INDIE CHEAP: il cammino di tutti.

Di norma è il cammino. Passo dopo passo, attraverso tutti i selciati scansando tutte le pietre, scavalcando i massi più grandi e avventurandosi per sentieri in salita sperando che arrivi presto la cima…e puntualmente, per fortuna o per disgrazia, oltre la vetta c’è una cima più alta. E il cammino riprende. Di norma è così che funziona.

Ci sono “i corridori” che hanno fretta di arrivare, fiato per correre senza sosta, poco importa la direzione: basta un tratturo è che punti alla vetta più alta. Il fiato prima o poi si spezza, finisce…avranno forse ripari, un posto dove sedere e rifocillarsi di frutta, riprendere la corsa che punti dritta al traguardo…oppure avranno un malore, la testa che gira, vertigini e quel drammatico gusto di sangue nella saliva. Qualcuno si arrende…qualcuno cade in battaglia. Qualcuno dice di non aver mai visto “corridori” alla vetta finale. Mi sa che ha ragione…

Ci sono “i vecchi di dentro”, pigri di loro, che per presunzione o per passiva scelta di stasi, depongono le armi prima ancora di averle indossate, guardano le cime lontane sognando nel loro segreto la vetta e il popolo pagante seduto più a valle che acclama alla loro vittoria…mentre in pubblico davanti la gente, per celebrare la loro coerenza, gettano fango e distanze ad un simile corsa…giudicano dall’alto della loro pietra a guisa di sedia, giaciglio sicuro distante anni luce dalla vetta più alta. Qualcuno dice di non aver mai visto “vecchi di dentro” alla vetta finale. Mi sa che ha ragione…

Ci sono “i pellegrini” che passo dopo passo aggrediscono il cammino, si guardano attorno, si fermano a scattare le foto o a prendere nota o a raccogliere pezzi di vita da mettere dentro lo zaino. Arriveranno, di sicuro dopo anni di duro cammino, ma forse arriveranno prima di tutti, superando le pietre poltrone dei pigri già “vecchi di dentro”, i resti stremati dei “corridori” in pensione, i sogni di chi si celebra come fosse un campione e chi si crede di aver visto già tutto di quello che basta.

I “pellegrini” non camminano mai per arrivare alla meta. I “pellegrini” camminano solo per il senso primo del viaggio. I “pellegrini” camminano per scoprire quello che non sanno e che non hanno mai visto. L’incontro prima di tutto a celebrare la vita e la crescita dell’individuo. E man mano che il percorso continua, di veri “pellegrini” ne restano pochi…credetemi: ne restano davvero pochi. Qualcuno dice di non aver mai visto “pellegrini” parlare a qualcuno alla vetta finale. Mi sa che ha ragione…

Ebbene, per un qualche motivo rifiutiamo l’incontro calpestando con forza i pochi sentieri che abbiamo già visto e già conosciuto, evitando scoperte e sorprese, evitando la sfida, restando dal punto di vista migliore dove lo sguardo non cade su cime più alte. Ci piace sedere dove sembra di stare su quella maledetta e agognata cima più alta. Retorica? Banale dottrina? Forse…eppure basta la musica oggi a darne degna conferma.

Il main stream è pieno zeppo della solita musica. Non mi erigo a giudice ne vogliamo fare gli esperti. Ma siamo sicuri che la colpa sia dei Media o di chi ne manovra le fila? Sicuri di non fare la parte di quelli che seduti in poltrona credono di sapere già tutto quello che basta sapere?

Provate ad organizzare un concerto di “Emma Marrone” (le virgolette sono d’obbligo, il nome è del tutto simbolico, un esempio palese di main stream e niente più…che sia chiaro).

Ora invece…provate ad organizzare ora un concerto di uno qualunque dei tanti artisti a cui cerchiamo di dare voce ogni giorno.

Io l’ho fatto…come me tantissimi ci hanno provato e tantissimi lo fanno ogni giorno…

Artisti meravigliosi navigati di anni e di vite, artisti con targhe Tenco piuttosto che pluripremiati, osannati dalla critica così chiamata INDIPENDENTE. Io l’ho fatto. Ma uscendo dalla NICCHIA i “pellegrini” veri restano in pochi, troppo pochi.

Il resto degli amici è a mangiare una pizza, al cinema oppure a bere cocktail nel centro città dove è più facile parlare di facebook o di incrociare la trasgressione del caso e delle mode. Niente paura: li ritroveremo domani durante un aperitivo cenato a celebrare il loro cammino e impegnati come pochi a denunciare che non ci sono concerti di buona musica live e che in radio passano sempre la solita roba. Vero…intanto però la sera prima il pluripremiato dal Tenco e dai media non ha fatto neanche 50 presenze, magari neanche 10 paganti…la nostra “Emma Marrone” ha riempito gli stadi con un biglietto che costa quanto un viaggio dalla provincia verso la grande città.

E che ricordi io non v’è nessuno con la forca ne talune genti a minacciarci di morte per obbligarci ad un simile atteggiamento.

Eppure clicchiamo mi piace alla rivoluzione. Basterà questo forse…dovrò aggiornami al futuro!!! Ne parlerò con gli altri. So di trovarli al locale, perché stasera fanno suonare la cover di quello famoso.

La nicchia…e nella nicchia quanta sana musica incontriamo…basta non scansarsi dall’altra parte…ne pesco uno a caso…

Paolo Tocco

…TONI BRUNA…
“Formigole”

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rf9eHkLqSEU[/youtube]

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