INDIE CHEAP: i Crimson del futuro…

The King Crimson ProjeKCt.
Ora la domanda è: ma che domanda puoi fare che sia davvero interessante a chi di domande ne ha viste passare e alle domande ha risposta da qualsiasi parte del mondo?

foto di Mario Sabatini

I camerini di un teatro sono posti senza tempo e senza spazio. Apolidi a loro modo. Mai dire impersonali, ma decisamente personalizzabili all’occorrenza…uno stanzino sterile mal intonacato che prende la forma di chi lo occupa, ne colora l’anima, ne culla le paranoie e da sfogo alle ansie. Finito lo spettacolo, poi, non ha neanche tempo di godersi il meritato relax di fumo di sigaretta – perché nei camerini si può anche fumare – piombando d’improvviso a tornar sterile silenzio e buio di luce ceca.
Ne ho incontrati tanti di camerini…molte facce e tanti istanti rubati alla corsa dei preparativi.
Ai meno esperti il camerino fa figo, le bevande rigorosamente offerte, il catering ricco di ogni ben del cielo…pura fantasiosa scena che lascia il tempo che trova e i rimasugli intatti di intere cene e pranzi luculliani. Anche il cibo serve alla scena, com’è di scena buttarlo a fine serata…doveva starci comunque, dirà il saggio esperto di organizzazione di eventi!!!

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Quel pomeriggio TONY LEVIN dava le spalle alla finestra e, a fargli da corona, c’erano il buon PAT MASTELOTTO e il sempre giovane ADRIAN BELEW. Erano loro che gli reggevano il gioco, che gli davano spazio libero dove restare in silenzio indisturbato da qualunque cosa accadesse. E non pensiate che Tony Levin sia la star che se la tira!!! I grandi hanno smesso da tempo con queste cazzate da star. Moltissimi lasciano libero sfogo alla semplicità, in barba alle mode trasgressive dei vip pettinati. Io di fronte a loro, come a sostenere un esame misurato, mai per una volta, dall’importanza delle domande più che dalla qualità delle risposte. Dal canto loro bastava un mugolio qualunque per riempire pagine di giornali e tenermi inchiodato alle loro labbra con curiosità e aneddoti di quella parte di storia della musica che ancora oggi segna e decanta il passo e la scrittura di chi ha scelto di fare musica. La sgradevole sensazione di sentirsi piccoli ed impotenti, quando davanti siedono alcune delle colonne portanti del pianeta musica. Non le uniche, per carità, ma di sicuro alcune tra queste.

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Ho provato a rompere il ghiaccio con un paio di stupide battute, un sorriso, un relax da mettere in tasca. “Chi di voi è Tony Levin???” e poi di seguito: “Ragazzi, siete coscienti di suonare in un posto che conta meno abitanti dei dischi che avete venduto?” La risata composta e rilassata mi ha regalato per uno stupido istante la sensazione di esser loro pari. I King Crimson li ascoltavo da quando ero ragazzino non ancora adolescente. I King Crimson, o meglio parte di questi, ora a due passi di sedia.
E gira e gira il mondo…e gira il mono il The King Crimson ProjeKCt: due power trio su un unico palco, due batteria, due chitarre, due bassi. I giganti che segnano il passo e gli allievi che danno filo da torcere. Una gara che diventa dialogo, un incastro perfetto cesellato sulla frazione del secondo, piovono note e cantano ritmiche, si colorano i volti della gente accorsa a sentire, si lacera il silenzio della sala che attende e alla fine si subisce inerti l’onda d’urto di una parete di suono che non bada ad ostacoli e a regole. Quasi 3 ore di quel prof martellante, evocativo a tratti, esasperante ed eccessivo per alcuni, stancante a seguirne la trama. Una sagra indiscussa e indiscutibile di una tecnica portata forse all’eccesso, sapientemente gestita quando vedi con quale naturalezza ognuno di loro fa quel che crede con lo strumento.
Un concerto accaduto nella nostra Chieti, un grazie speciale a “ReaProGi” e ai ragazzi di “Gli scontati, I Conosciuti” per averceli portati ancora una volta. Due grandi interviste che ho scritto e che ritroveremo su media più pettinati che di diritto hanno l’esclusiva, come fa figo raccontare a chi non è addetto ai lavori.

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Una distesa infinita di note alla velocità della luce che solo grandi nomi come loro, dopo una vita di musica, sanno regalarci in tempo reale con STILE, ARTE ed EMOZIONE…

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Tornando in quei camerini…
E a parte le domande di rito e quelle accademiche di ufficio, ho scoperto un lato JAZZ di Tony Levin da raccontare a tutti nel suo prossimo disco assieme al fratello e ho scoperto anche che non ne vuole parlare ora. Provai ad insistere con un inglese scolastico, e d’improvviso il guru indisturbato mosse lo sguardo tra le pieghe del vetro finestra. Il baffetto fu degno riparo ai contorni, non ho capito se fosse una smorfia di disappunto o un lieve conato di difficoltà. Poi un giorno mi spiegheranno perché restar segreti su un disco da fare.

_-11Conoscete il disco 77 Milion di Brian Eno? In un riassunto profano, è un disco che non suona mai due volte nello stesso modo. A quanto dice Adrian Belew, il suo nuovo lavoro in studio di prossima uscita ricalca appena quello stile ma che poi, alla fine dei conti, non c’entra assolutamente nulla.
Forse esiste un vocabolario italiano-inglese anche per le smorfie. Particolare modulazione tra silenzio che tradiva imbarazzo quando ho voluto sapere dei nuovi King Crimson. C’è tutto in rete, sono stato ammonito, nessuna indiscrezione e niente di particolare da raccontare…solo un piccolo, timoroso e deferente sguardo che ho lanciato tra le braccia di Adrian. Non l’ha raccolto. Lo ha fatto cadere a terra e lo ha fatto di proposito. Chiacchierata finita, silenzio tornato protagonista nel camerino e uno guardo all’intonaco vecchio di mesi. Restando da solo, ho raccolto da terra quello sguardo cercando di mettere da parte la curiosità di sapere per quale vero motivo mancava Adrian Belew tra i Crimson del futuro.

 

Ho ripreso lo zaino, ho chiuso la penna, ho acceso una sigaretta – perché nei camerini si può anche fumare – e ho aspettato che accadesse il resto della festa.

…The King Crimson ProjeKCt – uno dei tanti live…

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=boYhI0T0K4o[/youtube]

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