Intervista ai Damash | “Stones, sigarette e ciò che resta”

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Rocco Fiore, voce e basso dei Damash, ormai “storica” band lucana, a proposito dell’uscita del loro ultimo singolo “Stones, sigarette e ciò che resta”.

Ciao Rocco, grazie per l’intervista e complimenti per il nuovo singolo. Vorrei porti alcune domande a riguardo.

“Stones, sigarette e ciò che resta” anticiperà un lavoro più grande, o sbaglio?

Certo, abbiamo almeno una decina di nuovi brani che aspettano solo di essere registrati, tra questi non è stato facile scegliere il singolo da lanciare, abbiamo ragionato e votato proprio come i gruppi seri anche perché avevamo pochissimo tempo per decidere.

Ascoltando il singolo più volte, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad un sound e ad una produzione più fresca e moderna rispetto ai vostri precedenti lavori. Mi riferisco soprattutto alla linea di basso, che entra subito nella testa dell’ascoltatore, ed al cantato. È stata una scelta o semplicemente un cambiamento dovuto alla crescita del gruppo?

In realtà il pezzo è nato proprio dalla linea di basso che è venuta fuori cazzeggiando a casa davanti al PC. Mi ha subito colpito così l’ho registrata al volo ed ho provato a cantarci sopra in finto inglese, l’ho portata in sala prove dai ragazzi e lì è nato il tutto. Pensandoci bene abbiamo scelto questo singolo proprio perché da subito ci sembrava fresco e moderno e per la prima volta abbiamo anche deciso di registrare tutto in presa diretta per far sentire il più possibile il nostro nuovo sound. La presa diretta ci ha esaltato e non penso torneremo mai più indietro eheh!

Parliamo invece del video. La scelta di ambientarlo in una località molto suggestiva della vostra regione è stata fatta per ragioni perlopiù affettive, di attaccamento alle proprie radici, o unicamente per una questione estetica?

La verità è questa: verso fine agosto abbiamo partecipato ad un concorso nel comune di Abriola che aveva come premio la registrazione di un videoclip. Dopo aver vinto abbiamo scoperto che il tutto doveva essere girato ad Abriola e noi siamo stati ben contenti di farlo proprio perché tutte quelle montagne e quel paesaggio è ciò che tutti noi da sempre vediamo appena svegli. Il regista Donato Sileo ed i ragazzi di Pupilla, che hanno badato alla produzione (Mariangela Curci e Davide Guglielmi), hanno fatto un lavoro straordinario a nostro parere e colgo l’occasione anche per ringraziare tutta la comunità abriolana a partire dal sindaco in quanto ci hanno sostenuto e seguito da subito insieme ad Enrico Sodano, ideatore del contest insieme ai ragazzi di Pupilla, che ha sempre creduto in noi sin dalla prima serata.

Dal testo si evince una voglia di ritorno al passato. Questo desiderio fa riferimento solo alla situazione sentimentale raccontata nella canzone o è esteso a più ampi ed eterogenei ambiti della vita stessa?

A questa domanda farebbe meglio a rispondere il regista ma ci proverò io: il messaggio che Donato ha cercato di lanciare è che la donna, per fortuna, portata nel bosco per un appuntamento galante decide di dire no e paradossalmente dimostra la sua volontà con forza. E’ una rivincita agli abusi che le donne continuamente subiscono. Detto questo, ho scritto il testo pensando ad alcuni miei amici con i quali ho condiviso ogni ora della mia vita e che adesso per lavoro vivono lontano da Potenza, ho ricordato i giorni di cazzeggio, bevute, sigarette e musica e contemporaneamente mi chiedo, cosa farò io domani? Magari suonerò gli Stones alle feste come rifiuto ad un lavoro standard dietro una scrivania.

Quindi suonereste davvero gli Stones alle feste? Anche a costo di non promuovere la vostra musica? O questo verso è semplicemente un canto nostalgico dei vecchi tempi in cui si suonava e ci si divertiva di più?

Come ho appena detto è un pezzo pieno di nostalgia, di un’età che non potrà mai più tornare ma al tempo stesso è presente in tutto ciò che siamo oggi, nel modo in cui affrontiamo i problemi e ci confrontiamo con le persone. Siamo il frutto delle nostre esperienze che, positive o negative che siano, ci aiutano ad affrontare il presente. Aggrapparsi al passato nei momenti di difficoltà con la speranza di migliorare il futuro.

Intervista a cura di Vito Onorati

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