I Consigli del Narciso#4| Una puntata “sottosopra”

consigli narciso 4

Il buono del mese scorso, il buono a venire

Passata l’estate riecco, sulle pagine di Cheap Sound, I Consigli Del Narciso, la rassegna musicale a puntate – a cadenza mensile – che vi segnala quello che di buono c’è stato nel mese appena trascorso e punta un faro verso il buono a venire. C’è sempre un’immagine dei dischi che consiglio, o perlomeno di una buona parte di essi, e in coda un brano da ascoltare che anticipa qualcosa di gustoso che verrà (coming soon).

Come avrete inteso dalla copertina, la mia estate è stata segnata dai citazionismi anni ’80 della serie tv  Stranger Things  e soprattutto dalla sua colonna sonora ad opera di Kyle Dixon e Michael Stein ovvero i 2/4 della band S U R V I V E.  ‹‹Non si esce vivi dagli anni ’80›› diceva qualcuno, non posso che confermare! E’ stato questo il suono più interessante uscito sotto il sole d’agosto, insieme naturalmente a quello del fenomeno Frank Ocean, che si è inventato un disco-video, Endless, e un disco-rivista (il vero successore di  channel ORANGE del 2012) Blond. La coppia di produttori americani è artefice di una raccolta di schegge sonore al sintetizzatore che rimandano alle migliori colonne sonore dei film di John Carpenter, mentre Frank Ocean fa il punto sull’R&B contemporaneo: basi minimali quanto stilose, attraversate di volta in volta da tocchi di hip-hop, funk e soul.

Ho chiamato questi consigli “sottosopra” oltre che per citare il lato b del mondo in cui vivono i personaggi di  Stranger Things, anche per uscire un attimo dal formato, oramai consolidato, della rubrica. Segnalo quindi, di seguito, i dischi che per questione di data di uscita – a cavallo tra un mese e l’altro – non hanno ottenuto la giusta visibilità.

The Avalanches Wildflower segna il ritorno di una delle band più osannate d’Australia, ben sedici anni dopo il loro debutto che si chiamava Since I Left You. Quel disco era un collage di campionamenti da scienziati del suono – qualcosa tipo 1.000 estratti provenienti da 600 album diversi – per un risultato godibile e tipicamente anni ’90 (pur essendo uscito nel 2000). Sono tornati aggiornando la loro visione all’oggi musicale, suonando di più – quindi resa sonora più calda – e con una maggiore propensione alla danza (sì sono quelli di Frankie Sinatra). Uno dei dischi più belli dell’anno.

DJ Gruff – Phonogruff è stato oggetto di recentissima ristampa da parte della  Tannen Records, che sta rimettendo mano, con cura certosina, al catalogo storico dell’hip-hop nostrano. Si tratta in questo caso dell’ultimo disco rap, risalente al 2011, di un autentico maestro della metrica e dello scratch. Anche Gruff, come gli Avalanches, colleziona campionamenti dai suoi dischi preferiti, organizzando l’album attorno ad una multiculturalità spiazzante. Tra spoken word e suoni funk-soul, jazz, trip-hop e dub viene fuori un lavoro prezioso che non finisce di stupire, ascolto dopo ascolto, ancora oggi.

Mala – Mirrors viene dopo Mala In Cuba e mi verrebbe da definirlo “Mala In Machu Picchu”. Il produttore londinese per i suoi dischi sulla lunga distanza ha l’abitudine di viaggiare per farsi ispirare da culture diverse e tirare fuori la sua visione sonora mutuata dall’esperienza vissuta. Per Mirrors è stata la volta del Perù e il risultato è un battito elettronico in odor di dubstep che fu, eppure moderno e avvolgente. Quattordici pezzi che hanno la benedizione di uno che si chiama Gilles Peterson (il disco esce per la mitica Brownswood Recordings).

E’ settembre inoltrato e i dischi da recuperare subito sono Elektro Guzzi – Clones e quello di Devendra Banhart – Ape in Pink Marble. La band viennese è al suo quinto album in studio e conferma la formula semplice, quanto ingegnosa, di techno suonata con strumenti veri; ascoltare per credere quello che riescono a fare i tre musicisti con basso, batteria, chitarra elettrica e qualche filtro/distorsore. Il guru-musicista-cantautore statunitense ha invece dato alle stampe il suo disco più intenso dal punto di vista lirico e più diretto a livello di sonorità. Obbligo prestare attenzione ai testi e abbandonarsi ai suoni avvolgenti e ipnotici.

Ecco a voi il coming soon targato Elektro Guzzi.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *