Quattro chiacchiere con Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi)

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Backstage del concerto del PrimoMaggio.
Nella calca formata da giornalisti, fotografi ed ospiti intravediamo il nostro chitarrista preferito, Carmelo Pipitone, che cerca in tutti i modi di passare inosservato. Carmelo, amico caro a CheapSound, ci dedica un po’ del suo  tempo, quanto più lontano è possibile dai microfoni e dai riflettori, per sua espressa volontà: “Assolutamente, io ho cercato di sfuggire per tutta la giornate alle interviste perché so che sono impostate in maniera tale da fare sempre le stesse domande e dare sempre le stesse risposte. Se è una conversazione poi è diverso, soprattutto se c’è una persona piacevole davanti….”

Carmelo Pipitone

E dopo queste meravigliose premesse e qualche battuta sulla sua aria stanca e l’utilizzo della matita nera per gli occhi per nascondere le occhiaie, Carmelo ci regala, sorseggiando una birra, un suo prezioso e spontaneo contributo, senza censure e formalità, che più che un’intervista ha il vero e proprio sapore di quattro chiacchiere tra amici di lunga data.

CheapSound: Voi non siete nuovi del concertone in cosa è cambiata questa edizione?
CARMELO PIPITONE: La cosa diversa è che è low budget, proprio per i lavoratori precari. La gente che ha partecipato a questa cosa qua la sente come una festa, noi compresi. Al di là del fatto della visibilità che è sempre importante, qui bisogna essere un po’ di sinistra ecco. Poi rispetto agli altri anni forse è un po’ migliorato, in base alle presenze artistiche sicuramente.

CS: Infatti è la prima volta che il  concerto si è aperto agli artisti emergenti, al social mood, l’app per i video, ognuno può mandare una foto dei propri striscioni e farla vedere in tempo reale a tutti. Insomma quest’anno è lo stesso pubblico che reclama visibilità, e non solo gli artisti…
CP: La gente è lì entusiasta e nonostante tutti i problemi si riesce fortunatamente ancora a trovare uno spazio, in qualche modo, e a racchiuderlo in questo primo maggio per gioire un po’ della vita… (ci offre una birra che a malincuore rifiutiamo per darci un minimo di credibilità professionale)

CS: Della vostra partecipazione al Sanremo che mi dici?
CP: Una bella esperienza. Cose estemporanee che se ti capita di farle non possono far altro che farti crescere artisticamente. Lì ti relazioni con tante tipologie di persone, di artisti, generi diversi… Se conosci un artista personalmente poi, a meno che non sia uno di quelli che se la tira talmente tanto da sembrare una pop star, poi ci parli e ti posso dire che nonostante io non ascolti certi tipi di musica, a volte dopo che hai conosciuto l’artista, scopri che c’è un percorso, una persona, magari anche simpatica. Bisogna imparare a rispettare i gusti degli altri, quando ero più giovane ero più settoriale ovviamente…per non dire estremista.

CS Ricorda all’improvviso che l’ultima volta che vi ho intervistati eravamo all’Angelo Mai e si era appena dimesso Berlusconi, se ricordi…
CP Si mi ricordo, abbiamo festeggiato inutilmente una fine che più che altro è stato l’inizio di qualcosa di peggio… sembrava che finalmente si fosse ritirato, invece ha fatto un passo indietro per prendere la rincorsa. Non posso che sperare di vivere abbastanza a lungo per vedere la fine del suo impero!

CS Cambiamo argomento che è meglio. Ho visto che prima avete fatto un riferimento a Dalla durante il vostro live. Anzi in realtà ogni volta che salite su un palco, io colgo un riferimento, anche se non esplicito al cantautore. O sbaglio?
CP Non sbagli assolutamente. Il pensiero deve assolutamente, e senza forzarlo, andare a una persona come Lucio Dalla. Quando hai avuto la fortuna di incontrare una persona del genere ti cambia un po’ la prospettiva, anzi ti cambia tutto. Vedi uno che nella vita ha fatto tutto, non ha bisogno di nulla, e che però continua a giocare con la musica. Uno che ti insegna “guarda che ancora non hai visto un cavolo!” ma non te lo fa pesare, non da sborone, lo fa umilmente e ti fa entrare nel suo mondo. [ci dice con lo sguardo un po’ perso accendendosi una sigaretta]

CS Io mi reputo fortunata, nel mio piccolo, anche solo per averlo visto in una delle sue ultime apparizioni pubbliche, al concerto del primo maggio con De Gregori…
CP Sai quante cose ci siamo persi…bisognerebbe stare un po’ più attenti quando ci sono le cose. Mi ricordo quando Jeff Buckley era ancora in vita e lo ascoltavo su MTV o TMC2. Mandavano questi spezzoni e pensavo: ‘ammazza questo è particolare’ ma non mi prendeva tanto. Poi un mio amico ha comprato il disco e l’ha messo così di sottofondo una sera che passammo insieme. Un anno e mezzo dopo è successo quello che è successo. Se non stai attento non le becchi le cose fiche. Magari ora sul palco c’è il nuovo De André e io e te siamo qui invece a chiacchierare!

CS O magari c’è la pausa della diretta, e non c’è proprio nessuno a cantare. Sempre tornando a Dalla, voi non avete partecipato al concerto che hanno fatto in suo onore a Bologna, anche se forse mi sa che è un brutto argomento…
CP Ho capito di cosa stai parlando….non è un brutto argomento però sai sono quei contesti che non ti appartengono. Era una situazione che non ci apparteneva, che non rappresentava per nulla quello che è stato Dalla per noi. Poi figurati, noi ci saremmo andati… Chiaro, era un omaggio a Dalla e io sono pure bolognese. La vivo quell’aria “post-Dalla” che si respira ancora in città. Non avremmo avuto motivo di non partecipare a questa cosa qua, se non ci fossero state a monte delle cose che noi, proprio perché lo conoscevamo e lo rispettavamo non potevamo accettare.

CS Dopo tanti anni di carriera, pensi mai che la vostra sia destinata a rimanere una “musica di nicchia”? A non essere mai conosciuta a pieno e valorizzata per ciò che è?
CP Guarda c’è gente che vive in un altro parallelo, però almeno noi un minimo di riconoscenza l’abbiamo avuta. Pensa a tutti gli altri artisti! Si perché se fai un certo tipo di musica in Italia vieni visto come l’alieno che non centra nulla con il “bel canto” , con la canzone italiana popolare…  quello che non capiscono in tanti è che esiste un’altra canzone popolare come quella di Benvegnù e di tanti altri. Che parliamo di artisti che poi  suonano in giro e riempiono i posti…. Bisogna anche vivere in un certo modo, c’è gente che si alza la mattina e non gliene frega nulla della musica, che gli dà fastidio se accendi lo stereo in macchina. Che devi dire a questa gente qua…

CS Menomale che c’è chi vi capisce e vi apprezza da anni, e chi come me accende prima lo stereo e poi forse l’auto.

A questo punto, purtroppo, il manager dei “Marta sui tubi” viene a richiamare sull’attenti il nostro Carmelo, che a malincuore lasciamo andare…

L.L.

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