Intervista a Black Snake Moan

“Black Snake Moan è un one man band atipico, 
con radici stilistiche primordiali che fioriscono in sperimentazioni sonore pregne di un sapore intenso e dal fascino arcano.” Tra misticismo e blues ecco cosa ci ha raccontato.

Blues e psichelia che si rincorrono in ambientazioni dal profumo di deserto e incensi. Simbologia e misticismo che si intracciano a racconti di storie di vita narrate davanti ad un fuoco accompagnate da una chitarra a comporre quasi una nenia, un lamento… le origini di Black Snake Moan, progetto di one man band di Marco Contestabile, partono proprio da qui. Il resto ce lo racconta lui nella nostra intervista.

La scelta del nome del prorpio progetto non deve essere cosa facile… racchiudere tutto in poche parole… per te la scelta è caduta su  “Black Snake Moan”. E’ il titolo di un famoso blues come mai lo hai scelto? Cosa ami e cosa ritroviamo nella tua musica del blues?

“Black Snake Moan“di Blind Lemon Jefferson, il primo bluesman texano dei primi 900, artista cieco, molto affascinante, misterioso e leggendario. Il titolo della canzone rappresenta il mio concetto artistico. Mi piace molto lo stile chitarristico e canoro di Jefferson, soprattutto il suo modo introspettivo di narrare le proprie esperienze di vita comune.  L’ho scelto perchè mi rispecchio molto in questa attitudine e infatti nel mio blues trovate me stesso,  racconti onirici, esperienze trascendentali e avvenimenti  personali, un lamento, un viaggio. Il blues è libertà, un’onda mistica e spirituale.

Cosa vuol dire essere un “One man band atipico”? Come nasce l’idea di one man band?

Il One Man Band è un’attitudine, è una realtà Rock’n’roll. One Man Band atipico, nel mio concetto, significa non identificarsi in un solo genere, cercare di creare più mondi mantenendo una propria identità stilistica

“Arcano”, “primordiale”, “trascendentale”,  sono parole usate come descrizione del tuo progetto, Black Snake Moan per l’appunto, che richiamano la forte influenza psichedelica con accezione di ricerca interiore. Il serpente stesso ne è un simbolo forte: perchè lo hai scelto? Che valenza ha questo richiamo mistico nel tuo progetto?

La figura del serpente ha un valore molto simbolico nelle mie rappresentazioni; racchiude il senso di rinascita fisica ed interiore, saggezza ancestrale, energia sacra ed eterna. Il Serpente è l’animale che  guida il mio percorso onirico rivelandomi messaggi significativi. Il misticismo nel mio progetto rappresenta un rituale, una nuova dimensione di vivere le proprie sensazioni.

Blues e psych sono dei generi che affidano tanto in comunicazione alla parte musicale di un brano. Come nascono i tuoi brani? E cosa ti ispira?

Il mio linguaggio è basato principalmente sulla componente blues e da una vena psichedelica; i brani sono il risultato di riflessioni,  fantasie ed esperienze reali e surreali, mondi e contesti paralleli dettati dall’autoascolto e da visioni lisergiche.

Spiritual Awakening, è il tuo disco uscito lo scorso febbraio. “Risveglio spirituale” da cosa? E cosa hai trovato al risveglio?

Spiritual Awakening nasce principalmente da un cambiamento interiore, una nuova nascita artistica, trovare nuove sensazioni ed energie nei nostri giorni, ascoltare i messaggi  che ci lasciano le giornate, percepire ed accettare la nostra sensibilità liberando la nostra mente vivendo ed accettando il nostro presente.

Ora sei in tour in tutta Europa, compresa l’Italia, per nostra fortuna! Anzi ricordiamo che dopo la recente partecipazione allo Psych Fest sarai il 1 dicembre al Trenta Formiche di Roma.  C’è un pezzo che ti crea particolare emozione eseguire quando sei solo davanti al pubblico?

Non ho un brano preferito, sono tutti molto personali, mi piacciono tutti perché ognuno racconta una storia, una strada da percorrere. Sono molto legato al brano “Chains”, è il primo che ho scritto, ha un significato personale profondo. E’ anche il primo singolo estratto.

Da one man band come vivi la dimensione del live? Come sono state le tue esperienze all’estero?

La dimensione del Live è sicuramente molto intensa, sei solo sul palco. Io sento molto l’energia e la pressione del pubblico ed è una bella sensazione.  Ancora non ho girato molto l’Europa, sono solo all’inizio ma spero fermamente di  suonare in tutta Europa e nel resto del mondo.  Ad esempio è stato molto emozionante suonare a Parigi al MAMA Festival, dove ho sentito uno scambio molto forte con il pubblico, un’attenzione più riflessiva ed intima. Un bellissimo ricordo.

Ringraziamo Black Snake Moan, a voi il video di “Chains”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *