Lo “stato” della musica live romana: una chiacchierata con Raniero Pizza

È un dato di fatto: Cheap Sound non si perde un evento del Monk Club di Roma. La nostra sezione report e l’imminente Independent Label Market lo confermano.

Per noi che ci occupiamo di musica è una scelta estremamente naturale e piacevolissima. Intanto, tra un live e l’altro, due settimane fa, su Facebook, uno che riguardo alla questione Monk Club ne sa parecchio, ha scritto uno stato estremamente interessante. Un ottimo spunto per una chiacchierata su alcuni aspetti per noi – e non solo – molto importanti…

Sto parlando di Raniero Pizza, l’uomo che dai tempi del Circolo degli Artisti ed ora tramite la direzione artistica del Monk ci accompagna da anni in questa serie infinita di eventi live indimenticabili. Partiamo però da quello stato:

Cito testualmente da Facebook:

“Ieri sera a Roma è successa una cosa davvero bella : tante serate ognuna con il suo stile
che hanno fatto sold-out
e questo è un buon segnale , per tutti
per tutti quelli che vogliono una città ricca di scelte
per chi si sbatte per alzare il livello.”

Da quanto tempo aspettavi di scrivere uno stato del genere? Pensi sia un pensiero condiviso anche dagli altri addetti ai lavori?

E’ stato tutto molto spontaneo. La domenica di solito è un buon giorno per fare riflessioni. Con alcuni ci si sente e ci si scambia opinioni. Spero che sia condiviso il pensiero, perché in una città così grande c’è spazio per tutti quelli che ci mettono passione, impegno e hanno lungimiranza; inoltre se cresce l’interesse, è un vantaggio per tutti (radio, giornalisti, etichette, riviste, etc…) e per la crescita delle figure professionali che fanno parte di questo mondo

Cosa bisogna fare e cosa serve secondo te affinché questo stato non sia un che di isolato, ma l’inizio di qualcosa?

Cercare di fare serate belle. La qualità come base di partenza, dialogare di più, creare contenuti differenti, essere accoglienti, non raccontar balle, non fare copia e incolla.

Nello stato parli “stile”: qual è lo stile del Monk? Quali sono state le scelte artistiche e non solo che lo hanno resto tale?

Premessa : il Monk è uno spazio recuperato da uno stato di abbandono e degrado totale e opera in una zona periferica della città ma ad alta densità urbana.

Lo stile Monk è uno stile libero! Abbiamo la visione di un posto dove si possa prima di tutto “stare assieme”. C’è una forte connotazione ” folk “: stiamo facendo ancora il fiato necessario, abbiamo una visione che si evolve e diventa sempre più chiara. Il Monk è un’isola fatta di verde, musica, libri, sport, dove l’aspetto “sociale” è molto importante: abbiamo creato un piccolo parco giochi attrezzato per bimbi e famiglie, del quartiere e non solo, che in estate ha il suo apice. Poi un centro estivo, gli appuntamenti domenicali family friend, le feste comandate per i più piccoli, un campo da basket e tante altre cose! Ci sono corsi nei giorni infrasettimanali: swing, dj school, critica giornalistica, yoga, ed altri ancora. Il Monk collabora con realtà piccole e grandi, mantenendo sempre al centro di tutto l’aspetto umano, la cordialità e il rispetto ; e produce tanti contenuti con le sole nostre forze, senza aiuti.

Cerchiamo di dar risalto alla qualità dei progetti, al di là dei numeri e delle mode. Il Monk è aperto 12 mesi su 12, nel periodo estivo l’ingresso è sempre libero e durante la stagione indoor, con la tessera Arci si può partecipare sempre alla vita sociale dello spazio. Andiamo dritti, facciamo anche passi falsi e da quelli cerchiamo di migliorare e imparare. Ci appartiene il concetto di “musica bella” che va oltre i generi.

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Cosa intendi e cosa comporta, concretamente e quotidianamente “sbattersi per alzare il livello”?

Farsi il culo e trovare il tempo di divertirsi, rimboccarsi le maniche e lavorare 10 ore al giorno almeno. Non esistono sabati o domeniche libere tranne piacevoli eccezioni , il nostro tempo è contro-tempo rispetto a quello di chi ci segue. Raggiungere gli obiettivi giornalieri minimi, esser sorridenti sempre e amare quello che si fa anche quando le energie sono poche, esser sempre curiosi e pronti a mettersi in discussione, studiare, frequentare le scene, i club e i festival quando si può, parlare con tutti , viaggiare appena c’è l’occasione. Coltivare la creatività in solitudine e collettivamente, rimanere sempre con i piedi ben piantati in terra che è facile farsi prendere dagli entusiasmi passeggeri o da ego-trip. Ogni giorno è un giorno nuovo, concetto che trovo salvifico e carico di libertà!

Una curiosità, a proposito di sold out: qual è stato il successo di pubblico più inaspettato al Monk?

Iosonouncane un anno fa , mi ha stupito davvero! Jacopo e tutto il suo team si meritano tanto.

Quando si tratta di questi argomenti è obbligatorio cercare di non essere banali e di trattare sempre il tutto con le stesse frasi fatte, ma la tua esperienza nel settore mi spinge a chiederti: pensi che questo sia un momento più o meno positivo per la musica dal vivo a Roma? Secondo te c’è mai stata una Stagione d’Oro dei live a Roma?

Penso che sia uno dei periodi più difficili per i club, i circoli, i teatri, i bistrot e tutti gli altri posti che fanno musica dal vivo. La base stenta e non solo per colpe proprie (vedi caro-affitti e burocrazia). Le chiusure o i cambi di gestione accadono più frequentemente rispetto a nuove aperture, al contrario la scena musicale è più forte che mai e raccoglie numerosi successi. Oggi fare musica live è un atto di resistenza e di poesia; necessita di una certa testardaggine e capacità di sognare ad occhi aperti. La stagione dei live a Roma è andata sempre ad ondate; ce ne sono state di buone e sono sicuro che tornerà presto, incrociamo le dita.

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Se potessi costruire “un altro Monk” al di fuori dell’Italia, senza pensarci troppo, quale posto sceglieresti?

Barcellona: amo il mare e le città di mare.

Cosa ci riserva il Monk a breve? Giusto per i pochi sprovveduti che ancora non lo sanno, noi siamo tutte le sere li!

Fino a dicembre ci sono tanti appuntamenti: tra questi segnalo Motta ( il 7 dicembre ), i Mokadelic (26 novembre) autori di tante colonne cinematografiche e Gomorra – Serie Tv; Yussuf Kamal + Ainè il 2 dicembre) che è veramente una serata bomba, Joan As A Police Woman (25 novembre), Nicolò Carnesi (il 3 dicembre), Dente (18 novembre) e poi I Ministri, Tre Allegri Ragazzi Morti, Il Muro del Canto e tanto altro! Seguite il Monk e supportate tutti gli altri circoli e club che si sbattono e fanno cose fighe, sia per 50 che per 400 persone!

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