Roma Records Market | Intervista a Sebastiano Turchiarelli

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Visto che non riusciamo ancora a dimenticare la bellissima giornata passata all’Ex Dogana per il Roma Records Market – documentata da quest’altro imperdibile articolo – abbiamo deciso di importunare colui che quest’evento lo ha organizzato: Sebastiano Turchiarelli. Sentiamo cosa ha da dirci in merito …

Iniziamo giustamente con i convenevoli: presentati ai nostri lettori raccontandoci cosa c’è nella tua vita “oltre” il  Roma Records Market!

Ciao a tutti innanzitutto. Sono Sebastiano, pugliese trapiantato a Roma una decina d’anni fa per motivi di studio. Oltre ad aver conseguito una laurea in Economia e Management e lavorato in vari ambiti, nel 2012 ho dato vita, insieme a 4 amici, al progetto Mermaid’s Rome che si occupa dell’organizzazione di eventi prettamente dedicati alla musica elettronica.

Bene, ci hai incuriosito: dicci qualcosa di piu’ sul Mermaid’s Rome!

Ok. Mermaid’s Rome è un gruppo di amici che si forma, grazie alla passione per la musica e gli eventi e alla voglia di far emergere le proprie idee a riguardo. Siamo partiti con piccoli party organizzati in vari cocktails bar, cercando però di dare sempre la nostra impronta come ad esempio al Borgo della Marchesa. Il giovedì notte il basement diventava il nostro club: buio e pieno di casse che montavamo noi dal pomeriggio: che serate! 

Il salto di qualità l’abbiamo però fatto grazie all’approdo al Vicious Club che ci ha dato la possibilità di curare una vera e propria programmazione, sempre sui giovedì. Le responsabilità sono cambiate, è diventato un vero e proprio lavoro, ma ci siamo tolti tante soddisfazioni ospitando vari artisti di caratura internazionale (Antal, Interstellar Funk, Sandrien e tanti altri) ma anche djs da tutta Italia. In questi 4 anni inoltre abbiamo collaborato con buona parte delle realtà della nightlife romana, avendo sempre riscontri positivi.

 

Iniziamo a parlare dell’evento Roma Records Market all’Ex-Dogana: come è nato ed è stato organizzato?

Il progetto è nato da un’idea dei ragazzi di I want to believe records, un negozietto di vinili a Monteverde che frequentiamo spesso. Noi di Mermaid’s l’abbiamo sposata immediatamente e ci siamo buttati a capofitto. A livello organizzativo abbiamo da subito suddiviso il lavoro nel modo più naturale: i ragazzi di IWTB si sono occupati dei contatti con le etichette e con i venditori che hanno esposto, mentre noi di Mermaid’s abbiamo curato la parte della comunicazione, la logistica e i rapporti con la location che ci ha ospitati, anche se ci siamo sempre supportati a vicenda, ovviamente.

Quanto fatica e impegno ci vogliono per “costruire” una giornata così?

Beh di certo non è stata una passeggiata. Già in autunno ragionavamo sul come, sul dove, ecc.. A gennaio siamo andati on line con la fanpage su FB e da lì è stato tutto un crescendo. Aprile neanche te lo dico come è andata…

Ma scommetto che le soddisfazioni sono ben maggiori; ce ne puoi dire qualcuna?

Si assolutamente, tante soddisfazioni. La cosa che più mi ha reso felice è stata la spensieratezza che si respirava il pomeriggio: c’era gente di qualsiasi età, famiglie con bambini in bici, genitori e figli che si scambiavano vinili, i nostri amici al sole a godersi birra e musica, i ragazzi delle etichette che facevano baldoria insieme. Bello. Vedere che tutti stanno bene è una presa a bene.

Un evento come il Roma Records Market richiede la convivenza di tante realtà: come è stato metterle insieme?

Come ti dicevo prima, la convivenza in se per se, il giorno dell’evento, è stata naturale. Dopo un paio d’ore erano tutti amici. Anche perché abbiamo sistemato vicine tra loro le realtà delle varie città. Diciamo che abbiamo creato una sorta di “Italia in miniatura” delle label. E’ stato divertente. Più difficile è stato metterle insieme: contatti, conferme, chiamate e centinaia di emails.

Il Roma Records Market si affaccia soprattutto sul mondo dell’elettronica: perché questa scelta? (Non è che ci dispiaccia, anzi!)

Il mondo dell’elettronica è quello a cui apparteniamo ed il genere musicale che ci appassiona, anche se detto così è un pò generalizzato come concetto. Di base però l’idea nostra è stata quella di ospitare labels che producono principalmente house music. Diciamo che per l’80% è stato così. Ovviamente c’è stato anche spazio per altri generi musicali dalla techno, al rock, all’ambient, ecc..

Tra queste realtà (etichette, etc.) ce ne è qualcuna che ti piace particolarmente?

SorryForThis Records è una delle mie preferite, a prescindere dall’amicizia che mi lega ai ragazzi, hanno collaborato con loro alcuni dei miei artisti preferiti tipo Glenn Underground o Juju e Jordash. Poi ti dico Early Sounds Recordings per la passione che ci mettono in ciò che fanno.

Abbiamo scattato tante belle foto domenica: quale sceglieresti come simbolo della giornata?

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Anche se non ci sono dischi, rende abbastanza bene il senso di relax che ti dicevo prima, e mostra parte della location (L’area 2) che in toto era pazzesca quel giorno.

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