Il ritorno live di Damien Rice

ALT! (da Radio Kaos Italy)

È la trasmissione radiofonica che fa dell’ ALTernative rock la sua ragione di vita e la sua missione. Andiamo alla ricerca dei migliori gruppi alternative, indie, e qualsiasi  altra cosa sia riconducibile al rock, dai giovani gruppi emergenti alle migliori realtà del rock italiano, senza distinzione, ma con una condizione: NON siano nel Main Stream. E lo facciamo in diretta tutti i venerdì, dalle 17 alle 18, su www.radiokaositaly.com. E da oggi approdiamo anche qui su CheapSound per curare una rubrica quindicinale su ciò che più troviamo interessante dal mondo della musica, sempre rigorosamente ALT!ernative Rock.   

 

 

 

 

Anche se non avete mai ascoltato un disco di Damien Rice volontariamente, sappiate che, durante la vostra esistenza, anche se non ne siete coscienti, almeno una sua canzone è giunta alle vostre orecchie.

Magari tra le colonne sonore del vostro telefilm preferito, oppure ne avete letto una citazione nell’ ultimo best seller che avete acquistato, ma state pur certi che, anche se il suo nome non vi dice nulla, Damien Rice è già entrato nella vostra vita.
È infatti innegabile che il re delle canzoni malinconiche sia molto quotato laddove si cerchi si suscitare nel pubblico lacrime e sospiri, cosa che di fatti gli riesci in modo lodevole.

Una figura quasi mistica, inconsistente, quella di questo giovane cantautore venuto fuori da chissà quale mondo fatato della bella Irlanda e che si diverte a farci sciogliere il cuore di una tristezza sconosciuta.

Erede, seppur ancora acerbo, del Nick Drake più ispirato, con la sua chitarra riesce a creare atmosfere uniche fuori da ogni suggestione quotidiana. L’eleganza e lo spessore delle sue canzoni si riflette anche nelle scelte eclatanti che ha intrapreso nella sua carriera, improntata su un percorso originale e personale, quasi fosse costantemente alla ricerca della affermazione della propria autonomia. O semplicemente come se non gliene importasse niente.

Nel 1999 era a un passo dal firmare il suo primo contratto discografico con gli Juniper, la formazione di cui originariamente faceva parte, quando inaspettatamente decise di abbandonare il progetto.
La casa discografica esercitava eccessive pressioni sulla sua creatività e Damien lascia il gruppo.
Una scelta semplice e istintiva, come la maggior parte delle canzoni che il cantautore irlandese regalerà al pubblico nel corso della sua carriera solista.

Dopo la separazione dagli Juniper si trasferisce in Toscana e da qui intraprende un viaggio attraverso l’Europa, al termine del quale, rientrato in patria, nel 2002, sforna il suo primo album che cade sotto il nome di “O”.Trascinato dallo straziante singolo The Blower’s Daugther” Damien Rice, inizia la sua scalata verso il successo che lo porterà a vendere ben due milioni di dischi. Qui in Italia dovremo aspettare quasi due anni prima di poter assaporare le dieci tracce del album che, lentamente e quasi in sordina, guadagna posizioni e successo tra i nomi del cantautorato contemporaneo. Le corde della chitarra acustica appena toccate, il basso e il violoncello, la voce angelica dell’amica Lisa Hannigan, tutto concorre a creare quell’atmosfera intensamente delicata che è la pezza d’appoggio ideale per la voce meravigliosa di Damien, il vero punto di forza della sua produzione musicale, strumento dolce che diventa ruvido all’evenienza e che in “O” esprime tutto il suo potenziale in singoli strepitosi come “Cannonball” e “Delicate”.E’ ormai esploso il fenomeno Damien Rice e l’artista irlandese raggiunge  i circuiti più importanti della musica mondiale, invadendo anche il suolo Statunitense, pur mantenendo, nel turbine del successo, quell’alone di riservatezza e pacatezza che caratterizza da sempre la sua figura.Bisognerà aspettare ben quattro anni, infatti, per poter ascoltare il suo secondo album: “9”. Anche questa volta le tracce sono dieci e, anche questa volta, l’originalità e la portata qualitativa del prodotto si esprime in prima linea nella voce dell’artista. Damien Rice riprende le fila del suo primo lavoro e, mantenendosi fedele a sé stesso, ci racconta qualcosa di nuovo, che spiazza l’ascoltatore fin dalla prima traccia, “9 crimes”, che più che strappalacrime si potrebbe definire strappacuore.

E ora che fine ha fatto l’irlandese dalla bella voce?  A sei anni da “9” ancora niente di nuovo sul fronte discografico.
Noi attendiamo con impazienza e fiducia di avere qualche buona notizia su un suo nuovo progetto e nel frattempo ci godiamo un suo concerto live.

E sì, perché quest’estate il cantante ci ha fatto un bel regalo.

L’artista, infatti, sarà impegnato in un tour in solo che prevede ben quattro, imperdibili, date:

  • 25 luglio 2012, mercoledì @ Grado Festival Ospiti d’ autore (Grado)
  • 27 luglio 2012, venerdì @ Ferrara sotto le stelle (Ferrara, Motovelodromo)
  • 28 luglio 2012, sabato @ Nuovo teatro dell’ Opera (Firenze, Cavea)
  • 30 luglio 2012, lunedì @ Auditorium Parco della Musica (Roma)

 

 

 

Un lunedì sera in compagnia della voce Damien Rice è senz’altro una delle cose migliori che la Capitale ci potesse proporre.

 

Alice Ignazi


 

 

 

 

 

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