INDIE CHEAP: sotto il vestito…?

Plastica o respiro? Numeri di beat digitali o interminabili successioni di emozioni?
Dallo studio di registrazione al palcoscenico il passo non è affatto breve. Anzi è devastante per quanto può essere lungo e insidioso.
Un disco puoi cucirlo addosso come un appartamento vuoto da arredare scegliendo i mobili ovunque ti fa comodo. Oggi puoi prenderli anche a pezzi, su misura, senza colore, con i bordi laccati e con i cassetti a sparizione e apparizione. Oggi basta un click per intonare le voci, per far suonare le orchestre, per mixare 65 tracce di chitarre elettriche rigorosamente midi. Primo passo per diventare artisti è aprirsi la pagina Fb (ovviamente da artista)…il secondo è avere buone idee melodiche su cui sfogare i nostri click.
E poi ci sono gli ARTISTI. E la storia sterza bruscamente verso continenti che abbiamo sentito raccontare nei film.
La promozione corre sul filo del rasoio, sgozzata dalla nascita e sul nascere censurata di ogni spazio. Ma a parte questo, oggi, noi “addetti ai lavori” lanciamo in bocca alla “critica” e a chi manovra spazi e canali che danno voce alla cultura (spesso in silenzio) dischi su dischi, singoli in uscita, anteprime video, programmazioni radiofoniche, recensioni…tutto…forse anche di più…dischi…artisti…ARTISTI…ancora dischi…quanti dischi??? Tanti…tantissimi…forse di più…
Il mercato si fa intasato, i tempi scorrono alla velocità della luce e ancora prima che questa arrivi a destinazione tutti vogliono essere già famosissimi.
Tra tutte le violenze e le privazioni che un tale intasamento produce c’è ne sta una che mai prima di ieri mi ero reso conto di quanto fosse importante. E per favore non iniziamo a fare SI con la testa come da perfetti conoscitori esperti di questa beata m…..tutti sanno tutto poi nessuno fa niente…io per primo sia chiaro!!! Anche io mi odierei se facessi il perfetto conoscitore di questa beata m…
Certe cose devi viverle per capire e non ci sono altre strade ne serve dire altro.

La dimensione LIVE.
Secondo voi, quante occasioni abbiamo di seguire live un disco che abbiamo in promozione? Su dieci che abbiamo in catalogo forse ne abbiamo visto mezzo. QUESTA È LA VERITÀ. A parte le cagate di finta etica che raccontano i professori di cui alle righe precedenti, le belle frasi per vendersi meglio e con applausi più forti della folla aizzata a dovere.
Prendi un disco, lo studi, lo ascolti, lo fai tuo, lo racconti, lo immagini, cerchi in qualche modo di entrarne in casa, di farne parte…ok…figo tutto…ma LIVE? Che suono ha quel disco? Che nome ha? Che voce? Con che occhi guarda il suo pubblico? Con quale forza strilla e quanto è dolce il suo racconto appena sussurrato?
Domande che a trovar risposta si scoprirebbe la vera grande fortuna di poter fare questo mestiere.
Sono importantissimi i suoi respiri…altrettanto importanti i suoi errori. Siamo tutti belli quando ci pettiniamo per la festa e indossiamo i vestitini cuciti su misura.. L’essere umano sfila nudo e crudo quando l’ARTISTA entra in scena…ed così, nudo, che dobbiamo osservarlo.

balestrieriCover“Quizas” è il nuovo disco di Gerardo Balestrieri. Un disco ricco di interpretazioni che lui fa delle più grandi canzoni d’autore e della tradizione popolare di diversi paesi, non solo l’Italia. Un disco che è arrivato a sfiorare la targa Tenco come miglior opera per la relativa sezione. Un disco che qualcuno dei ben pensanti, parlando di lui e della sua musica, ha definito “Uno scrigno segreto in cui si nasconde il vero tesoro del mondo”. Un ben prodotto, che magari non fa impazzire i cultori sacerdoti del suono, ma che niente ha da invidiare a nessuno. Insomma un capitolo che ha solo riscosso riscontri positivi…e lo ha fatto con santissima ragione.
Gran parte di questa promozione l’ho curata personalmente.
Ieri al Bellavista di Spoltore (Pe) è andato in scena il suo spettacolo. Non solo “Quizas” ovviamente ma tanto è bastato anche solo un minuto, il suo pianoforte, la batteria di Matteo Cancedda, il contrabbasso di Giorgio Boffa e le luci soffuse di un posto magico che pochi sanno raccontare a chi non ci ha mai messo piede. Tanto è bastato per rapire il silenzio del pubblico: l’intimità di ognuno di noi è stata messa a dura prova…Balestrieri prendeva per mano chiunque regalandogli il suo personalissimo viaggio di terre sognate e di mondi inventati, cantando pietre miliari di una canzone d’autore che ha fatto la storia in Italia e nel resto del mondo.

gerardo 2
Tornato di notte, tra le strade della mia piccola provincia, capisco di dover premere di nuovo play e scopro che oggi, quello stesso disco di cui ho sempre parlato e fatto parlare, oggi suona di una nuova voce e di mille altre sfumature che mai nessuno potrà sentire fino a quando non avrà misurato ogni singola emozione al silenzio di uno dei suoi tanti concerti.
Adesso…dovrei iniziare la promozione di questo disco…e così che dovrebbero andare le cose…per tutti…quando parliamo di ARTISTI…quando parliamo di chi sa mettersi a nudo sotto le luci di scena.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=4kUmi_G0VJw[/youtube]

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