Velvet: intervista a Pier!

VelvetOre 12.30, scocca l’ora dell’appuntamento telefonico con Pierluigi, cantante e chitarrista dei Velvet. Sono emozionata, non capita tutti i giorni una possibilità come questa. Lo chiamo al cellulare, squilla, risponde.
È molto cortese e loquace. Ha letto la mia recensione, sembra contento.
Passata la fase dei convenevoli possiamo iniziare.

CHEAPSOUND La Razionalità è il nome del vostro nuovo EP, composto da cinque tracce. Da un sound pop/rock, ad una svolta electropop; il passo non è così breve… Vi siete assunti un bel rischio.
PIERLUIGI FERRANTINI Sì, in effetti sì. Abbiamo sperimentato e provato a vedere come andava a finire. L’elettronica è solo uno strumento diverso per esprimere il nostro pensiero, ha un suono più corposo e lo abbiamo adattato alla nostra forma di scrittura che, invece, è rimasta invariata. Quando componevamo non abbiamo seguito nessun ragionamento di tipo radiofonico, non ci siamo soffermati troppo a pensare se l’EP potesse essere adatto o meno al mercato, non ci importava. Ora facciamo quello che ci piace senza stare a ragionarci troppo.

CS Mentre registravate, vi è mai passato per la mente che avreste potuto deludere il vostro pubblico, o puntate a conquistare una nuova fetta di ascoltatori?
PF Forse ci è passato per la testa, anche se onestamente  non so ancora bene, dopo anni, quale sia il nostro pubblico. Ogni volta che registriamo un nuovo disco lo affrontiamo pensando che potrebbe essere l’ultimo della nostra carriera. Non ci creiamo troppe ansie o preoccupazioni, ma mettiamo semplicemente quello che noi vorremmo sentire. Abbiamo realizzato già un sacco di sogni; abbiamo suonato ovunque, con chiunque, anche con i nostri idoli, ora è giusto migliorare e rischiare.
Inconsciamente, forse, vogliamo ottenere una nuova fetta di pubblico, ma è probabile che quello vecchio si aspetti da noi, col tempo, cose nuove. Forse qualcuno dei nostri vecchi sostenitori rimarrà sorpreso dalla nostra svolta e magari anche in positivo senza restarne deluso.
La cosa interessante è che quando l’EP è stato pubblicato, la risposta del pubblico è andata oltre le aspettative. Abbiamo ottenuto una maggior credibilità e una maggior considerazione anche tra i nostri colleghi.

CS  La Razionalità è anche il primo singolo estratto. L’idea di essere razionale, è legata al concetto di maturità? Cioè, invecchiando siete diventati più razionali?
PF La Razionalità, incarna la continua lotta sull’esserlo (razionale) ed il non esserlo, tra raziocinio ed istinto. In tutta onestà sul lavoro non l’abbiamo seguita, siamo stati estremamente istintivi. Io, ad esempio, sono un tipo razionale, ma quando si tratta di prendere decisioni, è l’istinto che prevale. Non dobbiamo essere solo razionali ed evitare di buttarci nelle cose perché potrebbe andare male, bisogna rischiare.

CS Di questa canzone esiste anche un video, realizzato da Saku, che ha come protagonista la bravissima Giulia Bevilacqua. Come li avete convinti a lavorare con voi? 
PF Sono tutti amici di vecchia data, abbiamo chiesto il loro aiuto e tutti hanno accettato senza remore. Gli attori, in pratica, hanno adottato la filosofia: “lavorare per la gioia di lavorare”. Saku, si è gettato subito nell’impresa, ma ad una semplice condizione; voleva sperimentare e realizzare un video in stile cinematografico e ci è riuscito in modo egregio. Abbiamo ottenuto un grande risultato con un budget davvero ristretto.

Velvet bandCS Il secondo estratto, Cento Corpi, è stato scelto come colonna sonora per il film d’animazione Extra di Marco Pavone. Ascoltando il vostro testo  chi poi va a vedere il film, sa già, in parte, cosa aspettarsi. Canzone e trama combaciano perfettamente. Quanto è stato complesso realizzare il pezzo?
PF In realtà è stato un caso. Il pezzo non è stato scritto apposta per il film, ma quando Marco lo ha sentito ha subito realizzato che era la canzone giusta. Ci piacerebbe davvero molto lavorare nel campo delle immagini, creare musica per adattarla a quello che vediamo. È un obbiettivo che vorremmo davvero raggiungere nel futuro.

CS Nonostante il vostro successo, non fate più parte di una Major, ma avete creato la vostra etichetta, la Cosecomuni. In un mercato così ostile, ottenere un buon successo è ora più gratificante?
PF Decisamente sì, anche se è molto più faticoso perché adesso devi far quadrare i conti. In realtà siamo fortunati perché abbiamo alcuni sponsor di supporto che ci permettono di racimolare un po’ di denaro senza chiedere troppo in cambio. E poi puoi diventare manager di te stesso; auto produrti da moltissime soddisfazioni e puoi focalizzarti su molte altre attività, come, ad esempio, aiutare i nuovi artisti dando loro la possibilità di imporsi sul mercato. 

Mentre parliamo, mi è venuto in mente che, circa un anno fa, ho ascoltato per lavoro, uno dei loro artisti, Viva Lion e ricordo di essermi stupita non appena ho scoperto chi lo produce, perché il suo stile è molto lontano da quello usuale dei Velvet. Pierluigi mi ha raccontato di come, paradossalmente, abbia un ottimo riscontro all’estero, piuttosto che in Italia. “Cantare in inglese, ha aperto nuovi orizzonti”, dice fiero.

CS Ma i Velvet producono anche artisti che compongono solo in italiano e con troppa invadenza insisto: ed allora, in sostanza, come si fa a spingere i nuovi artisti in Italia?
PF È colpa dei media che sono troppi. Il segreto sta nel contattarli in massa in modo che tutti in contemporanea, spingano lo stesso artista. Più se ne parla, più il risultato sarà maggiore.

CS Esordio nel 2000, oggi 2013, nuovo Ep. Sono passati ben tredici anni. Come si mantiene per così tanto tempo un legame?
PF Il rispetto è fondamentale. In pratica noi quattro abbiamo tutto in comune, nel lavoro. Il segreto è che ognuno fa quello in cui riesce meglio. Si litiga, certo, ma rimane sempre il rispetto. Bisogna comunicare e se si è scontenti parlarne per condividere i propri pensieri.
Questo, forse, è ancora più importante della stima reciproca!

A.M.

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