INDIE CHEAP: il buio dietro le luci di scena

INDIE CHEAP: il buio dietro le luci di scena

Giuro che è l’ultima volta che scrivo di Sanremo. In copertina una foto di Gianni Staropoli
Prendo spunto da una lettera di un amico…tranquilli, nessuna fastidiosa polemica sulla giuria, nessuna inutile lamentela sul NON ESSERCI STATI. Noi siamo abituati ad andare oltre.

Questi mesi di duro lavoro tra mille proposte discografiche, qualcuna salita a Sanremo altre stremate dalla forza di prendere un fiato che sia uno, trovo difficile capire come si possa sagomare il nostro gusto e la nostra attenzione verso qualcosa solo in base alla luce che i riflettori ne danno. Banditi tutti i salvatori e predicatori rivoluzionari della patria in tutina blu e mantello rosso…noi che restiamo in questa Italia di oggi vediamo cose ben diverse…e purtroppo dobbiamo riconoscerlo: le cose stanno proprio così.
Abbiamo bisogno di Premi Tenco per essere chiamati CANTAUTORI? Credo proprio di si…abbiamo bisogno di di essere “famosi” perchè venga gente a sentirci suonare? Credo proprio di si…abbiamo bisogno di vincere la gara e battere tutti gli altri perchè ciò che scriviamo sia reputato importante? Credo proprio di si…

Quel che resta è la magra sensazione che il semplice cuore che batte dietro l’emozione di qualcosa nata per il solo bisogno di averla creata, è pura utopia…neanche repressa dallo stato sociale o dalla politica del potere discografico, ma addirittura ignorata e lasciata da canto, che perda la voce ad urlare quanto vuole tanto nessuno la sente. E neanche noi che possiamo ascoltare, oltre a tante belle chiacchiere di rivoluzione, non facciamo niente…E mi resta il terrore di credere che persino il cuore abbia perso l’abitudine a fremere libero e lontano da condizionamenti e luci di scena.

Ispirato da quanto scritto e riscritto in queste pagine, Adriano Tarullo, un CANTAUTORE e BASTA, mi scrive qualcosa di simile…

“…non vedo il festival di Sanremo e volutamente evito di seguirlo. Viene chiamato festival della canzone italiana, ma in realtà è un programma televisivo in cui conta di più l’ospite internazionale, la star del cinema Hollywoodiano o la coscia della valletta di turno. La canzone è un riempitivo, un contorno, una scusa: è come andare al pub per sorseggiare una birra e chiedere di abbassare il volume alla band che sta suonando. Visto che sono un cantautore di insuccesso, ma pur sempre scrittore di canzoni, nel tempo mi sono chiesto se, nelle più fantasiose delle ipotesi, mi fosse capitata l’occasione di finire su quel palco. Se in un eventuale futuro mi fosse arrivata una proposta per andare a gareggiare al festival di Sanremo, come avrei reagito?

Fino a poco tempo fa, dopo aver autoprodotto quattro album, avevo una convinzione, ma forse più una speranza: quella di riuscirmi a creare un mio seguito, una piccola cerchia di ascoltatori, di “fans” (come si dice nel gergo), per quello che raccontavo, per quello che suonavo, facendo perno sulla verità, sul bello, il gusto senza aver bisogno di una notevole spinta discografica. Invece non è così. Pur ricevendo degli apprezzamenti sinceri e non sottovalutando l’andamento generale del sistema musica, mi sono accorto che, anche in chi credi sia un buon ascoltatore, le persone avranno sempre bisogno di un mediatore, di un curriculum, di una reputazione altrui per avere una considerazione soggettiva di quello che tu crei. Non sono le canzoni che interessano, ma chi le canta. Ho sempre considerato i concorsi, delle gare canore che nulla hanno a che fare con la musica. La musica è uno strumento di conciliazione dei popoli, non un motivo di sfida. Purtroppo, una scarsa sensibilità culturale, rende la gara un contesto di richiamo, una vetrina che da visibilità e credibilità, anche per gli addetti al lavoro. Non sono le canzoni a far curriculum, ma nelle credenziali devi scrivere che sei arrivato primo. Questo approccio culturale è diffuso e non solo nella musica. Non è importante apprendere quello che ti stanno insegnando, ma è fondamentale essere il primo della classe…”

Questo è quello che vogliamo che accada…ai “discografici” come me l’arduo compito di farne di conto!!!

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=yOJsChEsnMM[/youtube]

 

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