagine. Ecco, avete presente quando vostra nonna vi diceva di non giocare in salone perchè c’era quella fottutissima mensola con la roba di cristallo fragilissima che si sarebbe potuta rompere? Bene. Avete presente quando in salone ci giocate comunque e la palla, di tanti posti, va proprio a finire contro quella fottutissima mensola? Perfetto. Ora immaginate che quella roba di cristallo fragilissima siano bottiglie contenenti tutti i generi musicali sviluppatisi nelll’ultimo secolo tra Regno Unito e States. Le bottiglie si infrangono e quel che resta a terra, tra le schegge che tagliano, è un gran casino, se ci pensate.

Quel gran casino si chiamano Hot Head Show ed è il primo casino, in vita mia, piacevole da ascoltare!
Certo, non abituato (o mal abituato?), a metà concerto ho avuto bisogno di una repentina pausa birra, che il cervello era prossimo all’esplosione, ma quei tre, là sopra, fanno cose pazzesche, impensabili, geniali e, assolutamente, decisamente e senza dubbio, divertentissime. L’impressione di base che si ha è che, in realtà, i loro brani siano tanti diversi momenti di insensatezza incollati, quelli in cui la follia dilaga tra strumentisti che, da un momento all’altro, perderanno il filo del discorso musicale. Peccato che quel filo non viene perso. D’un tratto, tutti assieme, i tre passano a un’altra ‘follia’, senza sbavature, senza sbagliare nulla, ci si ritrova da un’altra parte a cercare di capire come diavolo è successo.
Un’esperienza, ecco. Vedere gli Hot Head Show in concerto è un’assurda esperienza!

Ad aprire il concerto gli esatti, e decisamente rockeggianti, Lady Greys, più che degni rappresentanti del tricolore, benchè con un occhio di riguardo alle lande d’oltremanica. Scaldano bene la gente e il palco in attesa del terzetto britannico.

Fortuna ha voluto che, dopo lo show, avessi la possibilità di intervistare gli Hot Head Show tra una birra e reciproche accuse di non saper parlare, ognuno per sé, la propria lingua natale (dovreste sentir parlare Jordan, dovreste sentir parlare me).

 

Da dove nascono le vostre canzoni?
Sono legate alla mattina, prima della doccia. Io ho un problema con le mattine: di solito mi sveglio mezz’ora prima che sorga il sole, quindi circa alle 07:30, ma in altri periodi dell’anno alle 6:30 o 5:30, con la sensazione che il mondo stia per finire, un’ansia disperata, e l’unica cosa che posso fare è uscire dal letto, mettermi delle scarpe e andare a correre per circa un’ora. Di solito mi vengono idee musicali e quindi quando torno a casa suono qualcosa con la chitarra e metto un po’ insieme le cose. Poi porto questi concetti musicali ai due geni che mi accompagnano, e, insieme, la facciamo diventare musica. Sono stato in altri gruppi dove il processo era differente ma in questo caso va sempre così.

Nel 2010 è uscito The Lemon EP, nel 2011 The Lemon LP. Quali sono le novità per il 2012?
Il nostro nuovo disco uscirà ad aprile. Il nome del disco è
Perfect, il che, ovviamente, significa che ci metteremo un po’ per essere pronti a farlo uscire perché ci sono dei criteri e dobbiamo fare un controllo di qualità. Ma appena sarà finito questo controllo di qualità, uscirà il disco.

Perché Perfect?
Perché il disco si sarebbe dovuto chiamare Happiness, ma non c’è abbastanza felicità. Invece c’è abbastanza perfezione per chiamarsi Perfect. La scelta era fra Happiness e Perfection.

Non capisco…
Nemmeno io, ma è vero. Ha senso!

Quando tornerete a Roma?
Ad aprile! Gireremo per Italia, Germania, Russia… In Italia credo che passeremo per Roma, Milano, Napoli e Bologna. Questa è stata la quarta volta che suonavamo qui.

Vi piace l’Italia? Caffè, ragazze…?
Chi non ama caffè e ragazze? In particolare quelle italiane.
Il problema con le ragazze italiane è che hanno un meccanismo difensivo progettato appositamente per gli uomini italiani, quindi è molto sofisticato e intenso!

Come sono i fan italiani?
Incredibili. Abbiamo il 30% in più di uomini mezzi nudi e il 76% in più di donne mezze nude rispetto ad ogni altra nazione. È circa un aumento del 50% in nudità, che è fantastico!

Vi ringrazio per questa piccola intervista, e vi do appuntamento a…
Faremo una trasmissione live sul web il 9 dicembre. Andremo in uno studio molto speciale nei boschi. È una giungla, è l’ultima giungla inglese, ed è ad Hackney, a East London. Seguiteci su Facebook e lo potrete vedere!

Un’esperienza vera!

 

 

R’n’R

G.F.

 

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