Chiacchiere da bar con i Uochi Toki

26416_368591282654_5175186_nA volte si comincia con un’idea e si finisce necessariamente a svilupparne un’altra, magari decisamente migliore della prima.
Come la mia intervista con i Uochi Toki, che pensai appena prima del loro ultimo concerto a Roma, al Lanificio 159, lo scorso 2 febbraio, e che ho finito per svolgere a casa, alcuni giorni dopo, comodamente seduto in cucina, su Skype con Napo – a.k.a Matteo Palma.
Necessità fa virtù. Necessità fa cose belle e buone.
Necessità mi fa anche riassumere la chiacchierata lunga e proficua: beccatevela.

 

CS: Parliamo di Macchina da guerra, il vostro nuovo lavoro in studio che andrete a produrre da indipendenti, senza etichette dietro, nessuna distribuzione da parte di terzi, né fisica, tanto meno multimediale, unica stampa su vinile e nessuna promozione tramite agenzie.
In una parola: perchè? Su Facebook lessi che tutto ciò sarebbe stato ‘il futuro’.

UT: Futuro nel senso che lo si sarebbe capito poi, non ci arroghiamo nessun potere profetico sull’andamento dell’industria discografica.
Per quanto riguarda le motivazioni, ce ne sono diverse. Dal punto di vista tecnico, abbiamo visto come la stampa e la distribuzione su disco, oggi, siano un qualcosa di totalmente fallimentare, con il pubblico che predilige, sempre più, il multimediale. Sull’esperienza già fatta con Distopi, quindi, abbiamo preferito stampare dei vinili a tiratura ridotta che venderemo solo ai nostri concerti. Dopodichè c’è il fattore qualità, con una dimensione di ascolto molto differente da quella che, oggi, può essere più usuale: il vinile ti impone di fermarti ad ascoltare la musica, non lo si può portare in giro. Dal punto di vista economico si va incontro all’ascoltatore, tagliando di netto la filiera dell’industria musicale, con il rapporto artista/ascoltatore diretto e immediato; l’industria musicale proprio non va e noi cominciammo con l’autoproduzione in modo molto positivo, così ci è sembrato piuttosto logico sviluppare la nostra idea in questo modo. Per quanto riguarda la questione etichetta: questa ha un suo pubblico, ben definito, che ha delle aspettative e noi vogliamo un pubblico come Odino comanda! Ci piace avere feedback con i nostri ascoltatori e, necessariamente, producendo qualcosa per una qualsiasi etichetta, il pubblico ha un determinato ‘taglio’ che non sempre ci può piacere, benchè abbondante. Alcuni pensano che non avere un’etichetta sia una mancanza di garanzie, ma non ci interessa. Finchè la musica non è la nostra principale fonte di sostentamento, non ci interessa. In ultimo, l’ufficio stampa: tutti, prima o poi, esagerano quel che sei, anche il nostro, nonostante sia splendido, si siano fatte cose bellissime assieme e ci si possa parlare e lavorare benissimo.
Tutta questa grande macchina è visibile negli ascoltatori. La questione che ci è stata posta più spesso dopo l’annuncio dell’uscita di Macchina da guerra è stata “come lo ascoltiamo?”. Non si centra il punto con queste persone, si aspettano la cosa più comoda, non c’è un impegno nel comprendere.
Chiaro che noi si risponda a tutti, senza mai chiudere le porte al confronto, proprio in virtù del piacere che abbiamo nel rapportarci con chi ci ascolta.

 

CS: Così sembra non ci sia interesse nel prodotto di per sé, allora, ma solo nel teatrino che gli si costruisce attorno. Non è il regalo l’importante, ma la confezione.

UT: Esatto, è proprio questo! Le tracce, il disco, è quello il vero cuore della questione. Ma gli ascoltatori vedono solo le situazioni collaterali.
Anche tra gli stessi artisti stessi si sta perdendo questa cosa. Raramente, nei backstage, si parla di musica, ma solo di booking, date, etc.

 

CS: Possiamo dire, quindi, che Macchina da guerra, come il nome stesso suggerisce, sarà l’inizio una piccola rivoluzione?

UT: No, no, ma che rivoluzione? Non è neanche una critica, di cui – essere sempre critici – spesso siamo tacciati. E’ una proposta: si devono analizzare, ascoltare, trovare i brani.
Noi facciamo il 50% scrivendoli e lavorando così, voi farete il resto.

 

CS: Dell’industria musicale di cui tanto abbiamo parlato, allora, cosa ne pensate?

UT: Boh! L’industia musicale è minata nel profondo e senza delle nuove idee per le masse sarà difficile non crolli su se stessa. Manca il coraggio di fare una scelta, sempre per quelle questioni di ‘abitudini del pubblico’ o di ‘volontà del pubblico’, cose non hanno né capo né coda e che fanno nascere il paradosso intrinseco dell’industria musicale di oggi: nessuno decide veramente come le cose debbano funzionare, né gli ascoltatori, né l’industria. Se alle persone si da altro, non necessariamente queste non seguiranno le nuove modalità.
“I cambiamenti radicali sono lenti e graduali” e io non mi auspico nessuna rivoluzione. Noi facciamo così, senza rompere le scatole a nessuno, senza urlare. Cerchiamo di allenare, lentamente, le orecchie degli altri.

 

CS: Ok, fino a ora abbiamo parlato di cose serie ma, dato il periodo, la domanda te la devo fare: Sanremo?

UT: Sanremo è il capolinea di un sacco di cose. L’ho visto l’ultima volta sette anni fa, forse. E’ una modalità di suicidio per un sacco di persone.

 

CS: E dei Marta sui Tubi che hanno partecipato all’edizione di quest’anno, che ne pensi? Sta cambiando qualcosa?

UT: E’ indifferente. Non è importante se la band sia interessante o meno. Bisogna ascoltare i pezzi, il resto sono solo chiacchiere da bar.

 

CS: Bene! In chiusura: nel futuro dei Uochi Tochi cosa c’è?

UT: Per il futuro ci auspichiamo la distruzione di ogni apparecchio elettronico e concerti solo ed esclusivamente acustici, con gente che canta sopra percussioni casuali.

 

CS: Le date dei live, invece?

UT: Quelle che vengono. Non ci sarà un tour promozionale per Macchina da guerra, tanto meno un release party – non ci piace dare al pubblico l’impressione dell’evento enorme per l’uscita del disco, nel senso, è solo uscito un disco! Ai tour sporadici preferiamo una certa regolarità annuale di live.

 

Lascio Napo alla sua cena e io preparo la mia.

Macchina da guerra, con ogni probabilità, uscirà il prossimo marzo. Ma non aspettatevi date fisse, i Uochi Toki non sono proprio i tipi!

 

R’n’R

GF

 

 

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