La sorprendente recensione de “Il sorprendente album di esordio de I Cani”!

I Cani BandI pariolini di diciott’anni comprano e vendono cocaina/ fanno le aperte coi motorini, odiano tutte le guardie infami”.
Ebbene si. Un annetto e mezzo fa, questa (o altre frasi della stessa canzone) era la citazione più quotata da utilizzare come “stato” su Facebook tra i ragazzi di Roma nord.

Troppe cose ci sarebbero da dire al riguardo, ma questo è un blog di musica, e il resto ci interessa poco.
Se avessi iniziato a scrivere questo articolo due/tre giorni fa, sicuramente avrei buttato il discorso su un piano “personale-psicologico”, dando poca rilevanza alla musica di uno tra i progetti più interessanti sicuramente a livello romano, non saprei a livello nazionale. Ma, ora come ora, no.
I Cani, con Il sorprendente album d’esordio de i Cani, raccontano infatti di un ristrettissimo “gruppo sociale” che fa riferimento ad un determinato periodo storico di una ben definita area di Roma.

Ho mezzo rosicato per il fatto che il 3 luglio non ho fatto in tempo a sentirli dal vivo alla “Casa del Jazz“, in quanto un sacco di persone mi hanno detto che live fanno tutto un altro effetto (negativo, da quel che ho capito). In ogni modo, ho comprato il loro cd, un pò perchè una recensione di un gruppo del genere DEVE esser fatta, un pò, e soprattutto, per interesse e curiosità personale. Qualcosa l’avevo già sentita su Youtube qualche tempo fa, e, se avessi voluto, avrei trovatto tutto il lavoro su internet, ma preferisco finanziare queste attività indipendenti attivamente, andando ai concerti e comprando i dischi. Il disco. Proprio ieri, cercando qualche informazione più dettagliata sul progetto, sono incappato in una video-intervista della rivista Il Mucchio fatta proprio a I Cani, riguardante l’improvviso “successo” e l’imminente uscita dell’ elleppi. Alla domanda “Perchè questo titolo?”, la risposta è stata (a grandissime linee): “Perchè volevo vedere quale fosse stata la reazione della gente ad un finto-antipatico piuttosto che fare i simpatici quando invece non lo si è, come invece fanno molti musicisti italiani”. Buona risposta, senza dubbio.
Il cd è composto da undici tracce, di cui due “strumentali” (che strumentali non sono), fondamentalmente tutte identiche: la base credo sia interamente sintetizzata, se non, forse, per il basso, che comunque si limita prevalentemente a ricalcare le note degli accordi delle tastiere (che a loro volta, vorrebbero imitare distorsioni chitaristiche). Insomma, si sente benissimo (immagino proprio che sia un effetto voluto) che di suonato ci sia poco e nulla.Ma la forza de I Cani sta palesemente nei testi, per quanto mi riguarda, assolutamente geniali! La voce filtratissima, racconta storie di cui un qualsiasi ragazzo del sopracitato gruppo sociale si riscopre esser stato protagonista almeno una volta nel corso della sua gioventù. E’ impossibile non rivedercisi o comunque non associarci qualche esperienza personale che le ricorda, ed è altrettanto impossibile non captare la (finta? falsa?) ironia con cui le situazioni vengono descritte e ci vengono presentate. Niccolò -è così che si chiama “il cane”- riesce a concretizzare in poche parole concetti che invece necessiterebbero normalmente di molto più spazio per essere espressi con chiarezza. Per un musicista/paroliere è decisamente un’ottima qualità! Potrei stare ad elencare mille e passa citazioni dei vari testi per quanto sono, a mio avviso, azzeccati, diretti,divertenti, concisi ma esplicativi. E’ un genere difficilmente definibile (se non nell’immenso universo indie) che calza a pennello con le mode e le tendenze del momento, ma non so quanto possa durare nel tempo e, soprattutto, se ci sia davvero voglia di farla durare; in molti credono sia semplicemente un piano marketing-lampo volto non-si-sa-bene-a-cosa. C’è chi dice che sia palese una certa e decisa ripresa delle sonorità dei primi Baustelle, ma, secondo me, i due gruppi c’entrano ben poco, se non forse per qualche piccola base sintetizzata di questi ultimi.
Comunque, i pezzi, seppur tutti uguali, sono fighi, orecchiabilissimi, indie-pop (che oggi pare sia la base necessaria per provare ad emergere) e non ci mettono davvero nulla a rimanerti in testa; più le parole, dato che le basi ed i loro “riff” si confondono facilmente. Le mie preferite sono sicuramente Door Selection, Velleità e Le Coppie perchè trovo divertentissimo (ahimè) il fatto di come siano drammatiche, ripetitive ma, soprattutto, vere le realtà che questi pezzi ci propongono, almeno in un ambiente in cui per fortuna e/o purtroppo mi ritrovo a vivere. Anche le altre tracce non mi dispiacciono affatto, anzi, a dir la verità, è da qualche giorno che mi sento il disco a rotella e me la sghignazzo quà e là su alcune frasi veramente splendide.
Detto ciò, sono piuttosto curioso di ascoltarli live e, devo ammetterlo, mi piacerebbe essere amico del “cane” per cercare di capire cosa gli frulla in testa mentre scrive di una realtà che sotto sotto ci appartiene a tutti. Sto cercando in tuti  imodi di bloccare la mia vena “antropologica/psicologica”, ma proprio non ci riesco, e dunque:

perchè cacchio il cane vuole mantenere un suo anonimato al di fuori dal palco se poi sul palco stesso si fa vedere in faccia e si dimostra un “finto nerd con gli occhiali da nerd” ??

Yeah, M.C.

I CaniAutore: I Cani
Titolo:
Il sorprendente album d’esordio dei Cani
Etichetta:
42 Records

TRACKLIST
1 – Theme from the cameretta
2 – H I P S T E R I A
3 – Door selection
4 – Velleità
5 – Le coppie
6 – Il pranzo di Santo Stefano
7 – Post Punk
8 – Roma Nord (feat. Cris X)
9 – I pariolini di diciott’anni
10 – Perdona e dimentica
11 – Wes Anderson

I CANI
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