I Consigli Del Narciso | I primi dischi nello stagno

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Il buono del mese scorso, il buono a venire

Le puntate zero, si sa, sono singolari. Questa qui che state leggendo non fa eccezione, forse tradirò anche l’impresso della rubrica “Il buono del mese scorso, il buono a venire” andando leggermente più indietro con i consigli musicali, ma in assoluta buonafede.

Partiamo dall’inizio, I consigli del narciso arriveranno puntuali ogni 1° giorno del mese, sulle pagine di Cheap Sound, a rammentare quello che di buono è stato e suggerendo ciò che di buono è in arrivo. Ci sarà sempre in apertura una foto dei dischi che consiglio, o perlomeno di una buona parte di essi, e in coda un brano da ascoltare che anticipa qualcosa di gustoso a venire (coming soon).

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Puntata zero, dicevo, o puntata pilota come si usa dire nelle serie tv, quindi anziché concentrarmi sul mese di marzo appena trascorso, vi consiglio i dischi che negli ultimi mesi sto ascoltando di più, insomma quelli che non riesco a togliere dal piatto:

Massive Attack – Ritual Spirit vale a dire il loro ultimo EP pubblicato a fine gennaio 2016. Dentro c’è tutto quello che mi sarei aspettato da loro e anche qualcosina in più, quattro brani scuri e ritmati, frutto di collaborazioni eccellenti con Young Fathers, Roots Manuva, Azekel e addirittura con Tricky, vecchio sodale che torna a collaborare con il duo di Bristol. Attenzione perché il disco è stato prodotto da Robert del Naja, un secondo EP a cura di Daddy G dovrebbe essere alle porte, ad anticipare il ritorno discografico, in formazione completa, su disco lungo previsto per il prossimo autunno.

Andrew Weatherall – Convenanza è uscito lo scorso febbraio ed è probabilmente il disco psichedelico più compiuto degli ultimi anni. Ma non di quelli con i riff di chitarra da capogiro e pezzi lunghi quindici minuti, ma un album asciutto, dove strumenti veri, elettronica e voce creano un amalgama dal sentore oppiaceo irresistibile. Mr. Weatherall – quello dietro al banco di produzione di “Screamedelica” dei Primal Scream forse vale la pena di ricordarlo – fa uscire in sordina un disco perfetto e senza tempo. In pochi ne stanno parlando, quindi il consiglio vale doppio.

Matmos – Ultimate Care II uscito nel febbraio 2016 è un disco singolare. Mi spiego meglio, per ascoltarlo bisogna essere preparati, perché non accade tutti i giorni di mettere sul piatto un lavoro che è interamente frutto dell’elaborazione di campionamenti su di una lavatrice, la “Ultimate Care II” per l’appunto. I due Californiani – già dietro ai suoni di “Vespertine” di Björk – sono sempre stati eccellenti produttori di dischi ad alto contenuto politico/concettuale, quest’anno sono tornati con una stravaganza elettronica dove i suoni di centrifuga e risciacquo diventano sperimentazione impervia quanto avvincente. Provare per credere.

Il tempo che mi rimane lo utilizzo per consigliarvi Mechanics di Jolly Mare, in uscita l’8 aprile prossimo in vinile su Bastard Jazz e il 6 maggio in cd su 42 Records. E’ il primo lavoro sulla lunga distanza del produttore e musicista leccese (Fabrizio Martina all’anagrafe) ed è un album incredibile di disco-funk suonata – no campionamenti – che promette già di essere una delle cose più buone dell’anno. Verrà presentato in anteprima al Monk Club durante la maratona musicale su tre giorni chiamata “Manifesto” (8, 9 e 10 aprile). A buon intenditor…

Il coming soon di questa puntata è proprio un estratto dal suo disco di prossima uscita.

Di Maurizio Narciso

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