Aspettando il Tropipop con Lucio Leoni

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Cantautore, chitarrista, wannabe batterista, fonico, produttore… ecco l’intervista che noi di Cheap Sound abbiamo fatto al poliedrico Lucio Leoni che sarà con noi al Tropipop !

A metà luglio forse avrete già partecipato a diverse feste in spiaggia, ma il Tropipop si prospetta un evento da non perdere, per diverse ragioni! Il Blanco Beach Club di Fregene, che ospita l’evento, sembra la location giusta, e poi ci saranno gli amici dell’Enoteca Il Piccolo, insieme ad In VINO Veritas! E per la musica ci saremo ovviamente noi di Cheap Sound e gli amici di Italian Stail! Ricca la line up della serata e per farvi venire l’acquolina abbiamo fatto due parole con Lucio Leoni, che sarà dei nostri e che ha risposto alle nostre curiosità in questa intervista.

Buona lettura!

Ciao Lucio! Vorrei partire dalla base… dal sapere com’è stato il tuo primissimo approccio al mondo musicale, pertanto… Qual è l’artista e/o album che più di tutti ti ha segnato? Cosa ti ha folgorato? Raccontaci un po’ di questo incontro.

Volevo suonare la batteria, ma a 7 anni mi hanno iscritto ad un corso di chitarra. È uscito fuori che ero molto bravo e allora, per ribellione adolescenziale, a 13 anni ho mollato e ho dimenticato tutto. L’ho ripresa in mano quando ormai ne avevo 18 e adesso scrivo tutto con tre accordi, ma ho anche musicisti bravi che mi danno una mano a trasformare quello che scrivo in qualcosa di un minimo più strutturato.
Per quanto riguarda artisti fondamentali, direi che la situazione è piuttosto bigia: fino ai 18 anni ho ascoltato praticamente solo Elio e Le Storie Tese, Guns n’Roses e Aerosmith. Diciamo che la mia formazione musicale è cominciata un po’ più tardi quando ormai non avevo più “bisogno” di artisti che mi influenzassero.

Da lì in poi qual è stato il tuo percorso di crescita musicale? E come sei arrivato alla composizione del tuo primo album?

Ho sempre lavorato nel mondo della musica, le ho fatte davvero tutte: dal fonico durante i live, negli studi di registrazione, al produttore… Per lungo tempo ho avuto un gruppo ska-punk con il quale ho fatto ben tre dischi, poi ho militato in un band post rock e infine, quando tutti mi hanno abbandonato, ho deciso che era il tempo di provarci da solo, tanto non avevo molto da perdere. Insomma se parli di Lorem Ipsum diciamo che io non lo vedo proprio come il mio primo album, è più il primo in cui ho deciso che ci provavo veramente e con il mio nome vero, in realtà è il sesto o settimo della mia produzione come autore.

Infatti mi riferivo proprio a Lorem Ipsum, che tra poco compirà un anno: in che modo è cambiata la tua vita, artisticamente parlando, da quando lo hai pubblicato?

Dal punto di vista professionale è cambiata nel senso che vengo riconosciuto come uno che ha fatto un buon disco, sensazione che prima mi era sconosciuta. Per il resto continuo a fare quello che facevo prima. Ci sono sicuramente più attenzioni e più “like” ma la vita in senso stretto ancora non è cambiata. Per quello bisogna aspettare un disco di platino e una tournée mondiale. Ma arriveranno, ah, se arriveranno!

Hai anche iniziato a usare il microfono non solo per cantare ma anche per esprimere le tue emozioni semplicemente parlando, sei infatti diventato speaker di Radio Sonica, che tipo di esperienza è per te? Come vivi queste forme di comunicazione?

È un passaggio fondamentale. Sono interessato a tutto ciò che è legato alla parola. Il mondo radiofonico mi ha sempre affascinato perché è un contesto al cui interno la parola è regina e mi permette di sperimentare e confrontarmi con un linguaggio e con dei ritmi completamente diversi. Se poi alla parola aggiungiamo la musica, il cerchio si chiude. Sono ancora in fase di studio al momento, ho cominciato da poco, ma la verità è che mi diverto come un matto.

Invece sul futuro cosa mi sai dire? Cosa vuoi essere o come vuoi essere da grande? A parte diventare ricco sfondato e circondato da groupie. 😀

A) Sono già grande. B) Sono già ricco sfondato e circondato da groupie. Ovviamente sto giocando, però è vero che sono già grande. Guarda, la verità è che in fondo tutta quest’ansia di capire cosa diventare è un po’ una balla. L’importante è essere. Alessandro Bergonzoni afferma che: ‹‹non bisogna preoccuparsi di avere successo, bisogna preoccuparsi di succedere››. Ecco, direi che meglio di così non si può fare.

Al momento hai dei progetti work in progress? Per esempio la lavorazione per un nuovo album?

Sì, disco quasi ultimato e se tutto va bene vedrà la luce nel prossimo autunno. Sarà un disco piuttosto crudo con il quale tenteremo amorevolmente di rovinare tutto quello che di buono abbiamo fatto fino ad ora.

Riguardo i tuoi prossimi appuntamenti live, invece? Ti troveremo al nostro Tropipop il 15 luglio e poi? Dove possiamo venire a sentirti e vederti?

In vista dell’uscita del disco in autunno abbiamo un po’ rallentato le attività live. Quest’estate mi concentro sulla radiofonia: tutti i giovedì sera dalle 21 alle 23 mi trovate al Monk con il Radio Sonica Show: un live show in diretta radio nel quale ci preoccupiamo di divertirci ascoltando musica e ospitando amici musicisti per fare un po’ di chiacchere e combattere la canicola.

Ringraziamo Lucio Leoni per l’intervista e vi invitiamo tutti ad ascoltarlo live, insieme a noi al Tropipop!

Tropipop

 

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