INDIE CHEAP: La SIAE…il SISTEMA…o noi altri?

Il numero 3 è sempre stato un bel simbolo per me. Così ho sempre pubblicato 3 proposte di musica per ogni appuntamento. Questa volta invece diamo vita ad una mini serie di, manco a dirlo, 3 appuntamenti. 3 Racconti metaforici che con la MUSICA in apparenza sembrano non averci nulla a che fare ma che tra le righe vogliono nascondere una morale che è la base di quello sviluppo professionale e lavorativo che tanto agogniamo, che risiede cioè prima nella nostra mentalità e poi nella nostra qualità di professionisti…una realtà che troppo spesso ci soffermiamo solo a giudicare e condannare senza troppa cultura e dedizione in merito. “Parla per te!!!” risponderà chiunque si senta colpito nell’intimo e nel suo difetto. Di certo non vogliamo schierarci da nessuna parte ne fare politica in qualche modo, di certo non sono qui ad insegnare niente a nessuno.
Solamente, dopo dieci anni di lavoro intenso dedicato alla diffusione della musica in Italia, voglio aprire una finestra che serva a suscitare domande diverse da quelle che sono abituato a sentire tra i corridoi di tutti i santi giorni. Un ALTRO PUNTO DI VISTA insomma. Come? Beh raccontandovi 3 aneddoti semplici, di vita vissuta, racconti come tanti che sicuramente ognuno di voi avrà nel cassetto, ognuno ne potrà raccontare a sua volta centinaia di simili. Di quei racconti che sfiorano l’assurdo per quanto semplici e drammaticamente normali, di quelli che la gente che ascolta scuote la testa per annuire e concordare e che poi, inesorabilmente, si ritrova a vivere da protagonista interpretando suo malgrado la scena stessa che ha giudicato qualche giorno prima. Capita a tutti…capita a me…capiterà a voi. Per ogni racconto ho scelto un brano. L’artista è ASSOLUTAMENTE SCORRELATO dai protagonisti, dalle storie e dalle morali che leggerete. La scelta verte SOLO sull’immaginario e sul messaggio artistico – letterario che il brano restituisce e che ovviamente vuole sottolineare le righe di quanto scritto.

La premessa era d’obbligo. Nessun giudizio nessuna bandiera e nessun colore. Solo righe, storie lasciate alla neutralità del pensiero di chi legge sperando che almeno tra queste stesse righe nasca il fiorellino di un analisi che io personalmente mi porto nel cuore da tanti anni.
Questo primo racconto l’ho intitolato La Niña. Immaginate gli altri?

La Niña

Quel giorno l’amico X vide un documentario scientifico in cui il protagonista illustrava l’uso iper tecnico di un noto NoteBook bianco che tanto fa commercio. Professionista, scienziato ma soprattutto un uso ingegneristico da laboratorio fatto di cifre e schermate nere dalle scritte verdi quasi da film di Matrix. Programmazione di reti, tecniche nevralgiche di comunicazione, spamming e hackerismo da nerd etc…fantascienza a portata di mano.
L’amico X prese i suoi entusiasmi e i suoi soldi, uscì di casa e andò al grande centro commerciale per acquistare un NoteBook identico. Non erano certo i denari il suo problema quanto più, forse, la capacità di discernere nella realtà le sue possibilità, la sua professionalità e la relativa competenza. Passando al Bar, luogo principe del “pavoneggiamento” di provincia, raccolse anche la tiepida supposizione di un anziano di birra che, nonostante l’eta da secondo dopo guerra, ebbe l’ardire di pensare: “Forse avresti fatto meglio a spendere i soldi prima in un corso di queste fottute tecnologie di oggi…”
Sicuro, l’amico X rispose: “Ma che ci vuole, tanto la stessa rete ti mostra tutto, su YouTube c’è tutto e poi so SMANETTARE sui computer, lo faccio da una vita…!!!!”

Passarono diverse settimane e rividi l’amico X depresso. NIENTE di quello che aveva “studiato” risultò funzionare.
TESI FINALE dell’amico X che la espose con veemenza politica: “il famoso NoteBook non serve a niente, li hanno costruiti come più conviene al “potere” ma la cosa peggiore è il SISTEMA che ci informa di cose inesistenti fatte solo per chi PUÒ sapere. I computer che vendono al popolo devono funzionare male e in modo limitato. E con tutta probabilità quel documentario è completamente finto…tanto: puoi dimostrarlo? Che Sistema di merda in cui viviamo!!!! Tieni. Te lo regalo tanto per i videogiochi e per i tuoi “articoletti” va più che bene.”

Premesso che io non amo particolarmente i videogiochi e che non ho alcuna capacità nel disquisire sulle potenzialità tecniche dei notebook, mi chiedo: che il vecchio anziano di birra dall’età del secondo dopoguerra avesse ragione??? …mah!!!

A voi l’ardua sentenza…di sicuro la storiellina non è fantascienza, di sicuro è storia di tutti i giorni e di tantissime persone per non dire tutte (me compreso). Di sicuro, amici lettori, quel giorno qualcuno, invece di costruire seriamente la sua professionalità ha pensato bene di disfarsi di un computer inutile dando credito a discorsi che, forse per comodità, risultavano veri.

Di sicuro…io ci ho guadagnato il famoso NoteBook bianco da cui oggi vi scrivo.

Il grande Signor G. a suo modo la sapeva lunga.
A venerdì prossimo…
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