Le cose grandi e le cose piccole: Hypercube

Marco BuccelliIl disco di cui parliamo oggi nasce in una sessione newyorchese di improvvisazione libera con due musicisti soltanto: Marco Buccelli, che abbiamo già incontrato come batterista di Giovanni Truppi, e Federico Casagrande alla chitarra, direttamente dalla Berklee.
Così, a migliaia di chilometri dall’Italia, nasce Le cose grandi e le cose piccole, un album di musica contemporanea che, come poco spesso accade, riesce a rendersi fruibile anche ad un pubblico impreparato a questo genere musicale.
Negli otto brani strumentali, la composizione spontanea riesce ad avvalersi dell’intensità propria dell’Europa, regalando momenti unici, rivelando un tecnicismo impressionante e riuscendo in compenso a prendere da oltreoceano un linguaggio diretto e a tratti leggero come non riesce mai ad essere sulla scena nostrana.
Ed è questo che rende questo piccolo viaggio unico: solo due musicisti di quella formazione, solo due italiani e solo registrando una notte a Manhattan avrebbero potuto dare questo risultato.
La musica è evocativa ora di paesaggi lontani nel tempo e nello spazio, ora invece è complessa, una ragnatela senza spazi che fa pensare al caos.
È la prima volta che ascoltando un disco di improvvisazione libera, e solo quella, che mi rendo conto di quanto l’album di Hypercube possa essere ascoltato ed apprezzato da un pubblico molto più vasto; l’album non rimane incagliato nell’atonalità, nell’intellettualismo forzato, nella spigolosità di una musica che può essere tanto bella ed espressiva quanto sterile e rischiosa.
D’altra parte la forza di questo album può essere tranquillamente interpretato come il suo punto debole: privare questa musica di una complessità di fondo, semplificare il discorso della musica contemporanea per portarla ad essere, in un certo senso più “popolare” e più musicale, può risultare come una mossa poco utile. Tanto varrebbe, insomma, non cimentarsi in un genere così specifico e complesso per snaturarlo.
Ma gli otto brani (conditi da titoli che fanno sorridere, e ci ribadiscono che i musicisti giocano a non prendersi troppo sul serio), contraddicono questa lettura di un’opera importante, rara da ascoltare in un contesto come quello della musica indipendente italiana, a meno che non la si vada a cercare per bene in mezzo agli addetti ai lavori.
F.B.

Autore: Hypercube
HypercubeTitolo: Le cose grandi e le cose piccole
Etichetta: El Gallo Rojo

TRACKLIST
1 – One nail per finger
2 – Couldn’t it be
3 – It is
4 – At this point it could be anything
5 – One after the other
6 – I found it next to a potato
7 – It’s when you break the bread that you can finally see the breadcrumbs
8 – I have never seen it and I believe it

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