INDIE CHEAP: Sanremo…e poi tutto il resto!!!

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È passato Sanremo, è passata Arisa, Rocco e Zibba, sono passati i Big che hanno ancora tanta gavetta da fare, sono passati i giovani che i big non li raggiungeranno certo domani.
È finito lo share infinito di un’Italia che viene monopolizzata. È finita lo share di milioni di Italiani che hanno coltivato e alimentato tutto questo spettacolo.

E poi…la frittata è sempre la stessa. Ci lamentiamo di quello che noi stessi facciamo.

Chi va a Sanremo si lamenta se non ha vinto.
Chi non va a Sanremo dice che Sanremo è truccato e a nulla serve.
I migliori saranno sempre gli emergenti che diranno che a Sanremo non ci vorranno mai andare. “La mia musica a Sanremo? Ma sei pazzo?”

Cari finti rivoluzionari…SANREMO fa MILIONI di ASCOLTI, alla stregua del GRANDE FRATELLO o di UOMINI & DONNE.

E non diciamo cazzate per farci fighi e pettinati: siamo NOI i MILIONI di ASCOLTI!!!!
NOI che sintonizziamo la televisione e le radio. NOI che ci lamentiamo sempre di quello che NOI stessi contribuiamo a produrre.

Invece, nel mondo che resta lontano da i mille mega super mega watt dei riflettori fashion di Sanremo, c’è LA VERA MUSICA ITALIANA…quella dei giovani e dei meno giovani, quella che non ascolta mai NESSUNO, quella che NESSUNO compra, quella che TUTTI DIFENDIAMO e VALORIZZIAMO a CHIACCHIERE, quella che vive a stento, illuminata soltanto da quattro candele…altro che riflettori.

Ricordiamocelo sempre anche se par comodo dare la colpa a chissà chi: siamo noi a sintonizzare tv e radio per seguire Sanremo piuttosto che Uomini & Donne.

Abbiamo deciso così? Sta bene così allora.
Basta che ci sia coerenza nelle cose che poi raccontiamo.

Perché proprio al cospetto di questa coerenza mi chiedo tante cose ma una in particolare.

E la chiedo alle coscienze di chi fa la guerra con la musica e per la musica, cercando di salvaguardare lo spirito puro e vero di chi fa ARTE. E la chiedo a tutti i MILIONI di esperti che seguono “Sanremo”, lo giudicano appunto da esperti e come tali ne seguono la sua classifica parziale che poi diventa definitiva. E la chiedo ai poeti e ai mendicanti, ai passanti della stazione e ai vecchi del mio quartiere. La chiedo ai bambini che giocano in cortile, gli unici che ancora giocano soltanto per la voglia di giocare.
Io penso che la musica come arte sia forma di espressione di se stessi. La musica come strumento per veicolare emozioni. L’arte che dovrebbe essere sinonimo di FORMA e di TEMPO che ognuno di noi sceglie di dare alla VITA che vive. L’arte, sinonimo di INCONTRO, sinonimo di CONTAMINAZIONE di culture, di idee, di messaggi, di parole, di suoni…l’arte è sinonimo di INSIEME, sinonimo di SCAMBIO e di UNIONE, fisica quanto spirituale, dove trova riparo IL MESSAGGIO, ognuno con il suo, ma che arrivi a tutti e che arrivi assieme a tutti.

La MUSICA è ARTE. Siamo d’accordo?
Ma allora…se siamo d’accordo…tutto questo cos’ha a che fare con il concetto di GARA e di COMPETIZIONE?
Sul podio arriva uno soltanto…via tutti gli altri. Un artista in gara, solo CONTRO tutti. È un paradosso!!!! Gli sportivi sudano per salire sul podio sfidando traguardi oggettivi a cui nessuno può appellarsi…non gli artisti che fanno del SOGGETTIVO MODO DI VIVERE LA VITA uno strumento di ESPRESSIONE!!! E poi chi è che giudica? Chi ha così POTERE da arrogarsi il diritto di dare AUTOREVOLEZZA OGGETTIVA al suo gusto? E se io la penso diversamente? Stonature e tecnicismi a parte…chi ha il potere di dire che una canzone è migliore di un’altra? Perchè e su quali basi è più BELLA di un’altra? Sul numero di voti? I voti di chi? I voti di quanti? E chi non vota non conta?

Ma poi…LA MUSICA IN TUTTO QUESTO SFILARE DI LUCI E DI ABITI E DI SPETTACOLO, DI GOSSIP E PAGINE DI ROTOCALCHI, LA MUSICA: DOVE L’ABBIAMO LASCIATA?

Forse…e dico forse…siamo tutti d’accordo. Forse…
Eppure, sempre senza fare i DIVERSI e i MIGLIORI, sempre senza fare belle chiacchiere  ma facendo un onesto quanto umile esame di coscienza…eppure una volta che tutti abbiamo scosso la testa per dire di SI HAI RAGIONE, facciamo a gara per fare quella gara, ci lamentiamo se non vinciamo quella gara, tutti sudiamo per entrare in classifica, tutti gridiamo allo scandalo se vince CAIO piuttosto che SEMPRONIO. Tutti facciamo girare la comunicazione sulla scia di questo interesse globale. Lo stesso che siamo d’accordo a condannare scuotendo la testa per dire SI HAI RAGIONE. Lo so che fa figo sembrare alternativi, ma basta postare su FaceBook una foto sotto la scritta giusta che il mondo intorno si sveglia…e il mondo intorno siamo sempre noi…e quanti alternativi ho visto fare a gare per salire su quel palco che di alternativo ha ben poco!!!

…quel saggio chitarrista famoso di anni di palchi si lamentava delle nuove leve che imitano senza conoscere, tecniche a iosa senza emozioni. Parlava bene…e parlava lui, lui che sceglieva una chitarra da comprare…e la sceglieva soltanto in base al colore del suo vestito da scena…

Poi…poi arriva qualcuno che in Italia ci passa soltanto, prende in mano la sua chitarra che suona e non suona e fa scuola di arte, lontano dalle gare, lontano dai riflettori. Magari stona anche un pochetto. Poco importa. Basta il pochissimo mal vestito che ha da regalarci chiedendo “permesso posso entrare” oppure “scusate del disturbo”…piace o non piace la sua musica, non è questo il punto: il punto è che soltanto allora ho visto piangere la signora che avevo di fianco.
E sempre con molta umiltà, chiede scusa e leva il disturbo onorato negli occhi e nell’anima di ogni singolo applauso che riceve… mentre chi arriva primo sul podio – battendo tutti gli altri artisti dunque consideranti inferiori sotto i riflettori super mega fashion watt – cantando qualcosa che non sa suonare e non sa scrivere…beh neanche si stupisce più di tanto.

Suona la campanella, bambini, rientrate in classe che inizia la lezione…e questa è una lezione di pura e semplice arte.
A lezione finita potete tornare in cortile a far lamentele e giudizi…sempre da esperti s’intenda…miei cari professori…che bello parlare!!!!

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