Intervista ad armaud | Suoni dream pop e voce eterea

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How to erase a plot è un scrigno di sonorità dream pop, ambientazioni rarefatte e spirali sonore liquide. In attesa di ascoltarlo live il 10 dicembre al Teatro Brancaccino abbiamo chiesto qualcosa in più a armaud, del live e dei progetti.

Ci sono suoni che ti colpiscono dal primo ascolto, certe vibrazioni mandano in risonanza il tuo essere e si crea una sorta di legame, una dipendenza: a maggio al Quirinetta sono stata folgorata dai suoni di armaud, dalle sue melodie eteree, le armonie circolari, i suoni dream pop e i richiami  drone. (Se vi ho già incuriositi qui trovate il live report della serata di maggio)
How to erase a plot (LadySometimes Records, 2015 ), il suo primo disco, è un intreccio di sonorità sognanti e ricercate, che un attimo si arricchiscono di spirali sonore e loop per poi ripiombare nell’essenzialità, al limite del lo-fi ipnotico. La voce dal grande potere emozionale, quella di Paola Fecarotta, la chitarra “magica” e dalle sonorità innumerevoli dell’eclettico  Marco  Bonini (Mamavegas) , e della ritmica presente e modulata della batteria di Marco Mirk (Cayman The Animal) vi guideranno in un vaggio senza percorso, in balia di suoni ed armonie liquide.

A pochi giorni dalla loro data romana al Teatro Brancaccino, il prossima 10 dicembre, abbiamo fatto qualche domanda a Paola… continuate a leggere e fatevi incuriosire dalla parole e dalla musica di armaud. Ne resterete colpiti!

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armaud è un tuo progetto venuto fuori letteralmente dalla tua parte più profonda verrebbe da dire, considerando quanto melodia e testi raccontino di un percorso introspettivo.  Cosa c’è dentro armaud?

armaud nasce dall’esigenza di liberarmi da alcuni fantasmi, vecchie abitudini e paure che mi portavo dietro da anni. Associo questo progetto all’inizio di una nuova fase della mia vita, una sorta di emancipazione ad oggi ancora in atto. Sono una persona molto timida e con armaud ho imparato a mostrarmi in maniera, per me, più sfacciata e divertente.

A livello musicale galleggi tra dream-pop (ma anche sad pop e trip hop), fino ad armonie circolari ricorsive del drone. Come nascono queste sonorità? Quali sono i tuoi riferimenti?

Le sonorità del primo disco nascono dall’incontro con varie persone. All’inizio ho suonato per quasi un anno con Kaspars Vizulis, un chitarrista della Latvia. Con lui abbiamo sviluppato arrangiamenti molto eterei e delicati. La parte elettronica è arrivata dopo l’incontro con Marco Bonini: lui mi ha introdotta nel mondo dei droni!
Non riesco mai a dare dei riferimenti precisi, e a dire il vero ancora non riesco a definire il mio genere musicale. Posso dirti però che durante la scrittura del disco ho ascoltato tanto Daughter, Keaton Henson e gli Efterklang.

How To Erase A Plot è il tuo debutto come armaud , uscito nell’ottobre 2015 per Lady Sometimes Records. Del disco dici “Ci sono momenti per accumulare ed altri per mettere in ordine, dentro e fuori.” Cosa hai buttato e cosa hai conservato? A che punto arriva del tuo percorso musicale questo disco?

Ho buttato tutto ciò che mi affaticava e ho conservato quella sensazione, per ricordarmi di non rimanere più incastrata in situazioni scomode. Ho conservato il coraggio di fare le cose a modo mio e la meravigliosa sensazione di riuscirci.  Non voglio dilungarmi troppo, posso dirti che questo disco segna esattamente l’inizio di una nuova stagione della mia vita.

“Patterns” è uno dei brani che più mi piacciono del tuo disco. Ti va di parlarne?

“Patterns” è il susseguirsi di avvenimenti sempre molto simili tra loro. È una coazione a ripetere, che alla fine in qualche modo ti libera. Trovare il filo che unisce la tua storia, ti porta in un altro luogo, fisico e mentale. È un processo complesso ma che trovo estremamente affascinante. “Patterns” é una canzone alla quale sono molto legata, sono contenta ti piaccia!

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Nel nuovo Final Fantasy XV , in uscia a giorni, ci sarà un tuo brano. Che effetto ti fa sapere che con questi canali inusuali raggiungerai davvero moltissime persone? Puoi dirci qualcosa in più del brano e del contesto del videogioco in cui è inserito?

Nel trailer di Final Fantasy XV c’è una piccola parte del pezzo che ho scritto a quattro mani con un compositore canadese, Francois Jolin. La parte è veramente breve ma sono molto soddisfatta: lavorare per un progetto così grande è stato incredibile, ho imparato davvero molte cose.
Per quanto riguarda la diffusione della mia musica, sinceramente non mi rendo ancora conto della portata di questa esperienza. Siamo nei credits del trailer ma non so effettivamente quante persone si interesseranno al progetto. Io spero che saranno tante! Ti saprò dire meglio tra un paio di mesi!

Ci sono all’orizzonte nuove uscite? Sono in vista cambi di direzione musicali?

Per adesso è prevista una ristampa di How to erase a plot special edition, contenente anche “The town of Light”. Per quando riguarda il nuovo materiale, sto scrivendo cose leggermente diverse dal primo disco, meno sad pop, ma i piani per il futuro sono ancora da definire. Posso però dirti con certezza che io e Andrea Rapino (Giungla Dischi), mio editore e manager, stiamo lavorando per mantenere il carattere internazionale del progetto. È un aspetto che interessa a entrambi e che mi stimola a dare il meglio. 

Siamo a pochi giorni dal tuo live a Roma a teatro, che tipo di set proponi?

Suonerò in trio con Marco Bonini e Marco Mirk. In scaletta ci saranno pezzi vecchi e nuovi arrangiati in maniera più electro e minimal rispetto al primo disco.

Il live sarà il 10 dicembre al Teatro Brancaccino di Roma: finalmente un concerto in un posto raccolto e silenzioso. Era da tempo che aspettavo di suonare in un teatro, sono molto emozionata.

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