INDIE CHEAP: nel tempo in cui siamo.

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Siamo nel tempo del bello che appare adesso…e non domani.
Siamo nel tempo delle persone che non hanno tempo di incontrarsi figuriamoci di rispondere.
Siamo nel tempo in cui tra il camminare e lo stare fermo non c’è differenza. Resta in gara soltanto chi corre e chi corre veloce.
Siamo nel tempo in cui la parola d’ordine è COMPETIZIONE, figlia di espressioni come CRISI piuttosto che di MALE DI VIVERE. I più astuti utilizzatori della lingua italiana ne giustificano l’esistenza come populista reazione al fantomatico sistema di merda che ci violenta.
Siamo nel tempo del SONO MIGLIORE IO DI TE ed è tempo di doverlo dimostrare. Un grazie alla rete che ci regala la furbissima soluzione di poterlo fare evitando il confronto: si vince a tavolino, perde chi parla di meno o chi ha meno persuasione nelle parole che usa, perde chi interviene per secondo o chi lascia parlare l’altro per ultimo.
Siamo nel tempo in cui tutti vogliamo vincere.
Siamo nel tempo in cui abbiamo le parole per dirlo a tutti.
Siamo nel tempo in cui raccogliamo i cocci delle nostre quotidiane sconfitte.

E in questo tempo non c’è più vita da dare alle persone e alle loro ambizioni. In questo tempo non c’è più vita che vive nell’incontro di arti e mestieri che hanno solo la stramaledetta voglia di mescolare assieme le proprie anime e le proprie culture. In questo tempo ogni cosa perde di senso, di importanza, di spazio e di visibilità. Oberati di impegni inutili, massacrati di scadenze fittizie, congelati da ambizioni estenuanti…una volte c’era solo l’ansia di esserci e di apparire. Oggi neanche quella basta più. Oggi siamo devastati anche dal DOVER AVERE RISULTATI da tutto questo ESSERCI e

Io me lo ricordo il tempo in cui gli artisti scrivevano e suonavano per la voglia di arrivare a se stessi. Poi magari i discografici. Poi magari un disco. Poi magari le radio. Poi magari il resto del mondo.
Io me lo ricordo il tempo in cui anche un solo spettatore che applaudiva rendeva l’artista fiero del suo lavoro e grato della tempo che gli era stato concesso.

La gratitudine. La riconoscenza. L’inatteso complimento di una voce dal pubblico. Un tempo esisteva anche questo.

Oggi si nasce già famosi con la presunzione di doverlo essere come fosse ovvio: L’articolo sul MAGAZINE PETTINATO IPER FAMOSO deve esserci per forza…parlano di cani e porci non devono parlare di me? E se non esce? FALLITI i discografici e gli uffici stampa , un mondo di merda corrotto. Se invece disgraziatamente l’articolo sul magazine pettinato ha grazia di trovar pubblicazione, l’ego schizza alle stelle, ormai il mondo è ai miei piedi, di sicuro posso ottenere anche il resto. E ve lo faccio vedere io chi sono…ve lo posto su FB…
E dopo che l’articolo è uscito? Ormai non accade più nulla. Resta l’ego ad alimentare la depressione, una rabbia che culla le aspettative tradite. Il mondo corrotto di merda è tornato a farla da padrone.
Ed ora ci saranno tutti gli artisti bohémien che puliranno la coscienza dicendo ma no…io no…io penso solo alla mia musica. Non fare di tutt’erba un fascio…non ne conto più di gente che esordiva così un giorno e il giorno dopo si lamentava del trafiletto sul giornale x piuttosto che sul blog y. Poi hai ragione: mai fare di tutt’erba un fascio.

Siamo nel tempo che non da tempo alla persone di ritornare a fare quello che sanno fare per natura: vivere e inventare, creare e dar carta bianca al loro genio creativo. Perchè ognuno ha il suo genio creativo. C’è chi se ne scordato, c’è chi non ha tempo di coltivarlo perchè deve correre dietro la miriade di cazzate di questo tempo, c’è chi lo tiene per se tanto è il terrore di essere condannato da questa infinita schiera di professori esperti critici di ogni settore. Perchè tutto questo accade tra gli artisti, tra i promoter, tra i pittori, tra i semplici ascoltatori. Ovunque.

Siamo nel tempo che non c’è più tempo.
Smettiamola di fare i VIP che non hanno tempo.
Smettiamola di fare a gara che in questo modo nessuno vincerà qualcosa.
Smettiamola di inseguire la luce della scena piuttosto che dare importanza e contenuto a quel che facciamo.

Smettiamola di restare da soli.

Un tempo funzionava così…quando si faceva musica.

Ispirato dal filo conduttore che muoverà le fila della III Edizione del Majella Sound Camp.
Domenica 29 Giugno. L’Abruzzo che fa musica si ritrova a San Valentino in Abruzzo Citeriore in provincia di Pescara.
Noi siamo tutti assieme…almeno ci proviamo…

WWW.MAJELLASOUNDCAMP.COM

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4 Comments

  • , the title of the article speaks for itself. My point to my previous comment was just the manner in which we all speak to each other on here. No need for playing “who’s better” with websites and such and insulting one another. I personally enjoyed the review, and saw it to be a fair one.

  • CAMILO SESTO SUPERO AYER SOBRE 100 MILLONES VENDIDOS CON SOLO “20 ALBUMS” EN TODO EL MUNDO SIN CONTAR LOS SUPEREXITOS QUE PRODUJO PARA OTROS ARTISTAS EN AMERICA LATINA, EUROPA, Y E.E.U.U LUCIA MENDEZ, ANGELA CARRASCO, MANOLO OTERO, JOSE JOSE, MIGUEL BOSE, LANY HALL Y MUCHOS MAS

  • Etrangemment je me retrouve dans ta situation sauf que depuis peu (depuis mes vacances d’Août en fait) j’ai compri que si je laissais mes cheveux réagir librement ils étaient heureux et se mettaient tout seul en une jolie touffe qui finalement me plait! Comme quoi, après des années de lissage, produits, désépaisseur en tout genre, tout est possible!

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