I Consigli Del Narciso #16 | Altro giro, altra corsa

Il buono del mese scorso, il buono a venire

Sedicesima puntata de I Consigli Del Narciso, la rubrica che porta sulle pagine di Cheap Sound ciò che di buono c’è stato nel mese appena terminato e punta un faro verso il buono a venire. C’è sempre un’immagine dei dischi che consiglio, o perlomeno di una buona parte di essi, e in coda un brano da ascoltare che anticipa qualcosa di gustoso che verrà (coming soon).

La sestina di dischi consigliati qui sotto, tre usciti a febbraio e tre usciti/in uscita a marzo, sono lavori diversissimi l’uno dagli altri, per la risonanza che hanno avuto o avranno sul pubblico, per l’attitudine del musicista/produttore nei confronti della materia musicale e per la nazionalità di chi ci ha suonato, eppure c’è un sottile fil rouge che riguarda il coraggio di dare alle stampe qualcosa di fuori dall’ordinario. A ciascuno il suo, ma concedete pure l’ascolto a tutti.

A.A.L (Against All Logic) – 2012–2017 è un disco uscito in sordina, nonostante si tratti del nuovo lavoro di uno dei produttori più interessanti dell’oggi musicale: Nicolas Jaar. Si tratta di una raccolta di pezzi che fotografa un lasso di tempo di sei anni, in cui il cileno ha abbozzato idee per poi chiuderle in un cassetto. Prendono luce proprio oggi, mostrando il re nudo, tra esperimenti balearici, house con spunti soul e passaggi da dj-set. Non imperdibile ma indispensabile ad avvicinarsi al Jaar pensiero.

Everything Is Recorded – Everything Is Recorded è una bomba. Richard Russell, la mente dietro la XL Recordings, decide finalmente di dare alle stampe un album autografo, dal suono urban soul / r&b, facendosi accompagnare da un sacco di ospiti illustri: da Peter Gabriel a Damon Albarn, passando per Sampha, Ibeyi e Kamasi Washington. Ma attenzione, non è una mera raccolta di (celebri) figurine, bensì un disco che durerà nel tempo. Un disco bellissimo.

Machweo – Primitive Music è il lavoro della consacrazione del giovane musicista italiano che risponde al nome di Giorgio Spedicato. Se già il suo precedente Musica da Festa mostrava un produttore sicuro dei propri mezzi – in quell’occasione si indagava la musica da club sotto il versante disco/rave – con Primitive Music si fa accompagnare da una band vera e propria e sferza verso un free jazz-tecnologico dove l’elettronica è in secondo piano rispetto al groove. Un disco da mettere accanto a quello di James Holden & The Animal Spirits, senza alcun complesso di inferiorità.

Mark Pritchard – The Four Worlds è il mini album che segna il ritorno del produttore inglese già responsabile dei progetti Global Communication, Harmonic 313 e Africa HiTech. Di fatto, altro non è che un compendio all’imprescindibile Under The Sun (uno degli album più belli del 2016) e quindi ne allarga gli orizzonti sonori mantenendo un’impostazione aderente a quell’idea di musica ambientale dai colori metallizzati e con le movenze chiaro-scure. Un (altro) compendio alla modernità in musica.

LB/R La Bellezza Riunita è un progetto ambizioso e quindi ci piace molto. Sono state selezionate tredici tracce provenienti dagli album bianchi di Lucio Battisti – quelli più ermetici/sperimentali in collaborazione con Pasquale Panella – per operazioni di riammodernamento sonoro ad opera, tra gli altri, di RIVA, Pankow, Ernesto Tomasini, Spartiti, Federico Fiumani e Rachele Bastreghi. Si va oltre il synth pop battistiano per ascolti singolari (per non dire impervi) ma anche molto appaganti se non ci si ferma alla prima impressione.

Il coming soon lo firma quel genio di David Byrne con il pezzo “This Is That” che vede la collaborazione, assai interessante, di Oneohtrix Point Never, che è contenuto sul suo album nuovo di zecca American Utopia.

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